True Blood – 4×05 Me and the Devil

Stiamo giungendo quasi a metà di questa quarta stagione di True Blood e finalmente arriviamo ad una puntata, Me and The Devil, in cui si torna agli antichi fasti e a quello che i vampiri di Bon Temps ci hanno sempre insegnato: la cosa migliore per avere successo è mettere in scena il trash con la consapevolezza di chi sta mettendo in scena del trash.

Mi rendo conto che la frase suoni un po’ ridondante, ma non è proprio questo l’effetto che dovrebbe avere questa serie? Farci sentire l’eco del “troppo”, quello che ride di tutto e tutti (perfino di se stesso) e che lo fa con gusto? Certo, qualche nota stonata la troviamo anche qui (e stranamente Sam e Tommy non c’entrano nulla) ma in questa puntata, soprattutto grazie anche alla scena finale, possiamo ufficialmente dire che le cose stiano prendendo un’ottima piega.

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I had a bad dream.”

Una delle cose che continuano a piacermi e a non piacermi allo stesso tempo è la trasformazione di Eric. Se da un lato vederlo così ciccio è persino divertente – e vederlo con il broncio da “quante cose brutte che ho fatto!” mi distrae abbastanza, lo ammetto – dall’altra non vedo l’ora che gli torni la memoria; perché, come ho già detto, Eric è un bellissimo personaggio proprio in quanto badass e questa parentesi, che mi confonde più di quanto sarei disposta ad ammettere, semplicemente deve finire. Presto. Prestissimo.

Detto ciò, il povero ciccio fa gli incubi e, come tutti i bambini che si rispettino, va nel lettone a cercare conforto. Inutile dire che, se l’apparizione del suo maker ha lo scopo di mostrarci che non tutto è andato nell’oblio nella mente di Mister Northman, dall’altra è stata l’ennesima trovata per rovinare quel bellissimo personaggio che è stato Godric. Certo, toccare le vette di bruttezza dell’apparizione a Eric in terza stagione è impossibile, ma anche questa è stata una scena francamente evitabile.

Tolti questi due sassolini dalla scarpa, tutto ciò che riguarda Sookie & Eric è gestito abbastanza bene: i comprensibili sentimenti da parte di lei e i più che accettabili smarrimenti di lui quando Tara gli fa presente quelle due o tre cose che ha fatto conducono all’ultima scena dei due in cui scatta il bacio. Prevedibilissimo, anzi, di più, ma ha il merito di portarci dritti dritti verso il finale, in cui Bill scopre da un’insospettabile Pam che il suo più grande nemico è a casa del suo mai dimenticato amore; ma soprattutto che la cara Sookie, che lui sta per trovare tra le braccia di Eric, gli ha mentito approfittandosi della fiducia che aveva riposto in lei.

Prevedo grandi sconvolgimenti in quel di Bon Temps per le prossime puntate. Ed è per questo che, critiche a parte, la gestione del triangolo d’ammmore mi piace, perché nessuno ha più il ruolo che aveva avuto prima: Eric era bastardo, ora è un tenero angioletto stordito; Sookie era dipendente da Bill, ora mente facendo leva proprio su quel rapporto che tanto l’ha ferita; Bill era convinto di potersi fidare di Soookeeeh e ora ciò che gli rimane è solo un’espressione delusa – e uguale a tutte le altre, ma questa è colpa di Moyer.

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Oh, good. The world needs more beekepers.”

Rimaniamo sul tema Bill, non solo perché in questa puntata sembra aver ritrovato un po’ di sano senso dell’umorismo, ma perché si ritrova suo malgrado ad essere l’ago della bilancia tra Nan Flanagan, che non vuole morti tra gli umani nemmeno se si tratta di streghe, e qualche vampiro un po’ preso male dalla vicenda, come la cara Pam che perde pezzi per strada a causa dell’incantesimo di Marnie della puntata precedente.

Così il nostro Re della Louisiana passa l’intera puntata a familiarizzare con il mondo femminile: dopo aver ammaliato Portia Bellefleur che voleva farselo 24 ore su 24, e dopo aver dato qualche inutile consiglio di cosmesi a Pam, decide di indagare sulla vicenda di Marnie. Dopo averla catturata, ammalia anche lei – probabilmente ci ha preso gusto – e scopre che davvero la strega non ha la minima idea di ciò che ha fatto. Grazie ad un altro “viaggio nel tempo” di Marnie, e anche grazie ad uno spiegone a casa di Bill, scopriamo che nel ‘600 le streghe venivano incarcerate dall’Inquisizione, ma che all’interno di questa si nascondevano dei vampiri, che hanno sempre cercato di infiltrarsi nelle grandi istituzioni degli esseri umani. Insomma, questa Antonia starà facendo fuori tutti i nostri vampiri preferiti, ma come darle torto per il suo odio contro i non morti?

Inoltre, benché grazie alla spiegazione il tutto venga attutito, non si può non considerare il grande impatto, se vogliamo quasi blasfemo, della scena in cui vediamo dei preti-vampiri cibarsi di una strega: una scelta perfettamente “à la True Blood” che contribuisce a rendere questa Me and the Devil una dignitosissima puntata.

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I mean, it started out innocent. So innocent. With me chasing Crystal’s cute little butt…”

Un altro dei motivi per cui l’episodio si presenta molto bene sta nel gradito ritorno di un personaggio che sì, era già comparso in tutte le puntate e sì, aveva anche avuto un discreto numero di scene, ma che solo ora ricompare nel senso stretto del termine: parlo di Jason Stackhouse che è tornato ed è tornato scemo. Voglio dire, già solo il fatto che abbia pensato ad una Jessica stupratrice vale tutta la puntata (qui sopra l’impagabile espressione durante la domanda), ma nel momento in cui attribuisce a Dio questo discorso “Jason Stackhouse, you have fucked too many hot women. Now let’s see how you like it” ho capito che finalmente era tornato tra noi. E ho applaudito, a lungo.

Ovviamente, dopo aver bevuto il sangue di Jessica, era inevitabile che facesse qualche sogno su di lei (ricordiamo tutti il sogno di Sam su Bill, vero?), ma la cosa divertente sta nel fatto che Jason considera davvero Hoyt un amico: e proprio per questo non solo non riesce a farsi Jessica senza sentire e vedere Hoyt dappertutto, ma, in un momento esilarante, l’amico prende il posto della giovane vampira, portandolo quindi al risveglio senza aver nemmeno concluso. Eh sì che la scusa del sogno era davvero perfetta, ma non abbastanza per tradire il suo amico. Non per ora, almeno… staremo a vedere.

God said out and the devil done gone! The devil jump up and he ran out the door! The devil he ran ain’t comin’ back no more!”

“Baby Not Yours” – che da qui in poi sarà ufficialmente il nome del figlio di Arlene – ha messo in evidente allarme i due genitori che decidono, seguendo la logica che governa Bon Temps, di far esorcizzare la casa. Il Reverendo e la fu Lettie Mae (ora Mrs Daniels) mettono in scena un teatrino che se non è il momento più assurdo toccato nell’intera serie, poco ci manca. Inutile dire che, nonostante la canzoncina trash e i fumenti alla salvia, le cose non sembrano andare per il verso giusto: l’autocombustione in camera di Terry e Arlene fa pensare che René, la bambola o chi per loro abbia ancora qualcosa da dire.
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Well, you don’t know what’s in you, till sometimes it just pops out.”

Come promesso, non avrei parlato di Sam e Tommy fino a quando non ci fosse stata una svolta nelle loro noiosissime vite: ma qui qualcosa è successo. Tommy ha finalmente portato a termine la missione che noi tutti gli abbiamo suggerito dalla stagione scorsa – uccidi quei pazzi dei tuoi genitori! – e ovviamente chiede aiuto a Sam per sbarazzarsi dei corpi. L’incontro con Andy, ormai reso ridicolo e inutile dal V, si risolve utilizzando il suo potere di shapeshifter – continuo a chiedermi perché non l’abbia usato quando suo padre ha cercato di ucciderlo, ma transeat – e, con questa momentanea alleanza, i due fratelli si riavvicinano grazie alla condivisione del loro essere entrambi degli assassini. Ma Tommy ha qualcosa che Sam non ha: ha ucciso ben due shapeshifter della sua famiglia e questo lo rende uno skinwalker, come aveva spiegato Luna in “You smell like dinner”. Insomma, finalmente i due fratelli scemo & più scemo approdano ad una parvenza di storyline interessante! Vediamo quanto tempo ci metteranno a distruggerla.


Scene/storyline/eventi che non sono entrati nella recensione, un po’ perché ho scritto troppo, un po’ perché inutili e, diciamola tutta, anche WTF.

  • esilarante Sookie che, interpretata da una Anna Paquin sempre più brava a renderla scemotta di campagna, agisce ancor di più da finta ingenua quando va da Marnie con la scusa di farsi leggere il futuro. Grazie alla sua telepatia, sente direttamente la nonna che le dice di scappare – probabilmente perché stanno arrivando le guardie di Bill a prendere la strega – ma prima ancora di questo Marnie le dà un messaggio da sua nonna: non dare il tuo cuore all’uomo di cui ti stai innamorando. Chissà se per salvare lei o per salvare Eric, che, dopo il finale di questo episodio, non è proprio in una bella posizione.
    Best quote ever: “Lady, when my Gran tells me to run, I run.
  • Lafayette e Jesus prendono il posto di Sam e Tommy in questa recensione: non dico che la storia del nonno non possa essere interessante, ma per come l’hanno proposta mi sembra solo un modo per dare ai due qualcosa da fare e riempire i minuti a loro disposizione. Tanto vale utilizzarli tutti inquadrando il bellissimo cappello di Jesus.
  • Tara: così giovane e così stordita. Ma non ti hanno insegnato che quando si cambia vita la prima cosa da fare è non lasciare in giro lettere con sopra il tuo nome?
  • Alcide viene reclamato dal gruppo di licantropi di zona (così, a naso, direi che il tizio minaccioso potrebbe essere l’ex compagno di Luna e quindi il padre della bambina), ma lui reclama il suo diritto a vivere da solo, “che ccc’ha una vita indipendente, lui”. Tutto molto bello, ma mostrarlo in un’altra puntata? Perché, dico io, perché devono cercare di far vedere TUTTI in un episodio?!
  • Eric, ritorna. Per favore.

Voto: 8-

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 29 luglio 2011 su Recensione episodi, True Blood. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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