Archivi categoria: Recensioni stagione

True Blood – dove eravamo rimasti? (Terza Stagione)

Ad un passo dall’inizio di una nuova annata per True Blood, mi sono accorta che ricordo poco o niente della terza stagione. Non fraintendetemi, ci sono parti che sono entrate di diritto nella mia personalissima classifica di “scene che guarderei in loop se finissi su un’isola deserta e non ci fosse con me il vampiro Eric a distrarmi”, ma, ripensandoci bene, la terza stagione è stata abbastanza folle da far rimpiangere i tempi di Maryann e delle sue orge. Quindi, per voi ma anche per me, andiamo a vedere “dove eravamo rimasti” un annetto fa in quel di Bon Temps, considerando che tanto assurda è stata la terza stagione quanto lo sarà il mio recap.

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30 Rock- 5×23 “Respawn” (Season Finale)

LizRespawn, nel gergo da videogame, è la possibilità di resuscitare quando gli ostacoli ci mettono alle strette. Se sei circondato da nemici la soluzione è facile: sparati un colpo in testa e ricomincia da zero. E’ esattamente quello che Liz fa metaforicamente, assieme alla serie stessa, in questo finale di stagione inaspettatamente stabilizzante.

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The Event: 1×22 – “The Arrival” (Series Finale)

La serie evento solo di nome giunge al termine della prima, ed unica, stagione, regalandoci un finale condito di tutti gli ingredienti che l’hanno caratterizzata sin dall’inizio, oltre a risposte tanto attese quanto poco esaurienti.

Vediamo cosa è successo.

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Fringe – dove siamo arrivati? (Stagione 3)

Quattro mesi fa a quest’ora precisa – non è vero, ma fate finta di sì – mi apprestavo a scrivere la recensione della prima mid-season di Fringe, con un entusiasmo che mai mi sarei aspettata per una serie che sì, mi era sempre piaciuta, ma non mi aveva fatto esattamente strappare i capelli nelle prime due stagioni. Quindi, visto che non si lasciano mai i lavori a metà, dopo Fringe – dove eravamo rimasti? mi tocca l’arduo compito di scrivere, in conclusione, Fringe – dove siamo arrivati?

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The Event: serie “evento” o flop?

Nuovo anno, nuova stagione telefilmica, nuovo erede.
Erede di chi? Di Lost ovviamente.

Anche quest’anno si è ripetuta quella che ormai è diventata una tradizione: designare, in modo arbitrario, un “erede di Lost”.
L’anno scorso toccò a Flashforward, che dopo un pilot pieno di ambizione (con tanto di citazione a Lost), presentò una stagione molto deludente che finì con la cancellazione prematura dello show.
Quest’anno lo scettro di erede di Lost è stato preso da The Event sin dai primi trailer dell’estate scorsa. Un compito scomodo, difficile, ma sempre molto ambito.
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Fringe – dove eravamo rimasti?

Se qualcuno, nel lontano 2008, mi avesse detto “fra due anni Fringe sarà una delle tue serie preferite, sarà costruita in modo quasi perfetto e la consiglierai a chiunque tu conosca”, la mia risposta – seguita da una risata di quelle che ti fanno passare due giorni con un male terribile agli addominali – sarebbe stata più o meno questa: “Sì…in un altro universo, probabilmente. Uno in cui la Torv è diventata una grandissima attrice e Peter Bishop si è trasformato in un idiota!”
Ecco, questa è la dimostrazione di quanto la vita sappia essere imprevedibile: perché non solo Fringe è effettivamente diventata una delle migliori serie in circolazione, ma Anna Torv è migliorata così tanto da far urlare al miracolo e Peter…beh, che dire, diciamo che se dovessi disegnarlo qui, su due piedi e solo per voi, sarebbe rappresentato da un enorme ormone con due gambe e la faccia da ebete. Com’è possibile che sia successo tutto ciò? Ora ve lo spiego. Preparatevi, però, a qualche viaggio un po’ di qui e un po’ di là, quindi se avete bisogno di pastiglie contro la nausea, rimedi contro lo strabuzzamento di occhi continuo o un taccuino per prendere appunti, pensateci ora o mai più.

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The Office: dove eravamo rimasti?

La settima stagione della serie ambientata nel mondo della carta nella piccola cittadina di Scranton in Pennsylvania, ha avuto un percorso un po’ altalenante in termini creativi, seguendo il trend iniziato nella stagione precedente, con episodi non troppo esaltanti come “Christening” o “Counseling”. Nonostante questi due passi falsi, The Office continua ad essere uno dei programmi migliori del palinsesto americano, in grado di offrire ancora molto al suo pubblico, e sono pochi quelli in grado di farlo dopo sette anni. (Basti pensare al netto calo avuto di recente da How I Met Your Mother, The Big Bang Theory o Glee).
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House M.D. – dove eravamo rimasti?


Dopo avervi raccontato per filo e per segno tutti i motivi per cui ha ancora un senso vedere House M.D. alla settima stagione, cerchiamo di capire nel dettaglio cos’è successo fino ad ora e di prepararci al meglio per questa seconda mid-season. Abbiamo infatti una serie di storie rimaste aperte, sia per quanto riguarda il team, che per House e il suo compagno di merende Wilson; certo, alcune di queste potrebbero non essere esattamente da applauso in piedi sul divano, però è sempre divertente e interessante vedere come dei personaggi ben costruiti si muovono davanti a situazioni complesse. E poi beh, se qualcuna non vi tange minimamente, potete sempre trasformarlo in un gioco a scommesse: chi si fa chi? Tizio tornerà con Caia? La moglie di Sempronio scapperà alle Bahamas col primo che incontra? Se volete mi offro di raccogliere i soldi.
Prima, però, di trasformare questo blog in una bisca virtuale, facciamo le cose per bene e parliamo di questi primi 8 episodi.
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The Big Bang Theory: Recap & 4×12 “The Bus Pants Utilization”

“Nobody knows the trouble I’ve seen/ Nobody knows but Jesus/ Nobody knows the trouble I’ve seen/ Glory Hallelujah”

Dopo aver concluso la visione di questo episodio, anche a me è venuto spontaneo canticchiare, con lo stesso “entusiasmo” di Sheldon, questo motivetto. “The bus pants utilization”, infatti, è un episodio tutt’altro che memorabile, confermando il momento creativo stagnante che la serie sta attraversando in questa quarta stagione.

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How I Met Your Mother – dove eravamo rimasti?

Ed eccoci qui, a pochi passi dalla seconda metà della sesta stagione di How I met your mother!
Siete pronti? Vi siete annotati tutti i passaggi, le battute e i nodi cruciali di questi primi 12 episodi? Come dite? Avete ancora i postumi di Capodanno e la vostra attenzione è pari solo a quella dei figli di Future Ted?
Lo sospettavo.
Allora venite con me, andiamo a fare un giro di auguri per il nuovo anno, che so, a New York, e fermiamoci a bere una buona birra in un pub a caso – mi sembra di leggere “MacLaren’s” là in fondo, che dite, a voi va bene?
Oh, guardate! Ci sono vecchie conoscenze sedute a quel tavolo laggiù! Come fate a non ricordarveli! Ok, ok, ve li ripresento…

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House M.D. – Perché guardarlo ancora alla settima stagione?

All’alba di un nuovo decennio, il panorama delle serie televisive provenienti dagli Stati Uniti offre una possibilità di scelta che definire illimitata sembra quasi riduttivo; ce n’è per tutti i gusti, insomma, dalla comedy al drama, passando per i procedurali di ogni tipo. Quindi, in una situazione in cui “il mare è sempre pieno di pesci”, cosa dovrebbe spingere una persona a seguire per il settimo anno consecutivo la stessa serie?
E’ una domanda non da poco, se si considera quanto il nostro mondo sia dominato dal movimento e dalla velocità ad ogni costo piuttosto che dalla stabilità, dallo spostamento continuo di target più che dalla routine.
Diventa una domanda da un milione di dollari se la serie di cui stiamo parlando è un medical drama procedurale, nato e cresciuto in un periodo in cui di serie tv col camice bianco ce n’erano già abbastanza e non ultimo con un protagonista così ingombrante da correre il rischio costante di trasformare un’ottima idea in un one man show.
Insomma, la questione è una sola: perché, arrivata nel 2010, con miliardi di altre storie da seguire, sono ancora qui a vedere House M.D. con lo stesso entusiasmo del 2004?

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