Glee – 2×22 New York

Giugno è alle porte, le scuole si avviano verso la chiusura e anche il Glee Club arriva a deliziarci per l’ultima volta con una puntata, New York, che vede i ragazzi alle prese con la città omonima e con le Nationals per cui tanto si sono preparati negli ultimi due anni. Con queste premesse, la puntata non poteva che far pensare ad un ottimo risultato, ma, ovviamente, non è andata proprio così.

Che questa seconda stagione sia stata nettamente inferiore alla precedente è ormai un dato di fatto, ma vista la capacità di produrre anche quest’anno delle buone puntate (Born this Way su tutte) mi aspettavo un finale diverso, o che avesse almeno lo stesso entusiasmo del season finale dell’anno scorso.

No other city ever made me glad, except New York!

La prima parte dell’episodio, eccetto qualche dettaglio, è forse la più riuscita delle due.
Innanzitutto l’apertura che cita Manhattan di Woody Allen (non l’avete mai visto? Cosa sentono le mie orecchie?!?) sarà anche scontata, ma non si poteva fare diversamente: guardare New York e non sentire Gershwin in sottofondo – e in particolare la meravigliosa Rhapsody in Blue – dovrebbe essere considerato un crimine punito dalla legge.

Tuttavia la scusa che viene inventata per far sì che i ragazzi scorrazzino liberi e felici per la città non è altrettanto geniale: New York dovrà ispirarli perché i nostri giovani amici sono arrivati alle Nationals, ma non hanno ancora scritto uno straccio di canzone originale. Ora, va bene che Glee ci ha insegnato che le follie e i no-sense sono necessari in dosi di almeno 4 o 5 a puntata, ma qui se ne potevano inventare benissimo un’altra. Soprattutto perché tra le due canzoni partorite per l’esibizione, Pretending e Light Up The World, preferisco la terza opzione My Cup di Brittany – ma di questo parliamo dopo.

Il momento più riuscito, più commovente e più adatto alla puntata è offerto da Kurt e Rachel, due personaggi che, insieme, si illuminano a vicenda proprio per la loro passione per la musica. E’ tutto perfetto in questa scena: dal momento in cui Kurt sveglia Rachel sapendo che solo loro due possono capire cosa si provi davvero ad essere lì e sgattaiolare via, passando alla sequenza della “colazione da Tiffany” fino al magico momento sul palco di Wicked.

L’interpretazione di For Good lascia senza parole e i versi che i due ragazzi si dedicano a vicenda rappresentano magnificamente il rapporto che è venuto a crearsi tra due persone che, con il loro bisogno costante di un riflettore puntato addosso, apparivano fino a non molto tempo fa come incompatibili – anche se già un’altra dimostrazione d’affetto, la dedica del flashmob Barbra Streisand a Rachel da parte di Kurt, aveva di fatto anticipato questo momento.
Who can say if I’ve been changed for the better… Because I knew you, I have been changed for good.

Gli altri momenti di questa prima parte si alternano tra quelli meglio riusciti e quelli che forse, ma forse, ma forse, si potevano evitare.
Il medley “I Love New York” e “New York New York” (molto della prima, pochissimo della seconda) è abbastanza buono e soprattutto la certezza che non avrebbero cantato Empire State of Mind – visto che l’avevano già fatta – mi ha portata ad accettare in cambio qualunque cosa (scusate, la canzone è bella, ma l’ho sentita così spesso che a volte, di notte, ho paura che Alicia Keys esca dal mio armadio con un pianoforte ed inizi a cantarla).
La cena di Rachel e Finn, compreso l’incontro tiepidino con Patti LuPone, pone in modo diverso la questione tra i due ragazzi, dato che questa volta è lui ad inseguire lei e lei a lasciarlo per qualcosa che ama di più, e anticipa ciò che accadrà nella seconda parte (ma i ragazzi che cantano Bella Notte?! Voto amicizia: 10+, ma mancavano le polpette).

I due momenti che vincono il premio “potevamo rimanere nelle scene tagliate” sono i seguenti: il taglio di capelli di Quinn – la cui recente svolta isterica è stata orribile – perché non ha alcun senso se non quello di mostrare il supporto di Brittany e Santana e ci fa chiedere cosa l’abbiano inserito a fare; la scena di Matthew Morrison che impersona Will che canta una canzone di Matthew Morrison, i cui unici scopi sono quelli di farci sentire la sua creazione (Still Got Tonight), ricordarci che il professor Schuester ha dei sogni e che comunque li butterà alle ortiche per il suo Glee Club (pur ottenendo un epico abbraccio di Puck) e, non ultimo, quello di impallidire davanti alla vera esibizione on stage che è la già citata For Good di Kurt e Rachel. Fosse comparsa April avrebbe avuto più senso, ma così la sensazione è quella dell’aggiunta posticcia.

You gave it all up for one kiss
L’idea del bacio non è stata probabilmente la migliore né la più originale che potessero mostrarci, ma ci sono ben due motivi per cui ritengo che possa avere un senso: uno narrativo e uno psicologico

La storia di Glee ci racconta di un gruppo di sfigati i quali, nonostante abbiano delle voci per cui chiunque di noi darebbe un arto a scelta, si ritrovano costantemente a non riuscire a sfondare come vorrebbero, o socialmente o competitivamente. Il loro non affermarsi poteva inizialmente essere giustificato dall’inesperienza o dall’assenza di coesione nel gruppo, ma ora questa scusa non avrebbe più senso. Tuttavia, nonostante la loro incredibile bravura, era impossibile che vincessero alle Nationals (l’anno scorso avevano perso alle Regionals, quest’anno le hanno vinte e, come si dice, bisogna fare un passo alla volta): come fare quindi per far sì che gente che canta così e così non venisse eletta a “gente più talentuosa del nostro universo e pure di qualche altro”? Il motivo doveva essere esterno, quindi il bacio si inserisce come motivazione ideale.
Certo, potevano capire sin da subito che sarebbero bastate le loro original songs scritte in 5 minuti a fare questo sporco lavoro, ma, come vi ho detto nel blocco precedente, di questo parliamo dopo.

Da un punto di vista psicologico, invece, è sempre bello vedere come l’adolescente medio non ci pensi due volte a seguire il suo aspetto emotivo, senza stare lì a razionalizzare troppo anche se c’è una competizione in ballo: tutto sommato, visto che cantano come adulti professionisti, ricordarci che sono dei liceali alle prese con i loro amori (e con i loro ormoni) non può che essere un’aggiunta realistica.

La presenza di Sunshine Corazon, che in genere appare e scompare giusto per far sentire l’incredibile voce di Charice, ha qui l’ulteriore ruolo di mostrare che “anche chi ha talento in realtà se la fa sotto” e che “anche chi è convinto di spaccare i culi a tutti, alla fine deve ammettere che si ingelosisce davanti a chi è superbravo”: quindi, con buona pace di tutti gli educatori del mondo, Rachel chiede scusa alla cantante dalla voce più adulta dell’universo e la supporta durante la sua esibizione.

Arriviamo finalmente alle canzoni: non voglio dire che siano orrende perché non lo sono e soprattutto Pretending è il classico duetto Finn-Rachel quindi va bene. Ma solo io sono rimasta basita dall’eccesso di entusiasmo della sala su Light Up The World? Loser Like Me era almeno più coinvolgente di questa, senza contare che o fanno delle belle canzoni originali, oppure devono tornare agli antichi fasti, perché le esibizioni su “Don’t Stop Believing” o “Valerie” erano state mille spanne sopra questa. E diamo qualche suggerimento anche ai Vocal Adrenaline, perché, voce di Charice a parte, anche questa As Long As You’re There non reggeva il confronto con la Bohemian Rhapsody dell’anno scorso.

Che dire? Il voto alla puntata, come del resto quello della stagione, non supera il 7. Ci sono state delle buone idee durante l’anno (su tutte i temi di tolleranza, accettazione, bullismo e omofobia) che però sono state sommerse da trame random, caratterizzazioni di personaggi perse in giro (Sue Sylvester, per dirne una), canzoni immolate sull’altare del dio denaro e valzer di coppie (ultimi Sam e Mercedes) che, forse, poteva avere uno spazio minore. Rimane uno show godibile (anche se bisogna attuare troppo spesso la sospensione di incredulità) che spero possa tornare al livello della prima annata nella prossima, terza, stagione.

Voto puntata: 6/7

Voto stagione: 7-

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 29 maggio 2011, in Glee, Recensione episodi, Recensione finale di stagione con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. Purtroppo concordo, fatta eccezione per l’incipit e la sequenza di Kurt e Rachel sognanti a New York, l’episodio è stato piatto e deludente. D’altro canto è stato il finale adatto all’andazzo della stagione: tutti troppo presi dagli ormoni per fare altro. Per carità sono adolescenti, ma Glee ha molto di più da offrire che una girandola di coppie manovrata dai gusti dei FAN.
    L’unica tematica interessante proposta da questa stagione è stata quella dell’omosessualità e dell’accettazione di sé inibite dai bulli. Per il resto è stata molto meno “sopra le righe” della prima stagione se non per il caos di accoppiamenti dovuto al desiderio degli autori di accontentare una certa fetta di fan. Speriamo che per la terza stagione Murphy, Falchuck e Brennan (soprattutto san Brennan) limitino le paraculate narrative e commerciali ad un livello umano e cambino produttore musicale.

  2. Non sono del tutto d’accordo. E’facile esaltare la (stupenda) prima stagione, dove i temi che sono stati trattati erano principalmente legati alla nascita al Mc Kinley del glee club “gruppo di sfigati”, e quindi freschi, nuovi e facili da pianificare in una serie. La seconda a mio parere è sempre più difficile da pensare perchè se non si vuol cadere nel riciclato, nel “fatto e rifatto”, ripetitivo e ridondante di cui tutti ci saremmo lamentati è ovvio che si debba fare un passo avanti cercando di trattare argomenti nuovi(e comunque di grande rilievo) ma decisamente più difficili da inserire, a cui quindi si possono perdonare piccoli strafalcioni che soggettivamente possono non piacere.
    Io non mi intendo di cinema o serie tv (per quanto ne guardi milioni..) ma credo che per essere una seconda stagione gli autori abbiano fatto davvero un ottimo lavoro e se alla prima, straordinaria serie do un 9, a questa un 8 tutto meritato. 🙂
    ps: un grazie a tutti voi per avermi tenuto compagnia con queste belle e divertenti recensioni; era la prima cosa che andavo a leggere dopo la puntata, proprio come questa sera!!

  3. ciao ale, innanzitutto grazie a te per averci letto durante questa mezza stagione! sono contenta che ti sia divertita con le nostre recensioni.
    parlando di glee, chiaramente c’è un livello soggettivo insindacabile che nessuno di noi si sente di attaccare. il punto qui è che è verissimo ciò che dici, la prima aveva dalla sua il fatto di essere una novità fresca e proprio per questo più facile; e son d’accordo sul fatto che “l’opera seconda” sia sempre più difficile della prima. I temi trattati sono assolutamente importanti, non a caso li ho citati come parte più riuscita della stagione. Ma se stiamo a guardare l’evoluzione, io credo che si potesse fare molta più attenzione alle storie (che in alcune puntate erano totalmente assenti) e ai personaggi (soggettività a parte, che sue sylvester sia passata dalle stelle alle stalle è abbastanza evidente…) Pensa alla puntata su britney spears: divertentissima brittany e altrettanto brava, ma non si leggeva da due km “stiamo lavorando al servizio di signora spears”? Al contrario, una puntata come Born This Way ha fatto quello che Glee sa fare: farsi ispirare da una canzone, o da più canzoni se è il caso, è costruirci attorno una puntata parlando di RAGAZZI. E’ proprio perché sono ancora capaci di farlo che mi arrabbio se la maggior parte delle puntate fa altro.
    Ovviamente poi son gusti =) però davvero io più di 7- non ho potuto dare =)
    a presto!!!

  4. cosa ne pensate di questo? http://yourdailygleenews.blogspot.com/2011/06/glee-scripts-written-at-last-minute.html

    devo dire che a me la cosa non disturba molto, ho sempre pensato che glee più che la trama dovesse fornirmi ottime battute e degne canzoni. anche se “la storia di quattro studenti gay” di quest’anno aveva i suoi pregi… ma leggendo i commenti in giro credo abbia contribuito all’incremento dell’omofobia. o della kurthummelfobia.
    anyway mi mancheranno le vostre recensioni 😀 spero di ritrovarvi (nonostante tutto!) anche per la terza 😉

  5. beh, diciamo che quando c’è un filo di trama lo preferisco rispetto alla sensazione di non sapere dove si stia andando a parare…e insomma, l’articolo che hai linkato (grazie!) non fa altro che chiarire quanto già detto e aggiungere una conferma al fatto che le puntate scritte dai tre siano diversissime tra di loro…ognuno ha un suo stile (e non è così sbagliato) però ridursi così all’ultimo, forse, non aiuta a dare allo show un’impronta omogenea.
    non capisco perché la storia di kurt avrebbe incrementato l’omofobia… in quali casi?
    grazie per averci seguito fino ad ora, torneremo sicuramente per la terza stagione! =)

  6. era più una battuta che altro! mi riferivo ai commenti che ho letto nel forum (serialmente) dove ho preso il link di cui sopra. ad esempio:
    “Blaine:una volta gradito,ora non tollerato più!”
    “meno male che non hanno cagato Kurt e che non s’è visto Blaine…”
    “ovviamente alla fine è sempre Kurt, Kurt e ancora Kurt. Io non ne posso più.”
    “PER UNA VOLTA la storyline di Kurt non mi ha infastidito”
    “personaggi che hanno decisamente rotto le scatole da tempo (sì Kurt e Blaine, dico a voi)”
    “Io le parti con Kurt le salto tutte…mi sa che dalla prossima inizio a saltare anche tutto quello che riguarda Dave. ”
    “peccato che a me stiano sulle balle pure i solo di Kurt”
    “salto tutte le parti con Kurt, Blaine o Dave”
    “ora che ci siamo liberati dei fringuelli tocca a Santana fare la parte di Kurt? Che palle”
    “A parte l’inutile pezzo con Kurt e Blaine, Brittany è stata adorabile”
    “salvo solo le parti dedicate a Rachel perché lei e il suo sogno sono la cosa più interessante, peccato che si ricordino chi è la protagonista solo nel finale”

    tu chiamali gusti personali, se vuoi…
    per me c’è una diffusa insofferenza verso la storyline omosex che ha reso intollerabile il passaggio di testimone (da Rachel ad un altro gleek): “Adoravo il talento di Rachel e l’hanno praticamente azzerata”
    ma se Rachel ha avuto un assolo in quasi tutti gli episodi? il filone “Rachel è una stella” era già stato esaurito nella prima stagione, si doveva passare ai sogni e alle vicende di un altro personaggio. ma quale? perché hanno puntato su Kurt? incentrare sui personaggi gay una stagione “più drama che comedy” è stata una mossa azzardata e controproducente a prescindere dai motivi per cui è stato fatto…
    poi la sceneggiatura con i fogli volanti non ha aiutato… ma credo che gli autori lavorassero così (male :D) anche nella prima stagione

  7. secondo me solo qualcuno di quei commenti può essere spinto da questioni di omofobia più o meno latente, ma non tutti. io per dire adoro kurt, ma non sopporto blaine =) quindi una frase come “una volta gradito ora non tollerato più” avrei potuto scriverla anch’io! ma proprio perché mi fa venire i nervi quando canta tutto così pettinatino con i warblers, mentre ad esempio quando ha parlato col padre di kurt l’ho apprezzato molto.
    Poi, molti vorrebbero che glee fosse incentrato praticamente solo su rachel (e, a onor del vero, molti altri vorrebbero l’esatto opposto); io invece ho apprezzato il fatto che in questa stagione ci siano state delle puntate in cui praticamente non ha cantato =) perché è giusto dare spazio a tutti. hanno puntato su kurt perché l’intera stagione doveva essere focalizzata su temi di accettazione e tolleranza e sarebbe stati difficile farlo con chiunque altro se non con kurt, la cui omosessualità era già stata introdotta nella prima stagione.
    sì, probabilmente le sceneggiature in stile fast food =) c’erano anche l’anno scorso, avranno avuto solo la fortuna del principiante! speriamo cambino metodo con la terza….

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