The Killing: 1×08 – Stonewalled

Sinceramente, a questo punto, non so più cosa pensare. Intendiamoci, The Killing mi piace ancora e continuerò a seguirlo, ma effettivamente la situazione si sta facendo un po’ troppo statica, e non so quanti la seguiranno ancora. Lo show ha la fortuna di essere un giallo, e quindi molti continueranno a seguirlo per scoprire cosa sta dietro all’omicidio di Rosie Larsen, però forse smuovere un po’ la narrazione non sarebbe affatto male. Vediamo, prima di tutto, cos’è successo in questa 1×08, dal titolo “Stonewalled”:
L’FBI fa irruzione nella macelleria per un’operazione di terrorismo. Non potendo escludere l’ipotesi che Rosie Larsen c’entri con il terrorismo, la polizia locale viene esclusa dal caso. Holder, sempre più emarginato dai colleghi, partecipa ormai da sei mesi a un piano di recupero per ex drogati, e viene scoperto dalla Linden. Richmond, nel frattempo, viene a conoscenza di un episodio che potrebbe screditare il suo rivale Adams. Dopo un esame di coscienza decide di renderlo pubblico. Infine, Holder dice alla collega Linden di aver installato una cimice nel telefono di Ahmed, così da scoprire una chiamata sospetta di quest’ultimo al suo amico Mohammed.

Sono obbiettivamente in difficoltà nel commentare questa puntata, perché non mi ha particolarmente colpito, né in positivo né in negativo. L’unica cosa degna di nota è la finestra che si apre in quel “muro di pietra” che è stato fino ad ora Holder. Diciamo che un po’ tutti ci aspettavamo un passato non proprio pulito per il neo detective, ma personalmente non mi sarei aspettato che partecipasse addirittura a degli incontri di ex dipendenti da droghe. Ci sono poi due semi colpi di scena durante la puntata: la talpa che ha reso pubbliche le foto del delitto Larsen è il figlio della Linden, e la telefonata finale di Ahmed all’ancora fantomatico Mohammed. Partiamo dal figlio della rossa detective: appena mi sono ricordato che Jack usava il pc della madre per giocarci, ho subito intuito che fosse stato lui per qualche futile motivo a mandare in giro le foto. E infatti. Per quanto riguarda invece la rivelazione finale, quando Ahmed parla con Mohammed al telefono parlandogli di passaporti falsi, scommetto che si tratta di “semplici” terroristi. E qui il pensiero ci riporta al finale della 1×07, che, in fin dei conti, non aveva quella portata di climax che ci aspettavamo.
Quindi diciamo che anche il finale in sé dovrebbe renderci ansiosi di sapere perché Ahmed è in procinto di scappare col suo amico, ma ho paura di saperlo già, e ho paura anche che il tutto verrà smontato nei primi minuti della puntata di settimana prossima. The Killing è capacissimo di rendere tutto molto scuro e sinistro, aiutato perfettamente dall’ottima fotografia che lo regge, ma sinceramente arrivati a questo punto mi sarei aspettato qualcosa di più. Anche il fatto di rendere Richmond così vendicativo, a dispetto della sua buona indole di fondo, non sorprende più di tanto: caricato dall’udienza con la donna che ha ucciso sua moglie, decide di non avere più rimorsi e spiattellare ai quattro venti una verità scomoda sul suo avversario politico. Ma doveva per forza essere spinto dalla tristezza e dalla rabbia della morte di sua moglie per agire così? Non so, di solito i politici di quel livello si fanno molti meno scrupoli, pur di vincere le elezioni.
Che dire poi della famiglia Larsen? La deriva psicofisica di Mitch è ormai evidente da diverse puntate, rese molto bene (lo ripeto per l’ennesima volta) da Michelle Forbes, e non vedo cosa ci sia di utile nel continuare su questa strada. Abbiamo capito che Mitch è una donna distrutta dal dolore, credo che adesso sia ora di convergere su qualcosa di più interessante. Non dico che debba entrare in casa di Ahmed e ucciderlo, ma mi aspetto sviluppi in tal senso, e spero siano sorprendenti. L’unico spunto davvero interessante quindi potrebbe essere la maglietta che la Linden trova nella macelleria, che a quanto pare apparteneva effettivamente a Rosie. Che c’entri davvero qualcosa con il terrorismo? Che abbia scoperto per caso qualcuno che stava pianificando un attentato?
Infine, una frase che potrebbe essere interessante è quella che la Linden dice a suo figlio a proposito del padre, che è scomparso da dieci anni. Sarà una preparazione a qualche colpo di scena? Lo spero proprio. Quindi, chi mai avrà ucciso Rosie Larsen? Ma soprattutto, perché? A cinque episodi dalla fine, il cielo di Seattle è più grigio che mai.

VOTO: 6

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Informazioni su dezzie86

Avendo sempre avuto delusioni nei rapporti col gentil sesso, si è tuffato nel mondo della finzione filmica (tv e non), partendo da Lost, passando per Fringe e Breaking Bad, arrivando a Dexter. Guarda tutto quello che c'è di guardabile (ebbene sì, ha visto anche tutto Flash Forward), cercando il senso della vita in una pellicola cinematografica. Si diletta a scrivere recensioni di serie tv, sperando un giorno di precipitare con un aereo su un'isola misteriosa, piena di botole nascoste. E' stato fidanzato per qualche anno con Evangeline Lilly, ma lei non l'ha mai saputo. Sapete, la distanza. Raccoglie citazioni improbabili di chiunque, ha letto il 95% di quello che ha scritto Stephen King e non ha ancora trovato il senso della vita... ma Dexter Morgan gli sta dando qualche bella dritta.

Pubblicato il 19 maggio 2011, in Recensione episodi, The Killing con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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