True Blood 4×10- “Burning down the house”

Fairy

Siamo quasi alla fine della stagione eppure l’entusiasmo si spegne ancor prima di esplodere. Le sottotrame mancano di fuoco e sangue e l’ormai stabile incertezza della trama principale non aiuta. E’ arrivato il momento di chiedersi: che cosa sta succedendo a True Blood?

Stanno giocando al ribasso, secondo me. Sfiorando con timidezza pochi momenti grotteschi hanno tralasciato un po’ l’eccesso trash, ovvero la caratteristica fondamentale della serie, rendendo lo stile assimilabile a quello di decine di altri prodotti. Una stagione “normale”, oserei dire. Le sottotrame godono di ottimi spunti, come la figura autoritaria sopraffatta da inettitudine e droga, i dissidi interni tra i vampiri, le gang-bang riproduttive di zoticoni mutaforma, la neo-vampira monogama con dei ripensamenti, la propaganda anti-vampiri, la fata che deve fare i conti con i suoi poteri, ma il problema è la realizzazione monca e pigra, con le secchiate di trash oltraggioso ridotte a bicchierini da shot.

Il perché lo sanno solo gli autori, ciò di cui noi possiamo essere sicuri è l’inspiegabile insinuazione di noia e mediocrità in una delle serie più adrenaliniche e assurde di sempre. Nelle precedenti recensioni ho già messo in evidenza alcuni momenti solo vagamente sopportabili, preso da altre situazioni più interessanti, ma arrivati al terzultimo episodio si comincia a fare il punto della situazione che, nel complesso, non è estremamente positivo. Le sorprese mozzafiato, i WTF e le risate incredule si sono ridotte al minimo sindacale, come se gli autori fossero così presi dal dare uno straccio di posto in trama a chiunque che si sono dimenticati di alzare la barra della narrazione a livelli scioccanti. Mentre la prima trama orizzontale (streghe vs vampiri) procede ancora con una lentezza sconcertante, le sottotrame vivono di continui alti e bassi, non riuscendo a mantenere vivo l’interesse per più di una puntata. Si tratta più di un interesse non-morto.

Dopo episodi su episodi di sopportazione per Tommy arriva finalmente il momento di dirgli addio: quando? Appena il personaggio è diventato uno skinwalker, ovvero addirittura intrigante e divertente. Tra l’altro questa sottotrama lascia passare incongruenze (ad es. Alcide cambia idea sulle botte perché non c’è una vulva coinvolta e Sam lascia morire il fratello pensando già alla vendetta) volte a permettere lo scontro definitivo tra shifter Sam (alleato con Alcide) e lupo Marcus (che ha dalla sua parte Debbie). Ok abbiamo capito dove volete arrivare, ma da quando rendere le cose più avvincenti è un problema per True Blood?

andy

Stessa cosa per Andy e Terry. La dipendenza da V, a questo punto, sembra esser stato solo un modo per tenere lo sceriffo occupato durante la stagione. La conclusione è affrettata e poco coinvolgente, con questi due finti-adolescenti in un romanzo di formazione tossica che tolgono minutaggio alla “roba seria” e aggiungono frustrazione a chi guarda. Vi prego aggiungeteci del pathos “on behalf of Renard Parish, the State of Louisiana, and Jesus Christ his fucking self”. Il passato tormentato di Terry torna utile nella riabilitazione del cugino, approfondendo anche il loro rapporto non troppo conflittuale: sulla carta si potrebbe anche trattare di una sottotrama godibile e dark per due personaggi che mi sono sempre piaciuti, ma il coinvolgimento scarseggia. Tra l’altro “Fort Bellefleur e gli spari imperfetti” è una infantile rehab dalla dubbia efficacia e gli effetti del V sono dati per scontato: privati delle visioni siamo semplicemente lasciati in balia di un cocainomane particolarmente forzuto.

Le mie considerazioni sono così negative proprio perché ci avviciniamo al finale di stagione e il mio cuoio capelluto è ancora intatto. Volersi strappare i capelli nella foga da fangbanger accanito è chiedere troppo? Da quando Jason ha lasciato Hotshot non c’è stato granché di riconoscibile per il marchio “True Blood”: solo una piccola percentuale di B-movie e contrasti ironici (i discorsi regali tenuti tra catene d’argento) e un pugno di oneliner esilaranti. Sono stati molto più coraggiosi nelle stagioni precedenti, tra buffet di cuori, divinizzazioni orgiastiche, scopate a collo-torto, trip allucinogeni e trapianti di spina dorsale in diretta tv. Gli autori si sono seduti all’ombra del proprio successo. Nella quarta stagione sembra che manchi sempre qualcosa, sembra che siano sempre sul punto di mostrare qualcosa di straordinario e poi… poi spunta Hoyt.

Se l’adrenalina della trama principale mantenesse sempre livelli esorbitanti non mi lamenterei dei problemi di coppia di lupi, umani e triangoli interspecie (di cui non farò ulteriore menzione). Convinta Ad esempio il più grande passo fatto per Marnie in questo episodio è quello di porla in uno stato di maggior convinzione dello spirito che la possiede, anzi della loro “Unione”. HELLO!? E’ solo una riconferma, dato che Marnie ha pregato dall’inizio di essere posseduta e dare senso alla propria esistenza (cfr. mie recensioni precedenti), e al contempo le incertezze di Antonia sono troppo scontate e giunte troppo in ritardo. Per questo l’episodio in questione è letteralmente di passaggio, tra due scontri violenti e tra due fasi della stagione: tutti tornano più o meno ad essere se stessi…a mostrare appieno i loro “veri colori”.

Almeno torna il disagio esistenziale sull’auto-comprensione e accettazione. Andy e Marnie verbalizzano questo disagio dicendoci che “non hanno chiesto di essere così”, mentre Sookie tenta di controllare la sua natura e la sua luce, Jessica si risveglia, Bill affina il ruolo che lo rende completo, Eric ritorna in sé portandosi dietro stralci di malinconia e Tara presta fede nelle sue capacità. Un sospiro di sollievo.

brujo

I momenti più affascinanti stranamente vedono Jesus come protagonista: svela il suo “vero volto” nell’oltrepassare la barriera protettiva di Antonia e “sente” l’euforia di Marnie attraverso vibrazioni elettrificanti che lo fanno sorridere. Su quasi un’ora di episodio, però, non basta. Così come non bastano i momenti divertenti, tra cui la luce salvifica di Sookie che lascia tutti esterrefatti, Nan alle prese con matite e cineprese, il vecchio Eric che appella Bill come “Loveable”, la spiegazione di Lafayette riguardo il make-up del brujo: “It’s a latin thing” e poche altre pillole di comicità.

FichettiPersino l’iconica camminata finale da action movie mi ha lasciato quasi indifferente. Avrebbe avuto più impatto e originalità se i quattro vampiri infighettati avessero trovato un ostacolo alla loro dramatic entrance friggendosi sulla rete protettiva di Antonia. Vederli inermi sull’asfalto sarebbe stato un cliffhanger meno usuale e abusato di questo: camminata a ralenti, cover eccitante dei Talking heads. Confido nell’open del prossimo episodio per questo sovvertimento ironico.

Siamo alla fine della stagione…non c’è più spazio per interi episodi di passaggio, per sequenze sottotono e per l’ottimismo dei miei articoli precedenti: è ora di premere sull’acceleratore e tornare al tripudio di carni malridotte, alla violenza, al sangue… al Caos.

VOTO: 7 meno meno meno.

Un doppio finale eccessivo e fuori di testa, a questo punto, è VITALE per il valore della serie.

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Pubblicato il 30 agosto 2011, in Recensione episodi, True Blood con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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