Game of Thrones 1×05 The Wolf and the Lion

Siamo arrivati ormai al giro di boa di questa prima stagione e, come giusto che sia, è giunto il momento di rimischiare un po’ le carte. In questi primi quattro episodi abbiamo assistito ad una perfetta fase di costruzione tanto dei vari personaggi principali quanto della fitta rete di intrighi che si nascondono dietro le logiche di potere dei sette regni. La sensazione che gli eventi a poco a poco stessero per precipitare era, ed è tuttora, sempre imperante, ma è innegabile che in questo episodio si sia avuta una netta accelerazione.

“The Wolf and the Lion” porta con sé un bel po’ di sconvolgimenti e rivelazioni. Lasciate da parte le vicende di Jon Snow alla barriera e dei Targaryen al di là del mare stretto, il centro della puntata si svolge quasi totalmente sulle vicende della capitale.

King’s Landing

Negli scorsi due episodi avevamo avuto un assaggio di quante siano articolate e numerose le corruzioni e macchinazioni intorno al Trono di Spade. In realtà la matassa è ancora più complessa. Interessi contrastanti, vizi indicibili e presunti tradimenti diventano parte di una catena di ricatti reciproci rappresentata perfettamente dal dialogo fra Petyr Bealish, noto anche come Ditocorto, e Varys l’eunuco, detto il Ragno.

Varys l’eunuco ricopre nel concilio il ruolo di capo dello spionaggio (Master of Whisperers). In questo episodio scopriamo che il suo soprannome è parecchio azzeccato visto il numero di ragnatele che tesse. Lo vediamo, almeno apparentemente, cospirare contro re Robert a favore dei Targaryer pianificando clandestinamente con il magistrato di Pentos, Illyrio (già visto nella 1×01 “The Winter is coming”), il ritorno al trono del “platinati”. Il suo obiettivo, sfruttando la situazione che si sta venendo a creare, è quello di mettere gli Stark (il Lupo) e i Lannister (il Leone) gli uni contro gli altri, rendendo così il fronte interno ancora più fragile e vulnerabile ad un’eventuale invasione dei Dothraki. La conversazione con il “dignitario straniero”, però, viene ascoltata sia da Arya, che da dentro un teschio di drago non riconosce Varys, che, in maniera a noi ignota, anche dallo stesso Littlefinger.

Petyr Bealish, il Maestro del Conio, infatti, dimostra di non avere niente da invidiare al suo “amico” in quanto a doti spionistiche e di raccolta di informazioni. Di tutti personaggi Ditocorto è sicuramente il più enigmatico finora: per il momento sembra stare dalla parte degli Stark e della corona, ma quali sono davvero i suoi scopi?
In questo episodio Bealish non rimane inattivo: indirizza Eddard verso un altro “bastard” del Re (questa volta una femmina ancora in fasce). Sembra che il defunto Jon Arryn, l’ex Hand of the King, li stesse rintracciando tutti per qualche ragione a Stark ancora ignota. Probabile che Jon Arryn sia arrivato alla conclusione che i figli del Re avuti da Cersei Lannister, non sono in realtà figli del monarca ma di Jaime. La chiave potrebbe essere nel colore dei capelli: i Lannister sono tutti biondi (come del resto anche i figli legittimi del re), mentre i “bastardi” finora mostrateci, invece, hanno entrambi i capelli scuri.

In mezzo a tutti questi complotti la situazione Eddard Stark non è tra le più gioiose: Le sue “dimissioni” da Hand of the King non sarebbero poi una cosa così negativa se non fosse per tutta la vicenda dei Lannister. Ferito duramente nel duello con Jaime, ora Ned dovrà spiegare al Re, affiancato dall’infame Regina, perchè la sua adorata moglie Catelyn ha deciso improvvisamente di sequestrare Tyrion “the Imp” (cosa che molto probabilmente si sta chiedendo anche Ned), sperando che il Re si dimostri più disponibile di quanto lo fosse al concilio ristretto l’ultima volta che si sono visti.

Già il Re… Robert Baratheon, forse il personaggio meglio caratterizzato in tutto l’episodio. “The King is a fool” così lo aveva definito Varys nel dialogo con Eddard. L’affresco dipinto in questa puntata ci consegna una descrizione del “Cervo Incoronato” molto diversa da quella del Ragno: circondato da traditori, cospiratori, infidi familiari, egli è solo, prigioniero dello stesso potere che esercita. “I’ve got Seven Kingdoms to rule! One King, Seven Kingdoms”. Essere il monarca di un paese disunito in diverse anime ognuna intenta a conseguire uno scopo diverso è un mestiere infame, spietato, duro che richiede a volte decisioni che vanno oltre la morale e l’onore (“Do you think honor keeps them in line? Do you think it’s honor that’s keeping the peace? It’s fear… fear and blood”). Il Re non può permettersi il lusso di prendere sempre le decisioni più moralmente giuste, come vorrebbe Eddard. Egli è un uomo del nord, è lontano dalle logiche perverse del potere e non sa che vuol dire sedere su quello scomodo trono. Molto del Re, però, lo apprendiamo nel dialogo con la Regina (per me la scena più bella di tutto l’episodio). Capiamo la logica dietro la decisione di uccidere Daenerys che va oltre la sola vendetta ma deriva anche da un timore strategico ben fondato – tutt’altro che sciocco -. Soprattutto, però, capiamo come il rapporto con il Re e la Regina, le due più alte cariche del regno, sia caratterizzato da solitudine e infelicità da entrambi i lati. Un matrimonio combinato solo per “tenere uniti” il più a lungo possibile i sette regni, conquistando così il consenso del patriarca della famiglia Lannister, la più ricca e probabilmente potente del regno. Ma per il Re l’unica cosa che contava davvero, Lyanna Stark –  l’unica donna che abbia mai amato – è persa per sempre (“Someone took her away from me, and Seven Kingdoms couldn’t fill the hole she left behind”). Un ricordo sì sbiadito, ma impossibile da dimenticare del tutto.

Oltre agli eventi della capitale, in questa puntata, ci vengono mostrate anche le vicende riguardante Tyrion e di Catelyn Stark: dopo essere scampati ad un’imboscata, i due, con pochi uomini rimasti, arrivano nella stupenda Eyre, città legata alla casa Arryn. Gli unici rimasti di questa casata sono la moglie del defunto Jon Arryn, e sorella di Catelyn, Lysa e suo figlio Robin: due soggetti che non sono messi proprio benino a livello di sanità mentale. Tyrion (il mio preferito) a loro cospetto passa proprio un brutto quarto d’ora (“Mommy… I want to see the bad man fly”): accusato da Lysa di aver ucciso anche Jon Arryn ( “Oh, did I kill him too? I’ve been a very busy man”) viene rinchiuso nelle spettacolari prigioni di Eyre.
Di Lysa e Robin sicuramente ce ne ricorderemo a lungo: vedere una pazza che allatta il figlio di 6-8 anni non sono cose che si cancellano facilmente dalla memoria.

In questo quinto episodio trovano spazio anche altri personaggi minori (per adesso almeno) che per non dilungarmi oltre tratterò in maniera più sintetica:

  • Renly Baratheon, il fratello minore del re Robert (e Master of Law nel concilio), ha una relazione con il cavaliere dei fiori Loras Tyrell. Il cavaliere, che fa parte di una casata, Tyrell appunto, molto ricca e potente (“Not as much as the Lannisters”), cerca di spingere Renly ad avere ambizioni di potere sulla corona del fratello puntando appunto sull’appoggio della sua famiglia.
  • Theon Greyjoy continua ad essere sbeffeggiato per la sua sudditanza agli Stark: questa volta a farlo è la prostituta Rose (più volte nominata nella 1×04 “Cripples, Bastards, and Broken Things).
  • Quanto è stato avvincente lo scontro fra il Mastino e la Montagna? Voglio sapere di più su di loro.

Game of Thrones migliora episodio dopo episodio. “The Wolf and the Lion” affianca una solida costruzione dei personaggi, ormai abituale, un po’ di azione, tanto desiderata da molti. Ogni scena è splendida sia tecnicamente, sia dal punto di vista della scrittura e della recitazione. La serie più attesa di questo 2011 non sta deludendo le alte aspettative.

Voto 9,5

Note

  • Dobbiamo dire addio al povero Jory Cassel. Era un personaggio minore, ma ci mancherà lo stesso. Almeno prima di morire si è potuto rifare gli occhi nel bordello di Bealish
  • La sigla cambia ancora in questa 1×05 con l’aggiunta dello scenario, a dir poco mozzafiato, di Eyre.
  • Gli ascolti della serie continuano a crescere. “The Wolf and the Lion” è stato visto da 2.6 milioni di spettatori. Sommando le repliche successive trasmesse la stessa domenica si arriva ad un totale di 3.3 milioni. Hbo ha dichiarato che settimanalmente, sommando anche le altre repliche, la serie è vista da 8 milioni di persone. Buon risultato per il canale.
  • Trailer del prossimo episodio
  • Anche questa volta scegliere l’immagine da mettere in cima alla recensione è stata durissima.
  • Ricordo che a questo indirizzo potete trovare una pratica guida alla mitologia della serie.
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Informazioni su Joy Black

Recensore Seriale e Hand of The King del blog di Seriangolo. Ha amato ed ama tuttora alla follia Lost, millantando di aver visto ogni episodio almeno 17 volte (in realtà sono molte di più). Proprio seguendo la creatura di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Carlton Cuse, nasce in lui la passione per il mondo della serialità americana. Le sue serie preferite sono, oltre ovviamente a Lost, Battlestar Galactica, Breaking Bad e Game of Thrones. Altri suoi interessi sono i fumetti, il cinema e il wrestling. P.s. Di solito non parla in terza persona, ma in questa occasione fa figo.

Pubblicato il 22 maggio 2011, in Game of Thrones, Recensione episodi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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