True Blood 4×07 – “Cold grey light of dawn”

Marnie

L’episodio prepara con calma l’atmosfera all’atteso incantesimo di sapore seicentesco, procede un po’ per gradi ingranando sul finale mozzafiato. Siamo ancora ad un livello instabile, ma il divertimento non manca.

L’ondata di propaganda mediale anti-vampiri torna in pompa magna per salvare Tara e la sua Asian pussy con foto scattate a profusione ad un’inacidita Pam, scambiata per uno zombie. “Anche gli zombie esistono davvero?”- li attendiamo con ansia in questo zozzissimo mondo fantasy. Pam, queen of comedy, pone la vendetta a raffreddare sul davanzale e si dedica al recupero di un’effimera bellezza, come fosse in una SPA degli orrori. Spam E’ qui che troviamo alcune delle punte più divertenti dell’episodio: “I’m gonna shove my fist up your ass and use you as a handwarmer”, oppure il ritorno della minuta Dr Ludwig: “I can make you pretty again, or at least like you looked before…whatever you call that” e di Ginger L’Urlo (il suo epiteto ufficiale), che tenta di impedire l’uscita al sole di Pam cavalcando la sua tomba in stile toro meccanico alla sagra dell’opossum alla griglia.

Tara sembra sempre spinta dal suo dark side ad allinearsi con i cattivi di stagione. Ancora una volta è la sua rabbia (e la sua sfiga epica) a portarla sul versante sbagliato della trincea, ma con una ritrovata convinzione che l’aiuta a salvare dal pericolo il suo più recente amore e fa di lei una partecipante attiva all’azione, non solo una vittima ignara o impotente come fu per Maryann o Franklin. “PAM! Get yo’ ass out here, you pruned face bitch!”: la cage-fighter non stenta a perdere ferocia, nonostante la ritroviamo ancora una volta sola e disperata a sfondarsi di alcool per strada. Il personaggio si ritrova appieno nel famigliare fetore di Bon Temps, ma rinvigorito.

I momenti più stancanti, che generano un timido desiderio di vedere i fotogrammi velocizzati, riguardano i passi a due romantici (e non). Branchia AWKWAAARD: Andy Bellefleur è protagonista di uno degli appuntamenti più veloci e scadenti della storia, mentre Sam e Luna sono bloccati nella scoperta imbarazzante dello skinwalking di Tommy, moccioso insopportabile ancora una volta posto di fronte agli ultimatum del fratello. Sam: ci hai mostrato manboobs, deretano e pube…quando arriva il momento di mostrare un po’ di palle? Branchia Miele bittersweet: A Debbie non viene duro perché è giustamente preoccupata della tensione sessuale irrisolta tra il suo lupo e la fata maiala, beccata ancora una volta ad ansimare nei boschi. Troppa normalità alla cerimonia del nuovo branco e addirittura noia nelle risposte ovvie e paracule di Alcide a letto. Una skank esperta come Debbie avrebbe potuto stanare subito tale quantità di menzogne (o bullshit, che fa più True Blood) allietandoci con una divertente crisi di nervi, ma il suo lato selvaggio è ancora in letargo. Desperate were-wife.

Idillio

Infine abbiamo Sookie ed Eric, ancora rappresi nel loro idillio erotico-amoroso, che esplorano i sentimenti reciproci come in un mondo a parte e scopano verso casa. Niente di troppo succulento se non un’altra dimostrazione della leggendaria resistenza pelvica del vichingo e del suo novizio tormento da bestia disgustata da se stessa. Direi che questa storyline ha fatto il suo tempo: bramiamo il ritorno della svampita Sookie e del vero Eric, ai suoi fasti nefandi.

Più vispa la mia attenzione sul rapporto di creatore Bill e creatura Jessica, famiglia inumana e malinconica. Nessuno più di Bill, infatti, può insegnare il disprezzo verso la propria natura e l’attaccamento alle proprie radici umane. Ma credo che toccherà a Jason svelare il lato ancora più intenso e umano di Jessica, già stanca di giocare alla superficiale capanna d’amore con Hoyt e pantofole.

Qualche buona nuova arriva dal fronte messicano. Come già supposto dopo l’apparizione di Tio Luca, ci viene confermato che è Lafayette ad essere il vero possessore di magia, un medium degno di Marnie. La sua connessione con il mondo degli spiriti è ad un punto di non ritorno (come la sua nuova pettinatura), tant’è che riesce a vedere con chiarezza e senza rituali pagani lo spirito che accerchia la famiglia di Arlene, la quale dedica al piccolo amorevoli cantilene in francese. Che sia lì per proteggerlo, come possibilmente avrà fatto durante il tentato aborto? Baby not yours dunque potrebbe essere un altro medium: se fosse stato un essere ordinario l’avremmo visto al Merlotte’s a bere sullo sfondo. Un passo avanti troppo piccolo che però accorpa due storyline che se la sono presa comoda finora, allontana Lafayette dal disastro “Marnie” e amplia al tempo stesso l’atmosfera tetra-spirituale della stagione. Tutto ciò che sappiamo, infine, è che Lafayette è “the answer”, ovvero la risposta alla domanda “Che diavolo vogliono gli spiriti?”

L’evento più allettante ruota senza dubbio attorno alla possessione di Marnie ad opera di Antonia Gavilan of Logrono, strega d’altri tempi, tra candele che si accendono da sole, vento che pullula di magia e levitazioni di serie b. Resu Fatto schiavo il suo stupratore, Antonia dà inizio alla vendetta. Il suo piano di “Resurectiòn” mette però in crisi la nostra concezione di hero/villain. Siamo naturalmente propensi a porci dalla parte dei vampiri protagonisti, ma il suo discorso insinua in noi il dubbio su chi sia il vero “nemico” a Bon Temps. L’ineccepibile Fiona Shaw si lancia in un coinvolgente discorso preparatorio mentre tenta di convincere le streghe davvero volontarie… atteggiamento piuttosto inusuale per un “cattivo di stagione”. Il nucleo della sua vendetta sta nel terminare la vita degli esseri che per secoli hanno abusato degli uomini. I veri cattivi in tutto ciò sono ancora i vampiri, chiamati alla luce dopo secoli di oscurità per pagare del sangue versato. La forza degli uomini e il loro diritto alla vita sta nell’anima immortale… lo spirito è lo scudo protettivo degli umani, mentre le empie creature della notte meritano solo di bruciare al sole. Ad Antonia non piacciono le cantilene francesi.

Si apre così la sequenza più avvincente dell’episodio: la provocata urgenza dei mostri a ritrovare la luce, tra lamenti e urla strazianti di chi brama ciò che non può avere. L’abitudine degli autori di True Blood a non prendersi troppo sul serio rende il “Meeting in the sun” simultaneamente divertente e affascinante. Sun Mrs Fortenberry, Ginger e Bill (“As your maker I command you… Unchain me!”) sfiorano l’isteria grottesca, ma Jessica in particolare ci tiene incollati allo schermo mentre si libera dalle poche catene e si trascina con forza verso l’esterno, regalandoci un brivido a fior di pelle quando si alza esterrefatta alla visione di uno spiraglio di luce attraverso la porta e s’immerge nel calore del giorno con l’entusiasmo di una bambina (“The sun!”). Il mostro della notte che anela alla luce. Uno dei momenti migliori di questa stagione.

Non ci restano che i gemiti di desiderio per la prossima puntata. Come i vampiri che inneggiano al sole, passeremo i prossimi giorni incatenati ai nostri schermi sussurrando “True Blood…true blood!”.

VOTO: 8  1/2

Note idiote

  • A Miss Fortenberry non ne sfugge una. Se viene ad abitare vicino a voi potete dire addio ai vostri segreti. “I knew it!”
  • Se ti afflosci di fronte ad Alcide Herveaux mi spiace ma sei frigida.
  • Jason è ancora una volta sopraffatto dal sangue. Ora sa anche lui che se il V assunto come droga provoca pressione sulle parti intime, quello assunto per via diretta provoca affetto. Consultare il dottor Stranamore.
  • L’attrice che interpreta Ginger è cresciuta a pane e scream nell’ultima casa a sinsitra, educata a non aprire quella porta, soprattutto ad Halloween per evitare dei nightmare.
  • La famiglia Bellefleur è allo sfascio. Il glamour nella fetida Bon Temps è solo leggenda.
  • Anche gli stregoni messicani scopano.
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Pubblicato il 11 agosto 2011, in Recensione episodi, True Blood con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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