Breaking Bad 4×05 – “Shotgun”

Gun

Regia tesa, colonna sonora puntuale, interpretazioni infallibili e fotografia magistrale. E’ arrivato un nuovo episodio della migliore serie in circolazione.

La puntata si apre in medias res, con Walt che ancora una volta risponde alla sua impulsività per assicurare la salvezza del suo partner-figlio. Heisenberg è un animale pericoloso e in condizioni così incerte le riflessioni posate non sono minimamente in discussione, tanto che si lancia in una visita inopportuna a Gus nel suo luogo di copertura. Dirigersi verso Pollos con pistola alla mano è un ulteriore affronto ai limiti di Gus, l’ennesimo attacco alla sua soglia di sopportazione. Ma non è lì, per sua fortuna. Essere più attenti è sempre stato il rimprovero fatto a Jesse, ma quando è proprio lui ad essere in pericolo Walt perde ogni straccio di professionalità, riversandosi sotto i riflettori di commesse scorbutiche come se nessuno, ancora, potesse sospettare di lui. I dettagli sulla strada, sulla cintura che batte in auto, sullo sforzo in laboratorio e la soggettiva appannata attraverso gli occhiali da lavoro, riprendono al meglio il suo attuale senso di disorientamento. Non a caso la regista dell’episodio, Michelle MacLaren, si era già fatta notare in “One Minute”, uno degli episodi clou della terza stagione. Quelle sferzate di adrenalina non sono ancora tornate, dopo la premiere di questa stagione, ma i silenzi e l’apparente normalità costruiscono la tensione in maniera persino più efficace, esplorando il deserto aspro del New Mexico e quello interiore dei protagonisti e avvicinandoci a svolte imprevedibili.

Durante quella corsa in auto, ansiosa e ansiogena, Walt lascia il suo epitaffio d’amore alla famiglia, quelle che potrebbero essere le sue ultime parole: “I love you”. Skyler scambia l’atto di disperazione per una confessione spontanea, riaccendendo con il sesso quella fiamma che ben presto sarà spenta per tornare a parlare di tagli di capelli e ammorbidente, riportando la coppia nella quotidianità passata. Ma se il sesso riconciliante perde subito di ardore, l’ombra del tradimento è ancora presente nella tazza da caffè su cui troneggia il nome del viscido Beneke. Ci sono ancora fantasmi irrequieti in casa White e la mania di controllo di Skyler non aiuta di certo l’esitazione del marito: torna a casa, Walt e torna Martedì, fingi umiliazione per un problema che non hai, firma queste carte e tieni ben stretto il guinzaglio. A questo punto, però, l’attenzione della “mob-wife” è quasi vitale per l’impulsivo WW, che sembra di nuovo soffocato dall’insoddisfazione. Mul Egli non agisce più, può solo eseguire ordini lavorando come un mulo; può solo ascoltare le decisioni degli altri mentre si annega in fiumi di vino nella stanza a fianco. Impotente, Walt è quasi tornato al punto di partenza. Wine Per questo si prende una piccola rivincita catapultando il suo ego spropositato sul tavolo da pranzo: mentre il cognato tesse le lodi del “genio” Gale, Walt ride sotto i baffi riprendendosi indirettamente il merito del suo capolavoro blu. Hank risveglia in lui il rancore di un grande chimico che avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, ma la cui vita ha preso una piega inadeguata alle sue capacità. Così il vero Genio, trasgressore in gabbia, goffo e confuso a lavoro, bacchettato dalla moglie, umiliato agli occhi dei familiari e separato dal suo protegé si risveglia soltanto quando il suo Magnum Opus viene attribuito ad un sottoposto eccentrico. “This genius of yours…maybe he’s still out there”. L’eco di Gretchen/Grey Matters riporta a galla mete non raggiunte che spingono il chimico a pavoneggiarsi, piantando in Hank il seme del dubbio. Mossa stupida di un criminale che tenta di ravvivare il suo orgoglio piuttosto che salvaguardare la sua libertà, quella libertà che ormai sembra un’utopia perduta. Le esigenze primitive, territoriali ed egocentriche di Walt sono uno dei tasselli imprescindibili della serie e ogni parola sussurrata a riguardo colpisce lo spettatore più di corpi disciolti nell’acido.

Chi invece mostra capacità di reazione sensata è proprio l’allievo. Jesse viene fuori dal suo limbo da coscienza sporca, riacquista forza e al contempo ci dimostra che vivere gli interessa ancora, impugnando un mazzo di chiavi come arma. Il montaggio velocizzato ed ellittico della sua noia durante i “pickups” porta lui, e noi, ad un senso di quiete (e focus sul lavoro), necessaria a diminuire la pressione di Jesse prima di testarne il comportamento. Questo perché le intenzioni di Gus non riguardano un omicidio pulito in terre desertiche, sempre meravigliosamente dipinte, bensì una manipolazione psicologica per testare il carattere del giovane omicida e, magari, assorbirlo nella lotta contro Walt, sfrenato e incontrollabile. Mike La protezione del bottino da un uomo che avanza minaccioso impugnando un fucile (lo shotgun del titolo, molla che fa scattare la reazione) prova che Jesse può essere una spalla, può avere “due lavori”, come Mike si aspettava stando alla sua espressione rassegnata e al suo sfogo riguardo “the guy“. Sig Quello di Gale, dunque, non è stato solo un caso estremo: “The kid’s a hero” e Gus potrà beneficiare di questo temperamento negli anni a venire, anni in cui la presenza di Walt non è contemplata. Così il ragazzo, dopo il premio di una sigaretta in macchina che gli suggerisce consenso e fierezza, torna a lavoro con la freddezza di un professionista, mentre il suo mentore annaspa nell’incertezza e nell’impotenza. Mi chiedo se, quando e in quale modo esorbitante Walt riconquisterà nuovamente la forza dominante che lo spingeva ad avvertire delinquenti casuali di “restare fuori dal suo territorio”. Per ora è perso nella mancanza di soluzioni risolutive, mentre è Jesse a rinvigorirsi d’orgoglio.

pollosIntanto Hank, che sembra aver ritrovato motivazione per venir fuori dall’apatia e dall’abbandono, torna ad inseguire la sua balena bianca, ed è il dettaglio del flyer di Pollos trovato tra le scartoffie dell’equo-solidale Gale che lo porterà direttamente alla fonte. “Since when the vegans eat fried chicken”? Il twist finale segna una svolta significativa, portando l’agente in acque pericolose e preannunciando sconvolgimenti più che psicologici.

VOTO: 9

– Jesse, tramortito dalla noia in auto, mugugna “Fallacies”, la canzone dei TwaughtHammer, con Badger alla voce: Minisode.

– L’ossessione di Marie per il viola sta toccando vertici inquietanti.

– Anna Gunn, l’attrice che interpreta Skyler è incinta, motivo per cui sembra un barile.

– Gale è descritto come un mix tra Scarface e Mr. Rogers, similmente alla descrizione che Vince Gilligan fa di Walter: “Mr Chips che diventa lentamente Scarface”.

Annunci

Pubblicato il 18 agosto 2011, in Breaking Bad, Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. 9?????????

    Allora suppongo che anche un 3×06 o 2×09 abbiano preso 20….

  2. complimenti ottima analisi della puntata!

  3. Breaking Bad è così, va da 8 a incalcolabile!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: