Lost un anno dopo: cosa ha significato per noi

E’ passato un anno da quando si è conclusa una delle storie più incredibili mai raccontate. Una serie che secondo i vertici della ABC non sarebbe arrivata alla fine della prima stagione e che invece, grazie a due showrunner cresciuti con pane e Star Wars e ad un cast mai così perfetto, è diventata un successo di dimensioni mondiali, osannata da pubblico e critica. Sei stagioni, 121 episodi, un Golden Globe, otto Emmy Awards e un posto speciale non solo nell’Olimpo della televisione, ma di ogni forma di narrazione. Tutto questo è LOST.

AVVERTENZA: Seguono spoiler su tutta la serie

Partiamo proprio dal nome della serie, Lost, che ha molti significati. “Lost”, participio del verbo inglese “to lose”, vale a dire perdere quindi perso/a-i/e, non ha dei soggetti precisi in particolare. Si riferisce, come ovvio che sia, ai sopravvissuti del volo Oceanic 815 che sono dispersi su un’isola deserta senza punti di riferimento, ma non solo. Il riferimento, infatti, è anche allo spettatore che, a fianco ai personaggi che ama, si addentra all’interno degli oscuri misteri dell’isola cercando di capire, di comprendere, di interpretare e raggiungere così la luce.
Non è un “perdersi” inteso solo come uno smarrimento mentale, ma anche, e soprattutto, come “immersione”. Per capire Lost, per comprenderlo appieno non basta semplicemente guardarlo, bisogna immergersi senza riserve, pregiudizi o timori perché Lost non è una semplice serie piena di misteri (come alcuni erroneamente pensano): ciò che è terminato un anno fa è stato un percorso, un’esperienza collettiva, un evento cult della nostra generazione – molto più di una semplice serie.

L’idea è che “l’esperienza Lost” sia stata come aprire un enorme libro, ma poterne leggere solo una parte, grazie alla quale è stato possibile guardare, osservare e scandagliare fino al minimo dettaglio tutto quello che è successo, da Mother e Jacob fino a Hurley, Ben e Walt, passando per gli Others e la Dharma Initiative e, ovviamente, attraversando le storie dei nostri Losties dall’inizio alla fine: perché se era destino che loro finissero proprio sull’Isola, ecco che anche il loro passato e il loro futuro entrano di diritto in questa grande storia.
In questo modo tutto ha un senso: non esistono dettagli “buttati lì e abbandonati” solo perché non sono stati “utili” al finale, perché tutto è stato utile ad arrivare fino alla fine; perché nella vita tutte le cose, anche quelle più insignificanti, contribuiscono a fare di noi quello che siamo e del posto in cui abitiamo quello che effettivamente è.
Come è intuibile, l’impatto che la serie ha avuto sulle nostre vite è stato significativo, andando al di là del capolavoro cinematografico e sconfinando nel nostro universo personale: la forza di questo show è stata proprio quella di creare un legame più unico che raro con chi stava al di qua dello schermo.
Lost, infatti, è cosi: o ti prende e ti sconvolge, o non fa per te. L’attenzione richiesta per i più piccoli particolari non è certo ordinaria, e i fan più accaniti di Lost sono sicuramente noti per la loro conoscenza accuratissima di fatti – anche minimi – successi in qualunque stagione. Questo grazie a molteplici visioni di ogni puntata e decine e decine di pagine di forum consumate settimanalmente per ogni episodio.

Lost infatti non si fermava alla sola visione, ma comprendeva ore e ore trascorse su siti internet e forum, a discutere degli episodi, a formulare teorie, a notare indizi che in verità non c’erano, a leggere libri citati nelle puntate per andare ancora più a fondo nella mitologia della serie. Un rapporto, quello con Lost, che per molti può apparire ossessivo (e probabilmente lo è) ma che, con milioni di fan disseminati in migliaia di forum in tutto il mondo, ha creato una vera e propria “Comunità”: incontrare in giro sconosciuti fan di Lost aveva (ha) lo stesso sapore di incontrare connazionali all’estero. Un po’ come i personaggi, i fan si sentono quasi connessi tra loro. E’ proprio grazie a questa serie che noi cinque ci siamo conosciuti (nel forum solo-lost.net) e che oggi ci troviamo a  scrivere recensioni di serie televisive.

Ma tornando all’opera in sé, Lost rappresenta una pietra miliare della televisione: dopo che Twin Peaks, 20 anni fa, portava per la prima volta un valore artistico/cinematografico al piccolo schermo, Lost nel 2004 è arrivato per sancire definitivamente che l’arte non si trova solo nel grande schermo. La qualità cinematografica (delle prime stagioni almeno), lo spessore e la caratura straordinaria dei personaggi, il fascino dei misteri, ma soprattutto il grandioso intreccio sul quale le varie “pedine” si muovevano, sono riusciti a tenere incollati gli spettatori nonostante la “serialità” degli episodi (parliamo di una storia con un arco narrativo non limitato al singolo episodio, ma che si protrae dal pilot fino al series finale) arrivando a conseguire, dopo sei anni, ascolti ancora validi (seppur dimezzati tra “Man of Science, Man of Faith” e “The End”), al contrario dei telefilm “serializzati” di oggi, che perdono milioni di spettatori episodio dopo episodio per poi essere miseramente cancellati.

Ma con qualcosa di così ampio e complesso, che mischia tantissimi elementi narrativi, non è strano che il finale abbia polarizzato il pubblico: chi l’ha adorato per aver concluso magistralmente una delle storie più grandiose mai raccontate in tv, chi esigeva risposte ai misteri date da Faraday con carta e penna (l’interpretazione sembra essere un dono raro, oggigiorno) e chi pensa che siano morti nel pilot (probabilmente hanno visto un’altra serie).
Noi ci ritroviamo tra i primi, e riteniamo che il finale spirituale abbia anche una valenza metatestuale: la scena nella chiesa è il giusto tributo e addio ai personaggi (cardine delle serie). Quella scena, più che essere il vero finale, è un modo per salutare quei volti che in questi sei anni abbiamo imparato a seguire e ad amare. Il finale vero e proprio (che non si sa perché passa in secondo piano nella mente di molti critici) è la morte di Jack, con l’occhio che si chiude lì dove tutto è iniziato. Esiste una fine migliore?

Inoltre, non esiste un “finale spirituale che ha rovinato l’aspetto scientifico”: perché tutto ciò che è stato raccontato è successo all’interno della storia. Il lato scientifico c’è ed esiste, perché è ciò che caratterizza l’isola; ma esiste anche l’aspetto spirituale, quello che ha portato un gruppo di persone a legarsi l’una all’altra per tutta la vita e non solo: perché siamo tutti variabili impazzite, ma solo con le nostre costanti possiamo andare oltre.
Possiamo vedere Lost come un tutto, un’entità completa che possiamo osservare dall’angolazione preferita, rivedendo gli episodi facendo caso oggi all’aspetto scientifico, domani a quello filosofico, dopodomani a quello spirituale e così via.

Sfatiamo anche il mito che le risposte non ci siano state. E’ vero che non tutte le domande hanno avuto risposta, ma quelle che si possono definire le più importanti e fondamentali della serie sì. Alcune altre sono rimaste nel dubbio oppure, più semplicemente, non sono state spiattellate dagli autori, che hanno preferito seminare nella trama numerosi indizi, lasciando agli spettatori il compito di ricollegare i puntini. Alcuni misteri non sono stati risolti, ma si tratta sempre di questioni minori che francamente sono poco importanti ai fini della trama principale della serie. Ovviamente ci sono anche delle incongruenze e degli errori commessi dagli autori – questo è innegabile – ma non bisogna dimenticare i loro meriti: aver creato una serie che, pur essendo complicata ed intrecciata su più dimensioni (non solo temporali), riesce ad essere coerente, solida e controllabile per tutta la sua interezza. La bravura degli sceneggiatori di Lost è stata riuscire a fare una trama di questo grado di complessità senza perdersi (salvo qualche inevitabile difetto)..

L’anno scorso, all’Università Cattolica di Milano, è stato allestito un maxischermo che ha mandato in onda “The End” in contemporanea con gli Usa, davanti a docenti di cinema e ad appassionati.
Questo perché, apprezzato o non apprezzato, Lost rimane un’opera imprescindibile non solo per un seriofilo, ma per chiunque ami il cinema e l’arte in generale.
E poi c’è l’aspetto personale: l’ineffabile, quello che conta più di tutti; quello che ancora oggi ci fa riprovare quelle stesse emozioni provate un anno fa; quello che solo chi l’ha vissuto, come noi, può capire.

Antonio (Joy Black)
Federica (Xfaith84)
Ivan (Ivan815)
Michele (Michele Hume)
Stefano (Dezzie)

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Pubblicato il 23 maggio 2011, in Lost, Recensione finale di serie, Recensioni generali con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 22 commenti.

  1. BRAVISSIMI

  2. Ricordo ancora che la parola più ricorrente, nei giorni successivi al finale, è stata EMOZIONI.

  3. Ho seguito Lost dall’inizio, mi sono “fidata” degli autori e li ho seguiti fino alla fine (anche se quando Locke se n’è uscito con “spostiamo l’isola” la tentazione di spegnere è stata forte). Il finale mi ha deluso tantissimo, non perché volevo che mi spiegassero per filo e per segno tutto, ma perché la scelta del “purgatorio” mi è sembrata una scappatoia per mettere fine alla serie. La cosa che più non mi torna è il figlio di Jack e Juliet: può nascere qualcuno che non è mai esistito in purgatorio? Un anno fa mi ci svegliai pure all’alba..

    • Ma la storia del “purgatorio” (inteso come luogo di passaggio e non nell’accezione cristiana) non puoi essere definita una scappatoia in quanto non intacca la storia di lost che finisce con Jack che muore sull’isola.
      Si continua a dare troppa importanza al Flash sideway finale, o meglio la si considera come se fosse qualcosa di decisivo ai fini della storia ma non lo è. E’ importante per dare un saluto ai personaggi e dare loro una “seconda chance”.

      • Bombe atomiche in purgatorio

        Quote1
        <>

        Aha a non c’e’ accezione cristiana nel purgatorio di LOST come provano le vetrate kitchissime della chiesa con il tao al mezzaluna e altri simboli religiosi messi li tutti assieme per non offendere nessuno degli spettatori di LOST
        E comunque sia, perche nella sua accezione cristiana non puo essere definita come scappatoia?Lo sarebbe anche nella sua accezione taoista o indu o islamica di scientology se ne avesse uno.
        Dire “Sono tutti morti quindi tutto il resto che ti ho fatto vedere negli altri episodi diciamo dopo la prima serie sono delle palle”non ti sembra una scappatoia?

        Quote2
        <>

        Gia’ si da troppa importanza al Finale di un intera serie durata sei stagioni, chissà perchè la gente lo fa?
        Forse perchè si aspetta delle risposte?Mai date(perchè inesistenti )alle trame sella serie?Forse perchè vuole vedere una fine a ciò che a visto spendendo anni della sua vita ad aspettarla (che non c’e’ o meglio e’ questa”Ragazzi era tutta una cazzata e son tutti morti! bella eh?) ?

        Quote3
        <>
        Anche per me e’ importante dare un saluto ai personaggi avrei voluto fare la stessa cosa con i chips mi mancano molto, e anche a Willy il principe di Bel-Air ma non mi e’ mai stata data questa possibilità;Grazie J.J. e Lindelof.
        Ma che azz stai dicendo???
        Io non voglio salutare Dexter o Chuck o Kara thrace aka Scorpion voglio vedere come finisce..Ma e’ così blasfemo volere una fine.Sia anche un finale ambiguo ma almeno coerenza almeno coerenza..Coerenza?T dice qualcosa?

        • Cara bombaatomica ti rispondo punto per punto.

          1) “Dire “Sono tutti morti quindi tutto il resto che ti ho fatto vedere negli altri episodi diciamo dopo la prima serie sono delle palle”non ti sembra una scappatoia?”
          Infatti non è così. I Flash Sideway sono ambientati “dopo” che la storia sull’isola si è conclusa. Tutto quello che abbiamo visto è successo. Nessuno è morto prima del pilot. Abbiamo visto i protagonisti riunirsi dopo la loro morte, avvenuta ogni una in diverse circostanze (chi sparata come Libby, chi come Jack sull’isola, chi come Kate molto dopo che ha lasciato l’isola). Niente di ciò che accade nei Flash Sideway condiziona la trama della serie. Dov’è la scappatoia?
          Se si vuol criticare una cosa per me è forse il troppo tempo dedicato a questo filone alternativo durante tutta la sesta stagione.

          Per la questione religiosa è stato volere degli autori non schierarsi con una religione invece che un’altra, non vedo cosa ci sia di male in questo.

          2)Riubadisco non sono morti tutti prima del pilot. Vedere il punto su. Mi spiace ma non hai capito il finale.

          3)Finisce con Jack che salva l’isola e muore dove tutto è iniziato. Hai il tuo finale.

    • Bombe atomiche in purgatorio

      Totalmente daccordo con te.
      Mi spiace dirlo perchè sono stato un fan davvero accanito della serie(fin dalla sua prima uscita in USA) ma guardando il finale non si puo dire altro che “l’ esperienza LOST” altro non e’ che un immensa presa in giro, esattamente una scappatoia per portare avanti una serie di trame che non avevano nessun senso se non quello di creare altra suspance e tenere incollati allo schermo miglioni di persone.
      Una sorta di truffa naturalmente come ogni truffa ben riuscita raccondata DIVINAMENTE.
      Non mi dilungo a cercare nella trama le incongruenze sfido chiunque a trovare al contrario delle cose che stanno in piedi ed abbiano non dico senso ma almeno un briciolo di coerenza.

      Cito uno dei suoi creatori a sostegno di questo post “Sappiamo esattamente come finirà questa serie solo non sappiamo come ci arriveremo”

      Non sappiamo come ci arriveremo…
      Risposta: allungando il piu possibile la serie con trame e sottotrame misteriose e cariche di suspance
      (ad ES: Variabili di Faraday,muovere l isola(Muovere l isola dove?non mi pare sia andata da nessuna parte poi..no?), la DARMA initiative,i bambini coi poteri paranormali . le visioni di Mr.Eco, gli Egizi sull isola?..i numeri portafortuna? I viaggi nel Tempo?il portale che conduce in tunisia? la bomba atomica? ma perche’ c’e’ sempre una bomba atomica per risolvere le cose^^?)
      che sembrano portare qualcosa di più profondo che alla fine non c’e’
      (qualcuno mi sa dire cosa centrano col fatto queste trame che alla fine sono in purgatorio ?)..tanto alla fine sono tutti morti e stanno in purgatorio.Ok, comunque non e’ male come idea ma perchè farne sei stagioni prendendoci tutti per il xxxx???
      Esperienza LOST… se come no.. Ma andiamo dai la bomba atomica in purgatorio..ma perpiacere

      • Da uno che ha guardato lost dall’inizio alla fine, ti posso dire che il senso la trama ce l’ha. Di cose assurde ce ne sono è vero, ma questo non vuol dire che siano senza senzo: gli autori hanno dato delle regole all’universo narrativo a loro creato all’interno delle quali anche una cosa molto fantascientifica come “spostare un’isola” riesce ad essere possibile e coerente (contando anche lo “spostare isola” prende ispirazione da teorie scientifiche realmente formulate ovviamente modificate un po’ rendendole fanta-scientifiche appunto). Ovviamente di errori e di discrepanze ce ne sono, ma su una trama così complessa e articolata, almeno per me, sono in una dose accettabile. Puoi fare una qualsiasi domanda sulla trama ad un fan di lost che ha frequentato e discusso sui forum e vedrai che molte delle “risposte” che cerchi saprà dartele, perchè semplicemente molte risposte ci sono nella serie, ma non sono spiattellate.

        Che il brodo sia stato un po’ allungato, specie all’inizio della serie quando ancora doveva essere decisa la fine della serie, non c’è dubbio, ma qui si deve entrare anche nell’ottica delle esigenze commerciali del mercato televisivo americano sempre più incentrato su trame di breve periodo e che di lungo. Ovviamente anche gli autori hanno le loro colpe in questo, ma ciò non toglie che quella che hanno messo su sia una storia di prima grandezza “non solo nell’Olimpo della televisione, ma di ogni forma di narrazione”. [cit.] Come ho detto ha aiutato parecchio aver deciso una data di conclusione della serie.

        Per le cose che hai messo fra parentesi provo ad aiutarti brevemente

        “Variabili di Faraday”, allora visto che non so esattamente cosa vuoi sapere me ne vado per un interpretazione poi magari mi spieghi nello specifico cosa non torna di questo argomento. Attraverso Faraday gli autori all’inizio della quinta stagione ci spiegano le regole del viaggio nel tempo (5×01): “Whatever Happened, Happened” in parole povere niente può essere cambiato perchè semplicemente tutto è già successo (ex Locke nel ’54 uccide uno degli altri (5×03), non esiste “un 1954” dove locke non uccide il tipo niente è cambiato perchè Locke l’aveva “già” ucciso). Nel corso della serie Faraday però disperato per la morte di Charlotte cerca comunque di cambiare le cose (con la bomba atomica, 5×14) raccontando agli altri che il loro libero arbitrio costituisce una variabile che può cambiare il destino. Faraday però si sbaglia, infatti non cambia niente, la bomba atomica riporta però i Losties nella linea temporale originale (6×01). Le due versioni di faraday però non sono comunque così contraddittorie in quanto le variabili (il libero arbitrio delle persone) è stato espresso liberamente dai Losties solo che quella scelta era già stata fatta da loro e ha portato al risultato di far accadere proprio quello che volevano evitare (lo schianto dell’815).

        Muovere l isola dove?non mi pare sia andata da nessuna parte poi..no? – L’isola si è spostata infatti Widmore non è stato più in grado di trovarla alle coordinate dove aveva mandato la kahana. Solo dopo che ha ricevuto la visita di Jacob Widmore è riuscito a tornare sull’isola (cosa detta da Widmore nella 6×16)

        la DARMA initiative – Sulla dHarma hanno spiegato molte cose sia durante la serie, sia durante i vari virale su internet (da Lost experience o i finti-documentari dedicati alla Dharma , per non parla del corto “The new man in charge” presente nel dvd). Ti consiglio di recuperare tutto, lo trovi agevolmente in rete.

        i bambini coi poteri paranormali – Sono bambini con dei poteri. Non ci sono spiegazioni scientifiche precise, fanno parte della serie. Semplicemente sono così. Sono una di quelle cose che si devono accettare come tali (non ti chiedi come sia possibile che Hiro Nakamura di Heroes viaggi nel tempo, sai solo che lo sa fare)

        Le visioni di Mr.Eco – Le visione non le ha avuto solo Mr. EKo, ma tanti altri personaggi. Probabilmente era l’isola o Jacob o Mib a mandarle.

        Gli Egizi sull isola? – Cosa vuoi sapere? Nel corso del tempo tante persone di popoli diversi sono approdati sull’isola. Uno di questi gruppi probabilmente era egiziano ed ha costruito la statua e il tempio. Non c’è altro da sapere.

        i numeri portafortuna? – In realtà portavano sfortuna, sono legate alla faccenda dei candidati. Sul resto è stato mantenuto il mistero.

        I viaggi nel Tempo? – Devi essere più specifico. Comunque per maggiori info in proposito ti rinvio a questi articolo molto dettagliato http://www.solo-lost.net/2009/02/07/il-diario-di-daniel-faraday-e-i-viaggi-nello-spazio-tempo/

        il portale che conduce in tunisia? – Chi sposta l’isola viene teletrasportato (o meglio sbalzato), probabilmente tramite warmhall in un punto preciso del deserto della tunisia in un tempo variabile. E’ una conseguenza dello spostamento.

        la bomba atomica? ma perche’ c’e’ sempre una bomba atomica per risolvere le cose^^? Ti consiglio questo articolo scritto dopo la visione della 5×14 http://www.solo-lost.net/2009/05/06/la-botola-e-la-bomba-episodio-5×14/

        Spero di essere stato chiaro nel risponderti. In ogni caso ti rinvio anche per altri misteri a questo link dove ci sono molti articoli interessanti scritti da un mio amico durante la visione in contemporanea della serie. http://www.solo-lost.net/teorie/

  4. Beh inanzitutto non è un “purgatorio”, ma una dimensione a-temporale pre-aldilà, creata da loro.

    E’ per questo che c’è il figlio mai esistito di Jack e Juliet: non sono in purgatorio, ma in un luogo creato da loro.
    Quel figlio puoi considerarlo un “what-if” di un’ipotetica relazione tra Jack e Juliet in un ipotetico mondo dove l’isola non è esistita (anzi è esistita, ma affondata nell’oceano in una data ignota). Si tratta dunque di una “proiezione”, cosi come l’intera dimensione dove si trovano lo è. Una loro creazione.

    Le uniche cose reali sono loro, le loro esperienze e le loro memorie.

    Per quanto riguarda il “mi è sembrata una scappatoia per mettere fine alla serie”, non capisco perchè – come è anche scritto nell’articolo – si tende a considerare quello il vero finale di Lost.
    Quello è stata una cosa “in più”. Un omaggio ai personaggi. Un momento di riflessione filosofica e spirituale circa l’aldilà. Il VERO finale è quello di Jack che muore sull’isola.

    Ciao 😉

    • Bombe atomiche in purgatorio

      Una dimensione A- temporale e pre-aldilà?
      aem.. Cosa?

      Che il finale sia una cosa in piu’ questa e’ una cosa pensi tu e molte altre persone di questo forum ma non lo rende vero:per quanto assurdo ed incoerente e’ IL finale. punto.E’ questa la cosa agghiacciante.
      Non e’ un episodio speciale o chissa cosa per il semplice fatto che e’ la conclusione della serie.Vedi la citazione di J.J.Abrams qui sopra(“Sappiamo esattamente come finirà questa serie solo non sappiamo come ci arriveremo”)Non volevano arrivare alla morte di jack sull isola..avrebbe ancora meno senso del purgatorio con le sue vetrate kitch pro tolleranza religiosa.
      Jack muore sull isola..che finale e’? cosa finisce?il purgatorio svela che sono tutti morti ed ed il resto era una cazzabubbola.
      Dopo di ciò si puo parlare di “esperienza lost” di “legame dei personaggi” di emozioni “what if” proiezioni..anche dette giustappunto CAZZABUBBOLE.

      • Puoi chiamarlo purgatorio se vuoi, ma non rappresenta quello che dici tu. Non è “il purgatorio svela che sono tutti morti e il resto non era nulla”. Quella scena rappresenta un ricordo dell’esperienza vissuta insieme. Un momento – infinitamente – postumo all’esperienza nel quale i protagonisti si ritrovano, per ricordare. Ma l’esperienza in sè, la storia narrata, finisce con kate, sawyer, claire ecc che lasciano l’isola in aereo, con hugo e ben nuovi protettori dell’isola, e jack che si sacrifica e muore. Stop. Storia finita.

        Poi in un futuro imprecisato, in una dimensione senza tempo, quando – un giorno – tutti saranno morti, si sono incontrati per ricordare il viaggio percorso insieme. Non capisco cosa ci sia di assurdo e incoerente.
        Vabbè poi da quello che scrivi pare che tu credi che sono sempre stati tutti morti, il che significa che non hai capito una cazzabubbola 🙂

        ciao 😉

  5. Sono d’accordo coi miei due “colleghi”. Soprattutto sul discorso che riguarda le “seconde possibilità”: Lost si è da sempre concentrato su questo aspetto, a partire dal fatto che loro sull’isola si sono potuti redimere da tutto quello che avevano fatto prima. Quello che si vede nei flashsideways non può essere considerato un purgatorio, in quanto non lo è: lo spiega mirabilmente Christian a suo figlio nell’illuminante dialogo finale. E’ un posto creato da loro per cercare di vivere una vita “normale” senza l’influsso dell’isola. Solo quando vengono in contatto tra di loro capiscono realmente dove sono. Il finale vero e proprio è quello in cui Jack muore, chiudendo poeticamente l’occhio, proprio lì dove tutto è iniziato, compiendo il suo destino.
    Ma posso capire che ad alcuni non sia piaciuto, come te, e ti ringraziamo per aver scritto la tua idea.
    Ciao. 🙂

  6. Approvo in pieno. Ogni volta che vedo e rivedo lost sento tutta quella connessione con i personaggi, come se in ogni puntata non fossero loro sull’isola ma fossi IO stesso. E soprattutto con john locke, a mio parere il personaggio piu riuscito. Soffrivo per la storia del padre, per la sua forza ma anche la sua incredibile debolezza… Quel momento quando Flocke dice: Sai quali furono le sue ultime parole prima che lo strangolassi? “I don’t understand”. Io li stavo davvero per piangere

  7. verissimo ragazzi! Nulla di più vero della definizione “esperienza lost”!ho apprezzato molto questo articolo,grazie!

  8. eccellente grazie

  9. Bellissimo questo blog, e per Lost devo dire che il finale inizialmente mi aveva deluso ma poi dopo averci riflettuto un po’ mi sono accorto che un finale così particolare poteva averlo solo una serie così speciale

    aironi rugby team supporters
    http://www.aironirugby.wordpress.com

  10. Tornare con la mente a un anno fa racchiude una sensazione di vuoto incolmabile e insieme la grande soddisfazione di aver vissuto una serie televisiva così intensamente da scoprire concretamente una “comunità” di persone che hanno amato in maniera viscerale questo telefilm… tanto da aver deciso di essere insieme durante il finale… grazie michele 😉

  11. “quello che solo chi l’ha vissuto, come noi, può capire.”

    “Lost, infatti, è cosi: o ti prende e ti sconvolge, o non fa per te.”

    “ciò che è terminato un anno fa è stato un percorso, un’esperienza collettiva, un evento cult della nostra generazione – molto più di una semplice serie.”

    QUOTO QUOTO QUOTO! Complimenti per l’articolo…è veramente stupendo!

  12. Bombe atomiche in purgatorio

    Volevo fare una precisazione sulle repliche postate poco fa:
    La mia intenzione e’ scambiare opinioni con altri LOST-dipendenti(ex nel mio caso) sul finale della serie in primis perché questo mi pare un ottimo sito e poi perche’ quello che ho scritto rappresenta le mie opinioni in merito NON e’ mia intenzione essere offensivo verso nessuno e mi scuso in anticipo se qualcuno le ha ritenute tali.

    Aspetto risposte!
    Ciao a tutti
    Bombe atomiche in purgatorio

  13. Bombe atomiche in purgatorio

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