Breaking Bad 4×06 “Cornered”

Come ben detto dalla mia collega xfaith84 all’inizio della sua recensione della 4×08 di True Blood, in estate è difficile essere puntuali nella pubblicazione dei nuovi articoli. A settembre tutto dovrebbe normalizzarsi con l’arrivo di nuovi collaboratori (se vi interessa essere fra di loro, cliccate qui o sul faccione dello zio Sam nella barra laterale). Agosto è ormai agli sgoccioli e manca davvero poco all’inizio di una nuova scoppiettante stagione televisiva americana, con delle new entry davvero stuzzicanti. Nell’attesa vediamo cosa è successo ad Albuquerque nel sesto episodio di questa quarta stagione di Breaking Bad.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato molto bene su Walter White, nel corso delle varie stagioni, è quanto sia enorme il suo ego.
Un ego che ultimamente è stato costantemente mortificato, chiuso nella morsa oppressiva delle sue “due vite”: da una parte da Gus, che adesso lo costringe a lavorare sotto sorveglianza e molto spesso anche da solo, privandolo a poco a poco di Jesse; dall’altra parte da Skyler che sta ingabbiando la sua vita familiare all’interno di un copione scritto, dove Walter ricopre la parte debole del marito malato di cancro costretto a ricorrere a mezzucci per vincere al gioco d’azzardo.
In passato il nostro ex professore di chimica ha dovuto tenere spesso a freno il proprio orgoglio, cercando di erigere una barriera che tenesse separate le sue due vite, ma adesso tutto sembra sfuggirgli dalle mani. Walter è sempre più schiacciato da questi due mondi con il risultato che questa barriera metaforica inizia a sgretolarsi lasciando intravedere un po’ la verità, non solo su ciò che fa, ma soprattutto su ciò che è diventato. Ovviamente questo ha delle conseguenze.

Walter non riesce più a sopportare di apparire agli occhi degli altri, ed in special modo della sua famiglia, come una vittima, un disperato, un debole; White vuole urlare al mondo quello che invece è realmente: un pezzo grosso del crimine, un genio della chimica, un uomo “indispensabile” che da solo fa girare un business di milioni di dollari. Tuttavia, così facendo non fa altro che mandare alle ortiche quel poco di buono che gli era rimasto del rapporto con Skyler
“I am not in danger, Skyler, I am the danger. A guy opens his door e get shot, you think out of me? No, I am the one who knocks”: con queste poche lapidarie parole Walter manda in frantumi tutto il mondo immaginario costruito da Skyler per accettare e giustificare le azioni del marito. Walter, come evidenziato anche nel dialogo che avrà con il figlio (“What is going on with me is not about some disease. It’s about choices. Choices that I have made, choices I stand by”), non è pentito di quello che fa, ma ne è orgoglioso e rivendica con forza il valore delle sue scelte. Egli sa di essere un criminale e tutto questo sembra quasi piacergli.

Skyler non sa se può accettare questa situazione; torturata dal dubbio, prende la figlia e fugge via senza dire niente a nessuno, salvo poi tornare di nuovo a casa dopo aver momentaneamente chiesto al fato quale direzione dovesse seguire.
Nel nuovo face-to-face con il marito, la donna ci appare diversa dal solito: nei suoi occhi non c’è solo rabbia, ma anche, e soprattutto, spavento. Appena lui si avvicina Skyler retrocede, ma è proprio nel momento in cui sembra più timorosa che capovolge di nuovo la situazione: Walter ha ragione, lui è il pericolo, non per gli altri, ma per la sua stessa famiglia. “Someone has to protect this family from the man who protects this family” e questo ruolo non può che ricoprirlo Skyler.

Tutto “Cornered” è quasi la dimostrazione di quanto Walter in questo momento, per quanto possa illudersi affermando il contrario, sia in completa balia degli eventi, commettendo una cazzata dietro l’altra, a partire dall’auto rossa fiammante comprata a Walter jr. fino ad arrivare alle tre operaie ispaniche che fa deportare. Il dialogo con Jesse non fa che evidenziare ancora di più quanto Walter risulti, in questo momento, totalmente incapace di affrontare gli ostacoli che Gus pone sulla sua strada. “It’s all about me”: Walter dice innegabilmente la verità, ma con il suo solito tatto degno di un rinoceronte non fa altro che favorire ancora di più il gioco di Gus.

Il dialogo con Walter spinge ancora di più Jesse sulla sua strada, dimostrando di non essere un semplice bamboccio che è arrivato lì solo grazie a “zio Walter”, ma all’occorrenza anche un ottimo uomo su cui sia Gus che Mike possono fare affidamento. Se Jesse e Walter si stanno allontanando sempre di più non è solo merito della strategia machiavellica di Gus, o del fare quasi “paterno” di Mike (almeno in quest’episodio), ma anche di un Walter sempre più concentrato su se stesso che sul quadro generale. Che fine ha fatto il vecchio Heisenberg?

Voto 8

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Informazioni su Joy Black

Recensore Seriale e Hand of The King del blog di Seriangolo. Ha amato ed ama tuttora alla follia Lost, millantando di aver visto ogni episodio almeno 17 volte (in realtà sono molte di più). Proprio seguendo la creatura di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Carlton Cuse, nasce in lui la passione per il mondo della serialità americana. Le sue serie preferite sono, oltre ovviamente a Lost, Battlestar Galactica, Breaking Bad e Game of Thrones. Altri suoi interessi sono i fumetti, il cinema e il wrestling. P.s. Di solito non parla in terza persona, ma in questa occasione fa figo.

Pubblicato il 30 agosto 2011, in Breaking Bad, Recensione episodi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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