Breaking Bad: 4×04 – Bullet Points

Quando finiva una puntata di Lost, mi chiedevo sempre come diavolo fosse possibile che i 45 minuti della puntata fossero passati così in fretta. Ecco, è la stessa domanda che mi faccio ogni volta che vedo Breaking Bad: ad un occhio poco allenato ai capolavori molte puntate di questo show dell’AMC potrebbero sembrare lente, viste le intere sequenze senza dialoghi, ma non è affatto così, anzi. “Bullet Points” non è stata da meno, con quelle pause e quelle inquadrature così significative che ti fanno sentire tutt’uno coi personaggi sullo schermo. Adesso però bando alle ciance ed entriamo nel vivo.

Mike è nascosto in un camion frigo di Pollos quando due messicani cominciano a crivellarlo di proiettili. Riesce a salvarsi e uccidere i due scagnozzi, ma nello scontro viene ferito a un orecchio. Walter e Skyler discutono di come dire ad Hank del suo falso problema del gioco d’azzardo. Dopo aver confessato il falso, Hank chiede aiuto a Walter per decifrare le note di Gale, dove c’è un indizio che potrebbe portare al nostro Heisenberg. Walt si precipita da Jesse in quanto hanno trovato delle impronte sul luogo del delitto di Gale, ma Pinkman non ne vuole sapere. Mike confessa a Gus che Jesse potrebbe essere un problema, e quindi lo porta in una località sconosciuta.

Già la prima sequenza è memorabile: Mike regge perfettamente la scena senza dire una parola. Si accorge che c’è qualcosa che non va al di fuori del camioncino, si nasconde come meglio può quando viene crivellato di proiettili, uccide i due sicari a sangue freddo e poi si accorge di aver perso un pezzo di orecchio ma non dice niente. Ecco quello che intendevo prima con le intere sequenze quasi mute: questi primi minuti che aprono l’episodio sono magistrali nel loro svolgimento, in quanto, pur senza dialoghi, tengono in continua tensione chi sta guardando. Anche perché, per noi che seguiamo la storia, al momento questa sequenza non ha nessun significato: chi sono i due uomini che sparano al camion di Pollos? Perché Mike doveva essere in quel camion frigo bardato come fosse al Polo Nord? Breaking Bad ci fa accettare anche questo, e cioè vedere minuti di storia di cui noi non abbiamo cognizione di causa senza farci storcere il naso.

Passiamo quindi a vedere le gesta della premiata coppia Walter-Skyler, ormai completamente calati nella parte dei due truffatori. Skyler è quella che sicuramente colpisce di più, fredda e calcolatrice come ormai la vediamo da qualche episodio. La trasformazione che Anna Gunn ha dato al suo personaggio è strabiliante: il “bullet points” che prepara per la storia da raccontare ad Hank coglie di sorpresa persino Walter, che ormai ha visto di tutto.
La parte sicuramente più importante del dialogo tra i due avviene verso la fine, e precisamente in due passaggi distinti. Il primo è quando Skyler spiega a Walt che agli occhi di Junior lui comunque uscirà come un figo da paura, mentre lei resterà «la mamma stronza che non te ne fa passare liscia una». E qui entra in gioco tutta l’abilità di Walt, che risponde con un «mi dispiace. Mi dispiace di averti fatto passare tutto questo». Sembra incredibilmente sincero (e l’abilità attoriale della Gunn lo sottolinea), ma poi ci fa capire che stava solo cambiando il copione. Penso che qui sia racchiusa tutta l’abilità di Walt di dire bugie, sottolineata dal secondo momento importante del dialogo, quella battuta di Skyler che lo chiude definitivamente: «Forse mentire non mi riesce così bene come riesce a te».

Da un punto di vista registico, il punto più alto lo si raggiunge quando la famiglia White sta aspettando al buio fuori dalla casa di Hank e Marie. Lo sguardo di Walt e di Skyler è quanto di più significativo ci possa essere, circondato dal blu scuro della notte e della preoccupazione; ma quando Marie spalanca la porta e la luce (artificiale, quindi finta) inonda il portico, i due White diventano d’un tratto solari, come Marie e Hank si aspettavano che fossero.
L’altra inquadratura degna di nota è quella che riprenda Walter da sotto il tavolo mentre Skyler sta raccontando la loro storia preparata a tavolino. Il punto di vista che abbiamo noi rafforza l’umiliazione che sta provando Walter in quel momento, costretto a passare per un baro qualsiasi (e malato di gioco d’azzardo), quando in realtà è un genio della chimica, e ha cominciato a delinquere per aiutare proprio quella donna che adesso lo sta umiliando.

Il punto di tensione più alto della puntata lo si raggiunge quando Hank chiede finalmente il favore a Walter di dare un’occhiata al “Lab Notes” di Gale. Anche qui la scelta di girare completamente al buio è azzeccata: siamo sulle spine per tutto il tempo, fino a quando non balziamo sulla sedia nel momento in cui Hank fa l’allusione ad un fantomatico W. W., a cui è dedicato il quaderno. Qui mi tocca togliermi il cappello di fronte alla prova di Dean Norris: per tutto il tempo con cui parla con Walt, dà la netta impressione di sapere benissimo che quelle due lettere stanno per Walter White. A dire il vero Hank non sembra convinto fin da subito della storiella di Skyler, e Hank non è affatto stupido, tutt’altro. A questo punto, se ci ragiona un po’ e collega tutte le coincidenze, potrebbe davvero arrivare ad Heisenberg. E Walter l’ha capito benissimo, avendo per tutto il dialogo con Hank una faccia con su scritto “sono io”.

E qui entra in scena quello che secondo me è a tutti gli effetti il principale protagonista di questa quarta stagione, ossia Jesse Pinkman. Il ragazzo è completamente sbandato, sotto shock, e prova in tutti i modi a dimenticarsi il passato, tanto che addirittura si rapa quasi a zero. Lo scambio di battute che ha con un sempre più preoccupato Walter sottolinea ancora di più il suo stato emotivo; il primissimo piano che ci regala il regista dello stralunato Pinkman è quanto di più chiaro ci potesse essere.
La vita di Jesse non ha più alcun senso. Questa discesa verso il nulla era incominciata già nella seconda stagione con la morte di Jane, e ha avuto il culmine nell’uccisione a sangue a freddo di Gale. Jesse non ha più nulla a cui tenere: emblematica la sequenza in cui porta in camera sua una ragazza provocante solo per farla giocare alla PlayStation. Il giovane Pinkman ha completamente perso il senso della misura, è svuotato da ogni sentimento, gioca a fare Dio coi suoi amici (amici?) buttando in mezzo a loro prima soldi e poi droga. Gli rubano 78.000 dollari e lui non fa una piega, anche quando Mike gli trova il colpevole. A Jesse non importa che fine farà, se lo uccideranno o meno, perché Jesse è come se fosse morto.
Tutto questo si riversa nella scena finale in cui Mike lo sta portando verso una destinazione ignota, verso un destino che potrebbe anche essere di morte, e a Jesse non interessa. Interessa invece a noi sapere il destino del povero Pinkman, ma per farlo dobbiamo aspettare almeno un’altra settimana.

Grazie di esistere, Breaking Bad.

VOTO: 8,5

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Informazioni su dezzie86

Avendo sempre avuto delusioni nei rapporti col gentil sesso, si è tuffato nel mondo della finzione filmica (tv e non), partendo da Lost, passando per Fringe e Breaking Bad, arrivando a Dexter. Guarda tutto quello che c'è di guardabile (ebbene sì, ha visto anche tutto Flash Forward), cercando il senso della vita in una pellicola cinematografica. Si diletta a scrivere recensioni di serie tv, sperando un giorno di precipitare con un aereo su un'isola misteriosa, piena di botole nascoste. E' stato fidanzato per qualche anno con Evangeline Lilly, ma lei non l'ha mai saputo. Sapete, la distanza. Raccoglie citazioni improbabili di chiunque, ha letto il 95% di quello che ha scritto Stephen King e non ha ancora trovato il senso della vita... ma Dexter Morgan gli sta dando qualche bella dritta.

Pubblicato il 9 agosto 2011 su Breaking Bad, Recensione episodi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Bravo. Condivido pienamente la tua analisi.
    Secondo me non morirà nella prossima puntata Jesse, come ha detto Mike a Gus loro due fanno squadra. Probabilmente si beccherà una bella lezione per tornare in carreggiata.
    Com’è diversa la situazione dai primi tempi quando andavano in giro in camper e dovevano risolvere problemi sempre diversi.
    Adesso i problemi sono più grossi, la trama è più cupa e loro si sono trasformati completamente, specialmente W. che da tranquillo borghese di mezz’età adesso si è trasformato in un freddo professionista. Non è più concentrato sulla famiglia, moglie e figlio, è molto disincantato.
    A mio avviso questa serie procederà in modo più o meno lento lasciando aumentare la tensione ogni puntata fino all’inevitabile gran finale.
    PS
    Mi dispiace per Gale, ho sperato che non morisse da quando l’ho sentito cantare in italiano il quartetto cetra.

    • Intanto grazie per aver letto la mia recensione. 😉
      Sono d’accordo anche io col tuo commento. Quasi sicuramente Jesse non morirà, e penso anche io che gli impartiranno una sorta di lezione, ma data l’imprevedibilità di Breaking Bad non riesco ad immaginare quale possa essere.
      Personalmente mi piace molto di più adesso la trama “cupa”: riesce a tirare fuori agli attori prestazioni memorabili, come se ne vedono poche. E infatti non riesco ad immaginarmi un happy-end per BB, anzi credo che non finirà affato bene. Ma è ancora troppo presto per pensare al finale, anche perchè ci sarà almeno una quinta stagione…
      Gale era un gran bel personaggio, anche perchè è servito a regalarci questa stagione più oscura che secondo me sarà memorabile!
      Grazie ancora per aver commentato, continua a seguirci!

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