True Blood – 4×01 She’s not there

Torna l’estate e con lei tornano le zanzare, il caldo umido, i vestiti appiccicati alla pelle e True Blood. Non so voi, ma credo che non riuscirei neanche volendo a seguire le avventure di Bon Temps in pieno inverno, tra giornate buie e stress a mille; una serie come questa ha bisogno di una mente più libera dagli impegni, pronta a ricevere secchiate di trash in faccia e a volerne ancora di più. Già, perché non importa quali e quante discutibili storyline tirino in ballo durante la stagione: True Blood è quella serie di cui, semplicemente, non puoi fare a meno.

Soprattutto perché, quando meno te lo aspetti, ti stupisce ancora. Come dicevo nella recensione/recap della terza stagione, le situazioni erano state lasciate in sospeso (alcune letteralmente), quindi era normale aspettarsi una premiere come la 2×01 e la 3×01: in piena continuità con i season finale precedenti.

Questa 4×01 She’s not there inizia facendoci credere che la struttura sia la medesima e infatti vediamo l’arrivo di Sookie nel mondo delle fate (guidato, ovviamente, da Queen Mab).
Parto subito dicendo che questo inizio è forse la parte meno riuscita dell’episodio: l’incontro con il nonno è utile solo per far capire a Sookie che “il tempo passa in fretta quando ci si diverte!” e che quindi, se suo nonno è convinto di averla vista pochissimo tempo prima quando in realtà son passati 20 anni, c’è qualcosa che non va.

La fuga dalle fate, trasformate in esseri orribili, avviene per fortuna abbastanza in fretta, ma credo che le rivedremo molto presto. L’idea che le fate vengano prima create, poi cercate dappertutto e portate lì per essere “conservate” e preservate dal mondo dei vampiri si apre a numerosi sviluppi, soprattutto grazie all’intervento di Claude, fratello di Claudine e figlio evidentemente di genitori con scarsa inventiva, che spiega i piani per dividere il mondo umano da quello delle fate per sempre.
Rimaniamo in attesa di altri sviluppi fatati – anche se, per inventarsi e girare una sequenza come questa, ho il sospetto che ci sia stato un alto contributo di droghe pesanti.

Il ritorno di Sookie a Bon Temps riporta la puntata su binari familiari, anche se porta con sé una novità. Infatti, da questo momento in poi, la struttura della premiere cambia: scopriamo che i pochi minuti che Sookie ha passato nel mondo delle fate corrispondono a un anno e due settimane nel mondo reale – a causa di una differente percezione del tempo che sente chi si ciba dei frutti luminosi che Sookie ha, saggiamente, evitato.
Questo, se da una parte lascia degli interrogativi su ciò che è successo nel frattempo, dall’altra permette agli autori di fare piazza pulita su certe questioni e di partire con un’immagine nuova e più fresca non solo delle storie, ma dei personaggi stessi, legittimati ad essere esattamente come prima oppure profondamente mutati dal corso degli eventi.

Un tale cambiamento rende l’episodio, sulla carta, estremamente interessante proprio per la sua novità; purtroppo, la resa all’atto pratico non è altrettanto esaltante, ma è comprensibile: è come se dovessero presentarci nuovamente tutti i personaggi e farci capire, ma non troppo, cosa è successo loro in questo anno che non ci è stato mostrato.
Visto che è estate e che adoro la settimana enigmistica fatta in spiaggia, lanciamoci in un bel gioco tipo “Trova le differenze” e proviamo a scoprire se ci piacciono oppure no.

BILL & ERIC & SOOKIE

Appena Sookie fa ritorno a Bon Temps, i due vampiri la sentono immediatamente (bellissime le inquadrature che ci mostrano il loro risveglio in contemporanea), ma è giorno e non possono uscire dalle loro bare.
E’ solo di sera che arrivano entrambi davanti alla veranda della giovane fata – anche se la casa non le appartiene più.

Il comportamento di Bill all’inizio sembra il solito – occhi da triglia, faccia innamorata, mancanza di recitazione di Stephen Moyer onnipresente – ma è nel momento in cui comincia a dare ordini ad Eric (ma come ti permetti!!!) che già si capisce che c’è qualcosa che non va.
In effetti l’avevamo lasciato in pieno combattimento con la – strepitosa – Regina della Louisiana…e lui è ancora vivo.


Eric, dopo aver fatto capire a Sookie che solo lui la credeva ancora viva, se ne va al suo locale dove gira, al posto di una disinteressatissima e meravigliosa Pam, uno spot per invitare gli umani al Fangtasia. Questo perché nell’era post-Russell Edgington i vampiri stanno cercando di riguadagnarsi la stima degli umani e devo dire che Eric, con un paio di uscite veramente esilaranti, riesce a produrre uno spot pubblicitario davvero fenomenale:
We’re always more than happy to serve humans here at Fangtasia…. and I don’t mean for dinner”.
APPLAUSI.

Ma torniamo sulla veranda. Sookie, con la coerenza che la contraddistingue da quando è nata, prima dice a Bill che “per lui sarà passato anche un anno, ma per lei è passato solo un quarto d’ora da quando lui le ha spezzato il cuore e lei ha cambiato idea per la centesima volta”, poi lo richiama e gli fa gli occhi da gatta morta “no-va-beh-dai-rimani” (e la reazione di lui è… andarsene. Cominciamo a rivalutare Bill?).
Ora, non so voi, ma se io scopro che uno mi ha fatta picchiare a morte pur di farmi bere il suo sangue e creare un legame con me (e può succedere eh), dopo un quarto d’ora è meglio che non mi ricapiti davanti se vuole mantenere una voce vagamente maschile.
Ma Sookie è così, un’adorabile stordita mirabilmente interpretata da Anna Paquin (che, lungi dall’essere cagna maledetta, fa la scema e lo fa benissimo…e non è per niente facile). Quindi la perdoniamo, per ora.

Bill dà un alibi di ferro a Sookie davanti alle insistenze di Andy Bellefleur, sostenendo che lei stesse lavorando per lui. Questo tiene a bada Andy, non solo perché ormai è così dipendente da V da non capire più neanche dove si trova, ma perché Bill sembra esercitare un ascendente nuovo, quasi misterioso.

Si aggiunga a tutto questo l’inaugurazione del “Senior citizens center” dedicato alla memoria di Caroline Compton e il discorso di Bill, ed ecco che il finale arriva senza stupire più nessuno: Bill – il vampiro innamorato che per salvare Sookie ha sfidato la Regina – ha vinto ed è diventato Re della Louisiana.
Bellissimo il montaggio alternato con il discorso di Eric: in un ruolo che non appartiene a nessuno dei due, cercano di convincere la comunità umana della loro buona fede; inquadrati sempre più da vicino, finiscono entrambi ad indicare il segno del “taglio con le forbici”, Bill per il nastro e Eric come fine riprese (e il secondo risulta molto più significativo del primo, ma non divaghiamo).

Non so come procederà la questione, anche se credo che la Louisiana in mano a mister Compton non farà una bella fine; in ogni caso molto bene per il suo cambiamento, che finalmente – si spera – lo porterà ad abbandonare l’espressione da trota salmonata per diventate un po’ più badass (e i suoi legami con Portia Bellefleur e la spia Katie non fanno presagire nulla di buono).

Sul finale della puntata si scopre che la casa di Sookie, venduta da Jason quando credeva la sorella morta, è stata in realtà acquistata da Eric che, presentandosi in casa Stackhouse con lo stile che lo contraddistingue, ci tiene a ribadire alla ragazza quel “You are mine” con tanto di canini sfoderati che sembra essere la frase preferita di ogni vampiro che si rispetti.

Vediamo rapidamente le altre situazioni.

Tara e Sam: non smettono di rappresentare la noia allo stato puro. La prima ha cambiato città, nome e preferenze sessuali, si è data ai combattimenti estremi e non ha nessuna intenzione di tornare. Il secondo, che non è riuscito ad uccidere il fratellastro (il quale inspiegabilmente vive con la madre di Hoyt), sta cercando di imparare a “gestire la rabbia” grazie ad un gruppo di shapeshifters come lui che passa le serate tra cene e cavalcate di mezzanotte.
Come dite? BOOOOOOOOOOORING?

Hoyt e Jessica: ma sarà poi vero che gli opposti si attraggono? Nel loro caso, forse, le differenze sono troppe, soprattutto perché lei è una vampira molto giovane che fa davvero fatica a tenere sotto controllo i suoi istinti. In ogni caso, 10 punti al dialogo tra lei e Pam nei bagni (“che sono solo per umani, devo anche spiegarti perché?”).

Arlene e Terry: sono alle prese con il figlio demoniaco di lei e René. Per ora il piccolo Mickey si limita a staccare teste alle bambole – e che ci sarà mai di strano, io ho persino camminato sopra il camper delle Barbie e nessuno mi ha mai accusato di omicidio di massa – ma credo che, se è vero che la mela non cade mai troppo lontana dall’albero, dovremo aspettarci qualcosa di più eclatante.

Lafayette e Jesus: scopriamo che il primo non ha più visioni da 10 mesi, ma il suo compagno decide che è ora di fargli conoscere la zia di Harry Potter Marnie, una strega in grado di parlare con i morti. I poteri di Lafayette cominciano a svelarsi quando, grazie al suo contributo, viene riportato brevemente in vita l’uccellino della strega di cui sopra; da questo momento scopriamo che, all’interno del gruppo, c’è una spia, Kate Pelham, al servizio di Bill Compton.

Jason: forse per controbilanciare quel fattone di Andy, è diventato una persona seria e la cosa non mi piace per niente. Come faremo senza la sua stupidità, le sue discutibili avventure sessuali e i suoi omicidi casuali, eppure tutti perpetuati contro i fidanzati di Tara? Bah. Continua ad occuparsi della comunità che Crystal gli ha lasciato da seguire, ma viene chiuso all’interno di un congelatore verso la fine della puntata e mi intristisce rendermi conto del fatto che non mi importi poi così tanto. Ridatemi “Jason lo stupido sessuomane”, per cortesia santissima.

Che dire, quindi, di questo episodio? Come dicevo prima, la lentezza è giustificata dal fatto che i personaggi debbano, in qualche modo, essere presentati nuovamente. Certo, di alcuni avremmo fatto volentieri a meno (qualcuno ha detto Sam?), ma una premiere di questo genere deve avere per forza un ritmo più lento.

La sensazione, però, è che da questo materiale possa uscirne sia una stagione splendida che un’orrenda schifezza, quindi attendo con ansia la seconda puntata per farmi un’idea più precisa, con la speranza che quest’anno riescano ad individuare una trama orizzontale degna di questo nome.

Voto: 7 ½

Note

  • la frase di Eric “Who would you rather trust, a vampire or a politician?” merita almeno 5 minuti di riflessione da parte di tutti voi. A partire da ora.
  • Nel mondo delle fate, Sookie incontra Berry, il portiere telepatico dell’Hotel Carmilla che era stato poi preso da Lorena.
  • Pochi mesi fa l’attore Denis O’Hare, Russell Edgington, è comparso nuovamente in una puntata di The Good Wife (2×13 Real Deal) nel ruolo di un giudice ricorrente nella serie e, prima di iniziare la seduta, ha invitato tutti a donare il sangue (senza, però, sventrare nessuno).
    Ora abbiamo Fiona Shaw che qui fa la strega, come avrebbe tanto desiderato Zia Petunia, la gelosissima sorella di Lily Evans Potter.
    Sono solo io a divertirmi un sacco con questi riferimenti o siete, anche voi, pazzi come me?
Annunci

Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 28 giugno 2011, in Recensione episodi, True Blood con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: