Game of Thrones: 1×07 – “You win or you die”

When you play the game of thrones, you win or you die. There is no middle ground.

Queste pragmatiche parole pronunciate da Cersei, rappresentano il preludio ad un episodio cruciale della prima stagione di Game of Thrones, nel quale le varie crepe mostrate nelle puntate scorse provocano inevitabilmente il crollo della situazione generale.

Già nei primi minuti, infatti, vediamo Ned Stark accusare – informalmente –  la regina di aver dato alla luce solo figli bastardi con suo fratello Jaime, ammonendola, dunque, di fuggire finché è in tempo. Nel dialogo emerge tutta la sofferenza di Cersei che, già dalla prima notte di nozze con il re, si sentiva posta in secondo piano dal marito rispetto alla defunta e amata Lyanna, sorella di Eddard.
Dalle sue parole è evidente che non ha alcuna intenzione di farsi da parte, così come suo fratello Jaime che, dopo aver sfidato per strada Stark nell’episodio 1×05 “The Wolf and the Lion”, si trova ora a cospetto del ricco padre che lo ammonisce di tenere alto il nome della famiglia (“Noi moriremo tutti. Sarà il nome della famiglia che continuerà a vivere”) e gli dà 30 mila uomini da condurre alla dimora d’infanzia di Lady Stark.

La barriera
Finalmente, dopo tre episodi, torniamo a vedere le vicende alla Barriera.
Troviamo Jon Snow, giustamente preoccupato per lo zio in missione oltre la barriera, nel mezzo della splendida cerimonia dei Guardiani della Notte.
Contro ogni aspettativa, il buon Snow non viene nominato usciere Ranger sicché attendente personale al Lord Comandante Mormont. Il suo ovvio e giustificato rammarico (nonché rabbia nei confronti di Ser Alliser) è però smorzato dalle parole dell’amico Sam che, saggiamente, gli fa notare come in realtà sia possibile che Mormont voglia tenerlo vicino a sé per prepararlo al comando.
Molto bella anche la scena all’albero-diga poco fuori la barriera, in cui Snow e Sam prestano giuramento e diventano ufficialmente Guardiani della Notte. Ad interrompere il momento felice, però, arriva Ghost, il meta-lupo di Jon, che stringe tra i denti una mano mozzata.
A questo punto sembra evidente che nei prossimi episodi vedremo Snow cercare di addentrarsi nella foresta a nord della barriera, alla ricerca dello Zio Benjen – o di ciò che ne rimane. Questo potrà offrire un’interessante occasione per approfondire l’elemento puramente fantasy finora messo un po’ da parte, ma che in ogni episodio fa crescere curiosità negli spettatori:  anche in questa puntata, infatti, assistiamo al racconto della prigioniera di Theon, a Winterfell, circa le creature che abitano il lontano nord, al di là della barriera (“Non erano estinte, stavano dormendo”). Ovviamente, la selvaggia prigioniera non perde l’occasione per sbeffeggiare Theon (“non sei un Lord, adesso”) che è diventato un po’ l’hobby preferito in quel di Winterfell.

Targaryen e Dothraki
Al di là del mare stretto, vediamo come gli “uccellini” mandati dal Varys stiano già sortendo il loro effetto (la messaggistica di Facebook, in confronto, è Medioevo) : Jorah viene premiato per il suo doppiogioco con la Khaleesi con la riammissione al regno. Tuttavia, forse perché innamorato della giovane ragazza, le salva la vita da un tentativo di avvelenamento e le ricorda le sue grandi responsabilità “Sei una Targaryen. L’ultima dei Targaryen. Tuo figlio sarà di sangue Targaryen e avrà 40.000 guerrieri al suo fianco”.
Il buon Drogo non prende molto bene il tentato omicidio, e ci regala una scena memorabile.
Nonostante il personaggio sia stato dipinto finora come spietato e selvaggio, in quest’occasione si mostra prima rispettoso, nei confronti di Jorah, poi molto premuroso, per le condizioni della “Luna della sua vita” e infine mostra tutto il suo orgoglio e grande fermezza nel suo giuramento/dichiarazione di guerra.
Scena davvero da brividi, che trasuda una carica emotiva impressionante che fa quasi venire voglia allo spettatore di unirsi all’esercito Dothraki e andare ad “uccidere gli uomini di ferro”.
Daenyris non rimane certo indifferente a cotanta dimostrazione di forza e coraggio del suo amato, e la vediamo fissarlo con uno sguardo a metà tra l’attrazione (a stento trattiene un piacere quasi fisico) e la fierezza.

King’s Landing
Ma la vicenda principale si svolge nella capitale dei sette regni, dove, a complicare la già estremamente precaria situazione, si aggiungono frizioni circa l’eredità al trono.
Re Robert, infatti, viene ferito durante la battuta di caccia da un cinghiale (a causa del troppo vino offertogli – non che avesse molta scelta – da un Lannister, tra l’altro) e lascia le sue ultime volontà a Ned: “Ordino che Eddard Stark serva quale lord reggente e protettore del reame alla mia morte, per governare in mia vece fin quando mio figlio Joffrey (ma qui, Stark, scrive astutamente “il mio legittimo erede”) non raggiunga l’età per farlo”.
Il buon vecchio Baratheon, prima di andarsene, ci regala dunque una bella scena con Stark, intrisa di rispetto e grande amicizia reciproci. Ned, però, gli nasconde – giustamente – la parte in cui il re non ha alcun figlio legittimo (tutti, compreso il primogenito Justin Bieber Joffrey, vengono dall’incestuosa relazione tra la moglie e il cognato) e che quindi l’erede designato debba essere il fratello Stannis.
Neanche Renly, minore dei tre fratelli Baratheon, riesce a far cambiare idea a Ned proponendogli il comando di cento uomini e l’assegnazione del trono al secondo della linea ereditaria (visto che Stannis, oltre che trovarsi a Dragonstone, non sembra adatto a governare).
La palla passa poi a Littlefinger, che propone al protettore del reame di fare pace con i Lannister e di far sposare la figlia Sansa al nuovo Re. Ma Ned è inamovibile: in questo frangente vediamo il grande onore che caratterizza questo personaggio, ma è evidente come questa qualità non sia troppo proficua in una situazione del genere e come – al contrario – il pragmatismo di personaggi come Littlefinger e Cersei paghi di più.
Ma Ned non è un completo sprovveduto, e si tutela chiedendo a Baelish di avere la Guardia Cittadina dalla sua parte per potersi difendere dagli uomini armati su cui può contare la Regina.

La morte prematura del Re rende inutile ogni macchinazione circa l’eredità e offre a Cersei di fare la prima mossa, facendo insediare il giovane figlio al trono.
Questo conduce alla splendida e tesissima scena finale dell’episodio, con il confronto atteso tra Ned e la regina, ma che vede in realtà protagonista Littlefinger.
Il Master of Coin, infatti, tende una trappola a Lord Stark facendolo catturare dalla stessa guarda cittadina che doveva essergli leale. Per soldi, si potrebbe pensare (i Lannister sono molto ricchi, e pagano sempre i loro debiti), ma anche – e soprattutto – per amore e vendetta.
Verso inizio episodio lo avevamo visto confessare il suo amore per Lady Stark (occasione nel quale ci rivela che la donna era promessa in sposa a Brandon Stark, fratello maggiore di Ned, fin quando non fu ucciso, insieme a padre e sorella,  dal Re Folle) e aveva concluso l’interessante discorso (fatto alle due prostitute)  con un’importante lezione che aveva ricevuto, nel competere con uomini di tale calibro: “Non vincerò mai, in quel modo. Quello è il loro gioco, le loro regole. Non ho intenzione di combatterli, ma di fotterli. E’ quello che sono. Voglio tutto”. Ed è riuscito nel suo intento.

La puntata è riuscita a tenere col fiato sospeso lo spettatore per quasi tutta la sua durata, regalandoci un crescendo finale – iniziato con la scena di Drogo – di grande qualità, emozione, tensione.
I personaggi continuano, nella loro costante evoluzione, a muoversi all’interno di un intreccio sempre più avvincente, caratterizzato da dialoghi ben curati e collocato all’interno di un’ambientazione costruita con la massima attenzione ai dettagli.
Ci aspetta, dunque, un grande rush finale negli ultimi tre episodi della stagione, con i Lannister al trono che possono vantare nemici in ogni dove (le famiglie Stark, Dothraki, Targaryen, Tully, Aryn e il buon Stannis Baratheon – a cui Ned ha inviato un messaggio – che dovrà difendere la memoria del defunto fratello).

A war is coming.

Voto Episodio: 9,5

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Pubblicato il 3 giugno 2011, in Game of Thrones, Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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