30 Rock- 5×23 “Respawn” (Season Finale)

LizRespawn, nel gergo da videogame, è la possibilità di resuscitare quando gli ostacoli ci mettono alle strette. Se sei circondato da nemici la soluzione è facile: sparati un colpo in testa e ricomincia da zero. E’ esattamente quello che Liz fa metaforicamente, assieme alla serie stessa, in questo finale di stagione inaspettatamente stabilizzante.

La locuzione “jump the shark” (il “salto dello squalo” per gli italiani), parecchio usata dalla critica per indicare il momento in cui una serie compie uno stravolgimento significativo, è la prima cosa che verrebbe in mente in una situazione del genere, se non fosse che questa comedy, come la stessa Tina Fey ci ha confessato in una recente intervista da Jimmy Fallon, ha sempre viaggiato avvinghiata sulla schiena di suddetto squalo, rendendo il lancio nel vuoto impossibile. La peculiarità del format rende fuori luogo quell’espressione critica; la premessa da fare, dunque, è che questa serie è e sarà sempre uno strambo prisma che, illuminato da una sceneggiatura geniale, irradia numerosi fasci di ilarità.

Non si tratta quindi del solito finale al cardiopalma in cui si completano le questioni irrisolte e si preparano scenari per la nuova stagione, ma di un ritorno alla normalità, dove a detta di Liz “Il caos è la nostra normalità”.

Finita la quinta stagione del TGS con Tracy Jordan, Liz Lemon, al suo ricorrente risveglio ottimista, è pronta a dedicarsi unicamente a sé stessa durante l’estate (tramite giardinaggio, vestiti comodi, aria aperta e lezioni di spagnolo), solo per incappare in quel turbinio di guai che è Tracy in vacanza. Intrappolata dalle minacce di rendere la sua vita ancora più difficile, Liz organizza il suo “respawn”. Grazie ad una multa non pagata e a una scenata arrogante in tribunale Lemon passerà tutta l’estate a raccogliere spazzatura in una tuta arancione, in questo episodio i lavori socialmente utili sono il suo personale grado di ordinarietà. Bomba a mano/rigenerazione: ordinaria nella sua anormalità Liz imparerà lo spagnolo, indosserà vestiti comodi e passerà tempo all’aria aperta, come previsto.

PaulJennaJenna, nuova faccia dell’industria “Wool”, è costretta a decidere fra la sua lasciva vita privata e il mantenimento di un’immagine pubblica dignitosa. Titubante all’inizio, la diva psicotica deciderà di mantenere la sua soddisfacente relazione con Paul, il pansessuale dai genitali doppi con una dismorfofobia dell’identità sessuale. Bomba a mano/rigenerazione.

Il più grande respawn, però, riguarda la vita di Jack, il quale si ritrova al punto di partenza dopo l’inatteso rapimento nel pre-finale di sua moglie Avery da parte di Kim Jong Il. Dopo aver costretto Kenneth a prendere il posto di sua moglie dando vita a situazioni agghiaccianti quanto esilaranti, Jack accetterà la sua situazione grazie ad una straordinaria ramanzina di Kenneth che imita Avery che imita Kenneth (l’Emmy da non protagonista a Jack McBrayer mi sembra d’obbligo).

endLa rigenerazione a grado 0 della serie (o quasi) è più trasparente nella scena finale, in cui tutti i protagonisti si incontrano per caso a Central Park: ci sono Liz, che paga goffamente le conseguenze dei suoi impulsi, Jack, che porta a spasso la neonata stupendosi dell’ennesima caduta di stile della sua discepola (“Good God, Lemon!“), Paul e Jenna, che giocano a cane-padrone e Tracy, che dissemina caos per la città.

Prima del ritorno di Liz in studio, dove scopre i suoi colleghi scrittori ancora impantanati nel circolo vizioso del respawn (tutta la filosofia dell’episodio è presa dal loro inesauribile videogame), spetta a Kenneth, il personaggio più surreale, il cliffhanger che cliffhanger non è. Spiando con un binocolo i suoi amici-colleghi al parco, lo stagista sembra parlare da solo su “quanto di buono ci sia in loro” mentre la colonna sonora si fa più epica, fin quando un’esilarante citazione di Lost rivela il messaggio di questo finale stabilizzante: “Dammi più tempo, Jacob!”.  La serie, che saltuariamente si prende gioco del medium televisivo abbattendo la quarta parete, è in generale autoconsapevole e metalinguistica. Per questo durante il finale ho percepito quasi un’ammissione ironica da parte degli autori riguardo il suo stile: un prodotto assolutamente sopra le righe, che non presenta cliffhanger ‘mozzafiato’ o storie d’amore leggendarie ma soltanto un gruppo di weirdos irriducibili che brancolano nel caos dello show business, quattro nerd che galleggiano per mesi nella propria urina e follia comica a palate. Perché dovrebbero stravolgere una comedy così riuscita?  TO BE CONTINUED!

Con il riassestamento dei punti cardine, la serie non fa che riconfermare il suo essere perfettamente funzionale nel caos apparente.

VOTO EPISODIO: 9

LA STAGIONE

Jacob

Questa stagione ci ha solleticati con alcuni episodi speciali: l’episodio-reality “Queen of Jordan”, ovvero un mockumentary che si prende gioco della mediocrità della televisione unscripted (anche se la maggior parte dei reality show è programmata), il “Live show”  girato davanti ad un divertito pubblico in sala e mandato in onda in diretta in due versioni leggermente diverse (una per la costa est e una per l’ovest…grazie fuso orario!) e infine la celebrazione dei 100 episodi, con una doppia puntata recensita qui.

Per quanto riguarda le storyline si sono riconfermate le amicizie, i dissapori e le manie personali, passando per litigi, amori, caos, satira sul network (realmente acquisito da Cabletown) e follie di ogni genere. Come per le stagioni precedenti, poi, il gruppo di geniali scrittori ci ha regalato una sfilza interminabile di battute, ammiccamenti metatestuali e situazioni al limite della sostenibilità comica e mascellare. Inoltre, abbiamo scoperto, forse, la vera età di Kenneth, classe 1871 (sempre ammesso che non viva dall’alba dei tempi).

Le guest star sono state abbondanti e sorprendenti come al solito: Susan Sarandon, Robert DeNiro, Elizabeth Banks, Aaron Sorkin, Michael Keaton, John Slattery, Tom Hanks, Queen Latifah, Kelsey Grammer, Rob Reiner, Chloe Moretz, Paul Giamatti e addirittura Condoleeza Rice, più alcuni graditi ritorni tra cui Matt Damon, Jon Hamm, Will Forte, Alan Alda, Will Arnett ed Elaine Stritch.  Il glamour, però, illumina questa serie senza accecarci con celebrità soffocanti. Si riesce sempre ad immergere perfettamente gli ospiti nella trama, assegnando ad ognuno un personaggio esilarante o una versione esagerata e ironica di sé stesso. Il merito va ovviamente a una scrittura sempre brillante e, molto spesso, auto-ironica.

E’ ancora più sorprendente l’altissimo livello di questa stagione se si pensa alla sua longevità (un po’ tutti i telefilm cominciano a perdere colpi alla veneranda età di 102 episodi) e alle vicissitudini della produzione, tra cui l’assenza per malattia di Tracy Morgan e la gravidanza di Jane Krakowski. A questo proposito due note dolenti: la prima è che la gravidanza di Tina Fey, creatrice, scrittrice, produttrice e co-star dello show, farà slittare la sesta stagione a Gennaio 2012; la seconda riguarda Alec Baldwin, che si mostra sempre più convinto di voler abbandonare il miglior ingaggio della sua vita (parole sue). Insomma la sesta stagione non solo comincerà quattro mesi dopo, ma sarà probabilmente l’ultima condita dalle perle di saggezza del nostro squalo in giacca e cravatta, Jack Donaghy (e dunque, potenzialmente, l’ultima in assoluto).

Il pensiero dei fan può essere riassunto da una citazione di Jack dal finale: “God, are you punishing me because my hair is better than yours?”  (Dio, mi stai punendo perché i miei capelli sono più belli dei tuoi?)

Non ci resta che ripassare le 5 eccellenti stagioni concluse, in attesa del ritorno ad inverno inoltrato e di notizie sicure sulle sorti della serie.

VOTO STAGIONE: 9 e mezzo

30 rock è senza dubbio una delle migliori comedy di sempre, come valanghe di premi stanno a testimoniare. Se siete stanchi di risate pre-registrate, tormentoni estenuanti e battute prevedibili e obsolete, che aspettate a recuperarla?

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Pubblicato il 1 giugno 2011, in 30 Rock, Recensione episodi, Recensione finale di stagione, Recensioni stagione con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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