The Killing: stagione 1 episodio 11 “Missing”

Questa settimana The Killing si prende una breve pausa dal caso Larsen per concentrarsi sul passato dei due detective protagonisti, Sarah Linden e Stephen Holder. Non temete però, c’è un po’ di spazio anche per Rosie. Vediamo in breve cosa è successo nell’undicesima puntata, “Missing”.

Nel precedente episodio Sarah aveva scoperto che Adela, il nome trovato su un bigliettino, non era quello di una persona, ma di un traghetto che porta a un’isola sulla quale c’è un casinò. La direttrice non sembra però voler collaborare, a meno che Sarah non abbia un mandato nelle proprie mani e con la casa da gioco in territorio indiano ce ne vorrà uno federale, procedura che richiede una settimana. Sembra una pista chiusa, ma per fortuna Sarah nota un bancomat all’esterno del casinò, che come tutte le macchinette ha una telecamera.  Considerando che si tratta di uno sportello di una banca americana e quindi senza alcun collegamento con gli indiani, la Linden dovrà aspettare solo un giorno per ottenere un mandato che le permetta di vedere le registrazioni.

Ora non resta che avere un po’ di pazienza. Sarah riceve una chiamata dalla scuola e viene informata del fatto che che il figlio non si è presentato alle lezioni per tre giorni. La detective si fa riaccompagnare al motel da Stephen, sicura che Jack sia lì. Nella stanza però trova solo il cellulare del ragazzo e insieme a Holder inizia a cercarlo per la città. Questa ricerca diventa l’occasione perfetta per farci scoprire qualcosa in più sui due detective e, mentre Stephen decide di aiutare Sarah invece di unirsi alla propria famiglia, lei ci rivela il suo passato travagliato.

Jack non si trova da nessuna parte e quando una chiamata della polizia li avvisa che è stato trovato un ragazzino morto, la Linden pensa al peggio, ma per sua fortuna non si tratta del figlio. I due detective ritornano al motel e di fronte alla stanza trovano Jack. “Kick his ass”, dice Stephen, ma la gioia della madre nel vedere la propria creatura si può solo manifestare con un commuovente abbraccio.

Intanto il mandato è stato rilasciato e alla centrale sono arrivati gli archivi video di tutti i bancomat del casinò. Mentre Sarah rimane all’hotel e scopre che il figlio ha passato la giornata col padre, Stephen guarda il materiale e all’improvviso il volto di Rosie appare in uno dei riquadri.

Scelta molto coraggiosa quella degli autori di dedicare un’intera puntata ai due detective protagonisti, senza dare minimo spazio alla campagna elettorale di Richmond o alla famiglia Larsen. Addirittura il filone narrativo principale, quello dell’omicidio di Rosie, occupa poco più di qualche minuto, a inizio e fine episodio. Posso capire chi ha storto il naso, perché è ovvio aspettarsi qualche avanzamento nelle indagini, ma credo che questo sia stato un passaggio necessario per The Killing. Si può forse criticare la decisione di non aver diluito meglio il background di Sarah e Stephen nelle puntate precedenti, però vedere la Linden in una situazione simile vissuta dai Larsen con, tuttavia, un happy ending, ha dato una giusta dose emotiva alla serie e per la prima volta, dopo giorni e giorni di brutte notizie, viviamo un momento di gioia nel vedere la madre riconciliarsi con il figlio. L’unico è Holder a non trovare un raggio di sole in questa nuvolosa Seattle. Il suo comportamento sembra quasi masochista, ma, considerando quello che dice, forse la sua scelta, per quanto difficile possa essere, è quasi comprensibile. Sarah può ancora mettere a posto le cose con il figlio, non è troppo tardi, mentre Holder sembra essersi giocato le sue possibilità con la propria famiglia. Certe cose non puoi aggiustarle. Rimangono rotte e basta.

Un buon episodio che probabilmente allontanerà gli spettatori che nelle ultime puntate si sono stufati della lentezza con cui procede il caso, ma che ai fan in cerca di una serie con, oltre a una storia intrigante, degli ottimi personaggi, non dispiacerà affatto. E non dimentichiamoci che gli ultimi trenta secondi rendono imperdibile la prossima puntata. The Killing può davvero chiudere alla grande questa prima stagione.

Voto: 7 +

Note: questa settimana The Killing ha ottenuto tre nomination ai Critic’s Choice Television Awards: miglior serie drama, miglior attrice protagonista in una serie drama (Mirellie Enos/Sarah Liden) e miglior attrice non protagonista in una serie drama (Michelle Forbes/Mitch Larsen).

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Pubblicato il 9 giugno 2011 su Recensione episodi, The Killing. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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