True Blood – dove eravamo rimasti? (Terza Stagione)

Ad un passo dall’inizio di una nuova annata per True Blood, mi sono accorta che ricordo poco o niente della terza stagione. Non fraintendetemi, ci sono parti che sono entrate di diritto nella mia personalissima classifica di “scene che guarderei in loop se finissi su un’isola deserta e non ci fosse con me il vampiro Eric a distrarmi”, ma, ripensandoci bene, la terza stagione è stata abbastanza folle da far rimpiangere i tempi di Maryann e delle sue orge. Quindi, per voi ma anche per me, andiamo a vedere “dove eravamo rimasti” un annetto fa in quel di Bon Temps, considerando che tanto assurda è stata la terza stagione quanto lo sarà il mio recap.

L’ultima puntata, la 3×12 Evil Is Going On, si è chiusa con una decisione che ha dell’incredibile: Sookie Stackhouse è riuscita a mandare via Bill Compton dalla sua vita senza sentire l’urgenza di farci sesso nei tre minuti successivi, e signori, ditemi che questa non è la svolta. Tuttavia, presa dalla necessità di parlare con sua nonna, Sookie scappa e va al cimitero – che è sempre aperto – e mentre è lì che piange, distrutta e disperata, compare Claudine che la convince a seguire lei e tutte le altre fate nel loro mondo incantato.

Già, vi eravate dimenticati? Sookie è una fata – per dirla con lei, how fucking lame! – e per i vampiri il suo sangue pare essere l’equivalente del V per Jason in prima stagione: una cosa di cui non poteva fare assolutamente a meno, a costo di diventare cieco dopo ore e ore di pratica. Ma tralasciamo per un momento Jason, responsabile, insieme a Sam, della parte più noiosa di tutta questa stagione.

Torniamo alla tematica sangue che ovviamente è al centro di questa serie in tutte le sue varianti umano, fatato, vampiresco. Il sangue coinvolge sin da subito le storie di questa stagione perché lo smercio di V è arrivato ad interessare tutti: sappiamo, infatti, che i primi a guadagnarci sono proprio Eric e la Regina Sophie-Anne e l’unico a conoscenza di questo dettaglio è Bill che, alla fine della seconda stagione, risultava nella lista dei missing, scomparso poco dopo la sua proposta di matrimonio a Sookie.

Da chi è stato rapito? Ma che domande… da un uomo capace di fare questo in diretta televisiva. Dall’unico e il solo Re del Mississippi Russell Edgington, vampiro al cui servizio lavorano tutti i licantropi dipendenti da V e che ha tra i suoi piani quello di sposare la Regina per ampliare il suo territorio: a questo proposito, ha rapito Bill per saperne di più sui traffici della futura consorte e sulla sua ossessione per Sookie.

Questo perché ogni vampiro che si rispetti è alla ricerca del sangue di fata, quello che – pare – permette a chiunque, dopo averlo bevuto, di farsi una passeggiata sotto il sole senza finire arrosto, cosa che invece succede allo stesso Russell nell’ultimo episodio.
E come mai quest’anima pia viene prima bruciacchiata alla luce del giorno e poi seppellita sotto chili di cemento? Perché, giusto per complicare un po’ di più la vicenda, fu lui il responsabile dell’uccisione dell’intera famiglia di Eric – nei lontani tempi in cui non era un fighissimo vampiro vichingo alto due metri, ma solo un fighissimo vichingo alto due metri. Pur di far soffrire il Re del Mississippi, Eric decide di passare una serata di divertimenti, ricchi premi e cotillon con Talbot, l’amante di Russell, per poi ucciderlo e lasciare al disperato Re solo i resti (quelli che, con sadismo da manuale, Sookie manda giù per il lavandino con tanto di risatina da invasata).

Ma Eric non si accontenta di questo: decide infatti, nonostante le lamentele del fantasma del suo maker Godric – vi prego, i fantasmi no! – di seppellire Russell – ormai ridotto come la carbonella delle vostre grigliate estive e ricoperto di argento – sotto tonnellate di cemento a presa rapida, senza considerare che Bill sta per fare la stessa cosa con lui.

Un momento: perché mai Bill dovrebbe far fuori Eric?
Complesso di inferiorità davanti ad uno che è bello bello in modo assurdo?
Probabilmente sì, ma la storiella che vende a Sookie è fantastica: “Sooooookeeeeh, ho ucciso Eric. E ucciderò tutti quelli che sanno cosa sei e che, davanti al tuo sangue, non saprebbero contenersi come ho mirabilmente fatto io in tutto questo tempo” e in particolare, aggiungo io, nella 3×07 Hitting The Ground, in cui ha dissanguato Sookie e l’ha mandata in ospedale – sì, va bene, non era in sé; sì, va bene, poi lui l’ha salvata col suo sangue; sta di fatto che lui che dice “non tutti sono come me” è la cosa più ridicola mai sentita.

E proprio mentre Sookie lo richiama e sta per cedere ai suoi istinti tutt’altro che fatati, ecco che arriva Eric, ricoperto di cemento e proprio per questo ancora di più un figo senza senso, a rivelare la sordida verità: perché, cara Sookie, non hai incontrato il tuo Bill Compton esattamente per caso, anzi, è stato mandato dalla Regina per indagare su di te e ti ha pure fatta picchiare a morte pur di poterti guarire col suo magico sangue e creare così un legame tra voi due.

Ovviamente Sookie non la prende benissimo: revoca l’invito a Bill e, incredibilmente, anche a Eric (è chiaramente uno sbaglio, la poverina si è confusa). Nonostante la vita possa riservarle ancora molto – nel caso non le bastasse l’esperienza vampiresca, c’è sempre il licantropo Alcide ad aspettarla – decide, come già detto, di fare quello che tutte noi donne diciamo alla fine di una relazione almeno una volta nella vita: la variante del “mi faccio suora” che, nel suo caso specifico, vuol dire prendere i voti da fata.

Nel frattempo, Bill ha preso la sua missione “uccido tutti quelli che non hanno il mio mirabile autocontrollo” con estrema serietà e quindi invita la Regina a casa sua con la scusa del “ho una scorta di sangue di fata ad aspettarti”; non appena lei arriva, come ogni cattivo che si rispetti – ? – le svela il suo piano: “Sookie non è qui…eh già! Guarda quanto so’ gggenio! Ti ho portata qui con l’inganno! E guarda ancora di più quando so’ gggenio e subdolo! Solo uno di noi due uscirà vivo di qui!” Sul serio, guardate la faccia di Bill in questa scena e provate a dirmi che non sta soffrendo di sindrome di inferiorità nei confronti di un altro vampiro che non nominerò, ma che tutti conoscete.

E così, dopo aver sfoderato i canini, i due si levano in volo e si preparano ad attaccarsi, lasciandoci con il dubbio struggente – ? – di chi sarà il vincitore.

Andiamo a vedere le storie di contorno.

Sam: dopo aver passato un’intera stagione ad annoiarci con le sue beghe familiari, nell’ultima puntata rivela a Tara di essere uno shapeshifter – la classica cosa che noi donne vogliamo sentirci dire la mattina dopo – e spara al fratello che stava scappando coi soldi, anche se la regia non ci fa capire se il colpo va a buon fine oppure no.

Tara: in crisi dopo l’uccisione di Eggs (quello che era l’uomo della sua vita, sì, quello che conosceva da circa 5 minuti) e dopo aver passato anni a dire a Sookie che non si va a letto coi vampiri, decide di provare anche lei l’ebbrezza di essere una fangbanger quando conosce Franklin Mott, uno psicopatico ossessionato da lei, che la rapisce e la porta al palazzo di Russell (tutti passano di lì in questa stagione). Franklin, il vampiro più veloce del mondo, muore ucciso da Jason (che così è a quota 2 pseudo-fidanzati-di-Tara-fatti-fuori) e per questo non potremo mai perdonarlo.
Tara, circondata da creature non umane che per uno strano caso del destino sono finite tutte a Bon Temps, fa l’unica cosa che considera giusta: prende un paio di forbici e…. si taglia i capelli.
Gradirei puntare la vostra attenzione su un fatto: in qualunque serie tv, quando non sanno cosa far fare ad una donna in crisi, la lanciano sul cambio tricologico. Qualche altro cliché? Farle sfornare torte come se non ci fosse un domani? No?

Jason: in crisi dopo aver ucciso Eggs (troppa gente in crisi per colpa di questo tizio) non riesce più a soddisfare le donne, come era solito fare un tempo per divertirci e allietarci nelle nostre serate estive. Così, per dare un senso alla sua vita, decide di unirsi alla polizia (davvero davvero), ma nel frattempo conosce una pantera mannara (davvero davvero) che nell’ultima puntata gli lascia in eredità la responsabilità di una comunità da seguire (giuro, non sto inventando nulla).

LaFayette: dopo aver aiutato Tara “in crisi per la morte di Eggs” – questo tizio ha creato più conseguenze da morto che da vivo – ricomincia a spacciare V convinto da Eric; nel frattempo conosce Jesus, infermiere della clinica in cui è ricoverata la madre, e tra i due inizia una relazione. Nell’ultima puntata si scopre che Jesus è “a witch, who’s a nurse, who’s a dude” per dirla con Lafayette. In effetti di infermieri-streghe, a Bon Temps, si sentiva davvero il bisogno.

Jessica e Hoyt: nell’ultimo episodio, mentre la madre di lui si appresta a comprare un fucile ammazza-vampiri, Hoyt porta Jessica nella loro nuova casa. L’inquadratura finale di questa sequenza, una bambola all’interno di una delle stanze, lascia perplessi: cosa succederà in quella casa? O meglio, cosa è già successo?

Terry e Arlene: lei aspetta un figlio, ma il padre è René. Nonostante Terry decida di crescerlo come se fosse suo, Arlene decide di farsi aiutare dalla nuova cameriera del Merlotte’s con un rituale che la faccia abortire. Il piano sembra avere successo, ma una volta in ospedale scopre che il bambino è sopravvissuto.

Ecco, quindi, il folle e contorto recap della terza stagione: spero davvero che in questa quarta possano esserci meno storyline, magari accorpandone qualcuna o abolendone qualche altra, ma aggiungendone assolutamente una per Pam che, inspiegabilmente, occupa ancora troppo poco spazio.
In ogni caso, mettete più Eric dappertutto – e non scuotete la testa, voi uomini: sappiamo tutti che, davanti al vampiro vichingo, qualche domanda ve la siete fatta pure voi.

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 8 giugno 2011, in Recensioni stagione, True Blood con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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