The Event: 1×22 – “The Arrival” (Series Finale)

La serie evento solo di nome giunge al termine della prima, ed unica, stagione, regalandoci un finale condito di tutti gli ingredienti che l’hanno caratterizzata sin dall’inizio, oltre a risposte tanto attese quanto poco esaurienti.

Vediamo cosa è successo.

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L’Evento

Quasi un anno a chiedersi cosa sarà mai l’Evento e nell’ultimo episodio arriva la risposta.
In modo solenne, ci si sarebbe aspettati. Mostrandocela nei fatti, alcuni avrebbero pensato.
E invece no: il buon Simon, così, perché gli passa per la mente, dice di sfuggita al nostro Texas Ranger che l’Evento è un’evoluzione della loro specie, che N anni fa evitarono di affrontare abbandonando il pianeta Terra (sì, l’altra bomba è che loro c’erano pepprimi).
“Ci evolveremo in qualcosa di più grande – prosegue – ma la vostra gente non gli sopravvivrà”.
Ora…al di là del chiedersi perché mai Simon debba essere criptico (probabilmente ha sopravvalutato l’intelligenza di Sean) da ciò possiamo dedurre che:
a) Nonostante la prima volta abbiano evitato l’evento, ora, di loro spontanea volontà (ma anche no), lo stanno per affrontare: si evolveranno
b) l’evoluzione interesserà anche gli umani? Che intende con “non sopravvivrete all’evento” ? Che l’evoluzione sarà letale per noi (come, magari, lo sarebbe stato in tempi antichi per loro – per questo se ne andarono) oppure semplicemente che gli alieni evoluti ci faranno il culetto?
Ah no ecco scusate…Simon aggiunge anche “tutte le risposte sono nascoste in quella pergamena. Da dove veniamo…e come tutto questo finirà”. In pratica, Sean ha in mano la sceneggiatura della seconda stagione di The Event (ma scritta in alienesco stretto).
Ma ad interrompere il discorso che poteva portare a qualcosa di pratico\interessante arriva l’unico personaggio che stimo della serie, il buon Blake, che con questa interruzione si guadagna anche lui un po’ di odio. Simon, tuttavia, potrebbe essere stato così elusivo con Sean perchè nella pergamena potrebbero esserci scritte cose negative sul conto del proprio popolo, oppure andava di fretta perchè gli scappava e doveva andare al bagno. Non ci è dato saperlo.

Ma dato che dobbiamo accontentarci di “dicerie” circa l’evento, il cardine della puntata diventa un altro: il transfer dei 2 miliardi e mezzo di alieni sulla terra.
Mi chiedevo: ma come li porteranno? Mega astronave? Teletrasporto tutti ammucchiati?
E invece eccoli lì, con tutto il loro pianeta dietro, parcheggiato affianco alla Luna in doppia fila.
Ora…non è che puoi lasciare un pianeta così grande e così vicino alla Terra, senza generare conseguenze disastrose. Ponendo anche che la dimensione e la distanza siano sufficienti da fare in modo che uno tra la Terra e Alienilandia non inglobi l’altro (o che quest’ultimo inglobi la Luna), quattro terremoti in giro per il pianeta mi sembrano davvero pochi per un “evento” del genere. Parliamo di un’enorme massa arrivata dal nulla, con un forte campo gravitazionale e che dovrebbe mandare a farsi benedire ogni regola astrofisica, in particolare l’orbita intorno al Sole e quella della Luna intorno alla Terra. Ma noi assistiamo solo ai primi secondi di tutto ciò, quindi possiamo fargliela anche passare.

Sofia

Nell’episodio scorso avevamo visto il senso di colpa di Sofia nel suo sogno post-apocalittico dove, manco fosse Rick Grimes in The Walking Dead, camminava di fianco a carcasse umane devastate dal virus che sta per rilasciare. Scena ben realizzata, che riesce a mostrare la desolazione della razza umana sul punto di estinguersi, rendendo lo spettatore più consapevole di cosa significherebbe l’attuazione del piano di Sofia. Traspare, inoltre, un velato senso di colpa nel leader alieno che tuttavia viene spazzato via, o quantomeno nascosto, pochi minuti dopo nell’incitamento alla sua gente: “Lo stiamo facendo per la nostra sopravvivenza”.

Ma Sofia non è un leader così solido: la vediamo all’aeroporto (domanda: perché va lei di persona e non manda il primo st*onzo che le capita?), ormai sconfitta, sul punto di rilasciare il virus per uccidere le centinaia di persone che si trovavano nel terminal. E qui non c’è nessun “bene superiore”, nessun machiavellismo, ma solo rabbia e voglia di vendetta.
Ma per fortuna c’è Sean che ci regala la scena più comica dell’episodio: lui che dissuade, solo parlandoci, Sofia. Non so…è come vedere Luca Giurato che fa ragionare Hitler. Bah. Cioè ok “umanizzare” Sofia, affibbiandole difetti “umani”, ma farsi fare la morale da Sean lo trovo davvero offensivo nei suoi confronti.

Il leader solido ritorna, però, nel finale di puntata quando si trova al cospetto di Elias: “avevo ordinato la diffusione del virus come atto di pietà. In un modo o nell’altro dovremo comunque fare spazio per la nostra gente, qui. E, a questo punto, l’unica opzione che ci rimane è tutt’altro che compassionevole”.
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Quindi, cara Sofia, ci stai dicendo che l’ucciderci tramite un virus letale (di cui hai anche rallentato l’effetto) era un atto “umano” nei nostri confronti? E cosa ci può essere di peggio? Riguardare la stagione di The Event da capo? Quale può mai essere “l’opzione tutt’altro che compassionevole” ?
In riferimento al discorso precedentemente fatto sull’Evento, le parole di Sofia potrebbero riferirsi a:
a) L’evento\evoluzione che colpirà gli umani: non ce la faremo ad evolverci e moriremo in modi tremendi
b) Si evolveranno loro, diventeranno brutti e cattivi, e ci massacreranno
c) Semplicemente, ci faranno la guerra con armi che neanche immaginiamo per occupare il nostro pianeta (il loro dovranno comunque abbandonarlo, che sta a pezzi)
d) Tutto ciò era solo il prequel di Visitors
Io propendo per la prima, che risulta più in linea con le parole di Simon anche. Ma poco importa, visto che difficilmente vedremo un seguito.

Viene da chiedermi, però, quali fossero i piani iniziali di Sofia.
Ricorderete bene che il portale era un piano inizialmente di Thomas, e che Sofia era di tutt’altra opinione: voleva raggiungere un accordo diplomatico col Presidente e una convivenza pacifica.
Al di là del fatto che non reggevo più i falliti tentativi di diplomazia durante la stagione (un tira e molla insopportabile), cosa sarebbe successo se avessero portato ad un accordo? Sofia stava prendendo in giro anche Elias come ha fatto con Jarvis?
Perché fare la pace e l’amore, quando sai che prima o poi dovrai portare 2 miliardi di persone qui rovinando l’equilibrio gravitazionale e sterminando l’umanità? Qui c’è puzza di incongruenza.

 

Presidente

Il nuovo presidente Jarvis ha mostrato sin da subito le sue grandi doti intellettive e di astuzia. Stravince, infatti, la sfida di personaggio più stupido della serie, sbaragliando una concorrenza agguerritissima che poteva vantare gente del calibro di Sean e Leila. Si fa manipolare come un bambino dal primo che arriva ad offrirgli qualcosa o a metterlo alle strette.
Elias, nonostante decisioni discutibili prese in passato, si è mostrato più solido da questo punto di vista (quantomeno in grado di imparare dai propri errori, al contrario dell’interim president). Ovviamente la sua presidenza dura poco e, nonostante le precarie condizioni, Elias riprende presto il suo potere. Una cosa mi chiedo: perché, appena sveglio, chiede cosa sa la moglie riguardo Jarvis?
Non può sapere che mentre era in coma lei sia venuta a conoscenza della colpevolezza di Jarvis. Ma vabbè, gli va bene, e la moglie lo mette al corrente che, con la complicità di Simon e Blake, gli ha somministrato un antidoto salvandogli la vita. Così il piano di Sofia, almeno questa parte, va a putt…un attimo. Ma noi a fine episodio “““scopriamo”””” (le virgolette sono d’obbligo, visto che quella scenetta di qualche episodio fa se l’era bevuta solo Elias) che anche la First Lady è un alieno. Quindi perché sabotare il piano di Sofia?
Considerando che non l’abbiamo mai vista in contatto con lei, dobbiamo assumere che sia per fatti propri (alla Simon). Ma in questo caso sarebbe stata ritenuta una minaccia e quindi eliminata. Se, invece, fosse stata in contatto con Sofia tutto questo tempo, le informazioni ottenute dal leader alieno sarebbero state tutt’altro che indifferenti.
Fatto sta che manda all’aria il piano di Sofia, nonostante a fine puntata sia contenta che la sua leader abbia avuto successo (“Home…”). Magari è solo guidata dall’ammmore per il marito, ma ne dubito. Chissà.

Sean

Parliamo anche del nostro buon Sean, l’uomo più odiato dai fan uomini di The Event: come fa a non concedersi ad una Vicky così proponente? La risposta a ciò, in realtà, è un’altra domanda: come fa a non accorgersene? Ok che la sconfitta nella sfida a più stupido della serie brucia ancora…riacchiappati, però!
Già, scusate, nella sua mente c’è solo Leila (effettivamente essendoci poco spazio..), tant’è che non appena apprende le criptiche rivelazioni di Simon circa l’evento, la prima cosa che fa è andare da lei (sisi, è più importante).
Leila, alla fine, è stata l’unica umana (sui 6 miliardi previsti da Sofia) ad essere stata infettata dal virus. Il suo essere mezza immune la sta facendo sopravvivere ancora per un po’, ma le cose sono complicate dal portare in grembo un essere un quarto alieno (preso da nonno Michael), un quarto malato (preso da mamma Leila) e mezzo scemo (Sean ne sarà fiero).
Certo, non si spiega come una donna malata, in fin di vita, incinta e legata, possa mettere KO una dottoressa. Ma vabbè, se fossimo così fiscali, non saremmo arrivati certo alla season finale di questa serie.
Anche in aeroporto, per dire, durante lo scontro a fuoco contro Sofia, vediamo gente delle pulizie che passa lì dietro e non si cura minimamente degli spari. Eh vabbè.
Ho trovato interessante l’alleanza tra Blake-Simon e Sean-Vicky: ha permesso ai quattro di mettere insieme forze, risorse e conoscenze.
Ma un elemento importante è passato un po’ in sordina in questa stagione (prevedevano, forse, di approfondirlo nella seconda): Sean è destinato a salvare l’umanità (stiamo messi bene…) e Dempsey ha scelto di togliersi la vita pur di farglielo capire. Il suo ruolo, infatti, era quello di trovare colui che avrebbe potuto salvarci e si era esaurito in quel momento. Ora spetta a Sean tener fronte all’importante posizione che gli spetta. Peccato non abbiano esaminato meglio questo filone, perché sarebbe stato quantomeno interessante.

L’intreccio, infatti, con il quale i personaggi interagiscono, raggiungono i loro obiettivi, falliscono ecc è ben realizzato in The Event.
L’azione, sicuramente, non è certo messa da parte e gli ultimi episodi in particolare sono stati davvero avvincenti sotto questo punto di vista.
La trama, a parte vari episodi a metà stagione, è stata tutto sommato coinvolgente.

Il problema sono i personaggi e la sceneggiatura: discorsi ripetuti all’infinito (“io resto, tu vai” / “Vicky perché mi stai aiutando?” ecc), situazioni fotocopia, problemi che si risolvono miracolosamente all’ultimo (Simon col giubbotto antiproiettile, Elias con la registrazione, Sofia con il controllo casuale all’aeroporto etc etc) e Leila (si, anche lei è un problema della serie).
Insomma, ripetere queste cose in ogni santo episodio, oltre a stancare, rende gli sviluppi prevedibili e banali.
La questione Elias-Sofia è stata piacevole per buona parte della serie, riuscendo a sfuocare il limite tra “buoni” e “cattivi”, tra “giusto” e “sbagliato”. Ma i continui ripensamenti da ambo le parti non hanno certo giovato a questo filone, rendendolo anch’esso “piatto”.

Gli autori avevano sin dall’inizio dichiarato che non avrebbero fatto gli stessi errori di Lost (ci avevano già avvisato, dunque, che non sarebbe stato un capolavoro), ma quello che ci avevano nascosto era che avrebbero fatto gli stessi di Flashforward.

Tuttavia, covo anche io la speranza che lo show sia acquistato da un canale via cavo che permetta la trasmissione di una seconda stagione più valida e incisiva.

Voto Episodio: 7+

Voto Stagione: 6 –

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Pubblicato il 29 maggio 2011, in Recensione episodi, Recensione finale di serie, Recensione finale di stagione, Recensioni stagione, The Event con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Bel commento, a cui aggiungo solo qualche nota. Lo stato di confusione e l’approssimazione che hanno caratterizzato la serie sono probabilmente figlie di revisioni in corsa della trama, anche radicali, volte immagino a tentare di alzare i pessimi ascolti. Peccato che alla fine ne sia venuto fuori un casino senza senso. sono quasi certo che “l’evento”, da cui il titolo della serie, fosse in origine tutt’altro rispetto a quanto rivelato da Simon nel season finale.

    Gia’ solo il fatto che la presenza di Sean sull’aereo nel Pilot non sia mai stata spiegata e’ inaccettabile, mostruoso, un affronto. Per non parlare di scene mai spiegate, come ad esempio la cattura di William nel pilot, a cui poi non si e’ piu’ fatto riferimento, sottotrame sfociate in un vicolo ciec. come le bambine invecchiate, e i personaggi spariti nel nulla senza adeguate spiegazioni, come la sorellina di Leila, Samantha.

    Eppure…

    Eppure al fotogramma finale mi e’ spiaciuto che fosse finita. Avrei voluto averne ancora.

    Questo mix malriuscito di 24, Lost e Flash Forward aveva un suo fascino di fondo che superava persino le derive trash, la recitazione disastrosa, e il senso di deja vu. Gli amanti della fantascienza, dei fumetti, e dei telefilm, si sa, sono un po’ dei nerd malati 🙂

    Tante buone cose
    ddevil

    • Concordo con te ddevil.
      Nonostante i numerosi buchi nella sceneggiatura, la bassa recitazione, la poca innovazione, la scarsa qualità generale del prodotto, un po’ di dispiacere per la cancellazione l’ho provato anche io (cosa non successa con Flashforward o Visitors…evidentemente deeevent ha avuto qualcosina in più)

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