Falling Skies: stagione 1 episodi 9/10 “Mutiny” e “Eight Hours”

E’ giunta al termine la prima stagione di Falling Skies, la creatura di Robert Rodat (sceneggiatore di Salvate Il Soldato Ryan) prodotta dal mostro sacro Steven Spielberg. Alieni, ambientazione post-apocalittica, umani che lottano per sopravvivere, misteri… ingredienti di un cocktail che farebbe impazzire chiunque. In teoria. Già, perché quello che si è visto in dieci episodi è stato tutt’altro che memorabile. Vediamo cosa è accaduto nelle ultime due puntate.

Mutiny

Come ci aveva abituati Lost, anche Falling Skies presenta il suo primo season finale con un doppio episodio. Non vi preoccupate, è l’unica cosa che ha in comune con la serie di J.J. Abrams e Damon Lindelof.

Sulla scia delle puntate precedenti, anche in “Mutiny” non succede praticamente nulla. Il capitano Weaver non dorme e si droga. Tom lo capisce, cerca di fermalo ma Weaver è più scaltro di lui e lo fa rinchiudere in quella che loro chiamano prigione. Qualche battibecco qua e là, scoperte sul versante delle frequenze che gli Skitters usano per comunicare e Tom che riesce a evadere. Per fortuna Falling Skies è una serie ricca di colpi di scena: nonostante il professore di storia sia convinto che Weaver non sia in grado di guidare gli uomini in battaglia, il capitano gli fa cambiare idea con un bel discorso tipicamente americano, dove la gente capisce che si può fidare del proprio leader.

Capisco che la puntata precedente al finale debba preparare quella successiva, ma non sarebbe male che ogni tanto succedesse anche qualcosa. Lo so, hanno un budget così ridotto che solo un Mech alla volta può attaccare i poveri umani. Addirittura in questa puntata mi sembra che non ci sia nemmeno un’inquadratura con qualche effetto CGI. Potevano limitare questa lacuna con la sceneggiatura, elemento cardine di ogni grande serie che qui passa in secondo piano. Forte, fortissima delusione.

Voto: 5 –

Eight Hours

Si riprende un po’, ma non troppo, l’episodio conclusivo. Rick scappa e cerca di riunirsi con gli Skitters. Incontra a metà strada Megan, le dice tutto riguardo alla 2nd Mass e poi lei lo abbandona. Di certo Rick non ha imparato nulla dalla lezione “non dare troppa confidenza agli estranei”. Guidata dal narcomane Weaver, la 2nd Mass parte verso Boston per “fare il culo a quegli alieni bastardi”. Non è una citazione della puntata, ma sembrano tutti così duri che una frase del genere ci sarebbe stata benissimo. Mi chiedo quanto ne avrebbe guadagnato la serie se l’avesse girata Robert Rodriguez pensandola come un film di serie Z. Una vera opportunità mancata. Fare il recap dell’episodio mi ricorda quanto noioso sia stato questo finale. Dopo una serie di spari, esplosioni ecc. arriviamo al “grande finale”. Tom centra con un missile una navicella aliena che si schianta contro la strutta a Pi greco creando un’esplosione leggermente esagerata. Poco dopo vengono fermati da un’altra navicella, sulla quale c’è Karen e uno degli alieni di tre metri visti nell’ottava puntata. Gli chiede di salire a bordo e Tom accetta solo dopo che gli viene promesso che Ben verrà curato dalla sua ormai prossima trasformazione in Skitter. Che cliffhanger.

Lo ammetto, c’è stato un piccolissimo miglioramento, grazie soprattutto al mediocre cliffhanger, ma se avessimo visto questa puntata a maggio, quando vanno in onda i finali di stagione delle serie più importanti, dubito che a qualcuno sarebbe importato di Tom che sale sulla navicella. Il momento migliore è stata la scena in cui Margaret dice a quel ragazzo di cui ora non ho voglia di ricordare il nome, “watch my back.” Dopo aver visto Demi Moore mettersi con Ashton Cutcher, non escludo un piccolo colpo di scena di questo tipo nella seconda stagione. L’amore non ha età. La puntata è dunque appena sufficiente. Mi auguro di vedere qualcosa di meglio l’anno prossimo.

Voto: 6 –

Commento Sulla Stagione

Se questa serie non avesse avuto affiancato il nome di Spielberg, qualcuno se la sarebbe filata? Credo sia una domanda che in molto si sono posti, soprattutto ora che la prima stagione si è conclusa. La risposta per buona parte del pubblico è sicuramente no. Penso di parlare a nome di tutti dicendo che ho visto Falling Skies fino in fondo nella speranza di vedere un accenno di Spielberg. Nulla. Siamo stati buoni ad inizio stagione perché gli elementi per una buona serie c’erano e ci sono ancora, ma col passare del tempo non hanno fatto altro deluderci. Se del maiale non si butta via niente, di Falling Skies si può salvare solo l’ottava puntata e gli ultimi tre minuti della stagione.

E’ ormai sempre più evidente che Spielberg abbia solo donato il suo nome in beneficienza all’amico Rodat, perché Steven si riconosce anche nelle sue opere meno riuscite. Aspettiamo con impazienza Le Avventure di Tintin e War Horse.

Voto alla stagione: 5 ½

 

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Pubblicato il 12 agosto 2011, in Falling Skies, Recensione episodi, Recensione finale di stagione con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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