House M.D. – 7×20 Changes – 7×21 The Fix

Dopo due episodi dedicati alle donne del team, eccoci con due nuove puntate di House M.D., ricche di evoluzioni psicologiche per tutti i personaggi, ma soprattutto per il nostro Greg.
Vediamo nel dettaglio cos’è successo nelle puntate in questione, Changes e The Fix.

 

7×20 Changes

I cambiamenti, come da titolo, fanno da sfondo alle azioni dei personaggi di questa puntata: chi più, chi meno, tutti si ritrovano a fare i conti con ciò che sono diventati nel corso del tempo o a causa di traumi/immense fortune.
La tematica è interessante ma estremamente complessa: se da una parte è legittimo pensare che siamo quello che siamo e che la nostra relazione con gli eventi dipenda proprio dalla nostra natura, d’altra parte non si può negare che siano gli eventi stessi a formare il nostro carattere e a modificarlo, passo dopo passo.

House in primis non è più quello di una volta: certo, è contorto e machiavellico come sempre, però non si può non vedere come la fine della storia con Lisa e la promessa fatta a Thirteen lo abbiano cambiato. Il suo insistere nel voler capire cosa passi nella testa della Hadley va oltre qualunque tipo di curiosità, compresa quella che lo ha sempre spinto a farsi costantemente i fatti degli altri; il suo autentico e sincero stupore nel vedere che ormai lei ragiona e si esprime esattamente come farebbe lui (“It’s like there’s two of me”) lo mette in crisi: perché passi che queste cose le senta lui, condannato ad essere “happier with my unhappiness”, ma che le provi anche qualcun altro, in particolare una donna come Thirteen, è assolutamente fuori discussione.
Come ogni grande infelice che si rispetti, la scarsa autostima di House, quella che lo porta a pensare che lui non meriti di essere felice, si intreccia sia con la presunzione di essere l’unico a potersi sentire in questo modo, sia con una sincera ed onesta volontà di non far vivere a nessun altro ciò che lui stesso sente.

La Cuddy, abituata ormai da anni a dover subire giochini mentali e a rispondere con la stessa moneta, in questa puntata va ben oltre, abbastanza da non far capire fin da subito a House – e nemmeno a noi – quale sia il suo vero obiettivo. Anche lei è cambiata e agisce ormai fuori dagli schemi più spesso di quanto non fosse abituata a fare: è lei quella che impedisce ad House di curare un paziente per far sì che lui partecipi alla riunione con Arlene e agisce così per fargli credere che lei ci tenga davvero, così da tenerlo distante proprio da quella stanza.
House sarà contorto, ma a volte l’allieva supera il maestro.

Arlene, invece, è cambiata nei confronti di sua figlia e la vuole vedere insieme a qualcuno con cui lei possa stare, cioè con House: ma per raggiungere lo scopo è disposta a comportarsi come se i suoi obiettivi non fossero mai davvero mutati. Continua ad insultare Lisa e ad accusarla di qualunque nefandezza pur di dare a lei e ad House un nemico comune che li unisca: esemplare in questo senso la sua espressione quando viene scoperta dallo stesso Greg.

Il paziente, diventato milionario e intento a cercare la donna che ama e che ha perso, afferma che da quando ha vinto alla lotteria nulla è cambiato: lui è quello di sempre e l’unica differenza data dalla vincita sta nel fatto che i soldi gli hanno donato la speranza di trovare l’amore perduto. Nonostante i pronostici di Thirteen e i tentativi di truffa del fratello, alla fine è pronto ad accogliere quella che ritiene essere la vera Jennifer e chissà che il suo approccio alla vita non si riveli, in fondo, migliore di qualunque altro.

Mentre si cerca di risolvere il caso – un teratoma ricco di cellule staminali embrionali, evolutesi in cellule cerebrali che hanno portato alla formazione di anticorpi e, di conseguenza, a problemi al cervello – Chase e Foreman sono impegnati a punzecchiarsi a vicenda sui loro rispettivi cambiamenti. Il primo cerca di convincere l’altro della sua vera svolta verso la castità (ovviamente vince contro Foreman, ma non contro di noi), mentre il secondo cerca di dimostrare quanto la sua “apparente calma” non sia, in realtà, rabbia repressa; la manomissione della macchina avrebbe dovuto tranquillizzarlo riguardo alla sua pressione, ma probabilmente è bastata per insinuare il dubbio.

Infine Thirteen: la sua visione cinica del mondo potrà anche derivare da convinzioni personali (“One random set of numbers doesn’t change human nature” e non ha tutti i torti), ma credo che House abbia ragione a vedere nel suo fatalismo un modo per difendersi da ciò che di orribile le ha riservato la vita.

Ho trovato ottimo l’intreccio tra il caso della settimana e le questioni personali di Thirteen e House; le sfide tra Foreman e Chase, allegri siparietti che servono a separare il caso dalle parti più serie dell’episodio, nascondono in realtà profondi cambiamenti nella costruzione dei due personaggi.
Il ritorno di Arlene è stato apprezzabile e probabilmente più utile alla Cuddy che ad House, anche se credo che far sgomberare l’intero ospedale sia stato troppo persino per lei.

Voto: 8

Note:

  • Il fratello malefico e truffatore altri non è che David Costabile, il chimico Gale di Breaking Bad che tanto ama il Quartetto Cetra.
  • Il paziente è Dona Logue, visto in molti altri lavori, ma per me rimarrà sempre il capitano Tidwell di Life.

7×21 The Fix 

Se nella puntata precedente Thirteen identificava, tra i problemi di House, una gamba che sembrava presa a morsi da qualcuno (“Your leg feels like somebody took a giant bite out of it”), questo episodio mostra tra le prime immagini, subito dopo la consueta introduzione al caso, l’ideale prosecuzione di quel discorso: Greg sta facendo degli esercizi e l’inquadratura non ci risparmia dalla visione della grande cicatrice sul suo quadricipite, vista poche altre volte all’interno della serie.

Come si scopre più avanti – abbastanza da farci pensare che stia davvero abusando di qualche sostanza stupefacente – House ha deciso di provare un farmaco sperimentale per la ricrescita del tessuto muscolare (senza alcuna supervisione e con tanto di furto della polverina magica): visti i precedenti discorsi di Thirteen, possiamo legittimamente pensare che Greg voglia cambiare la sua vita ed essere leggermente meno infelice? Credo di sì, ma a differenza di ciò che sostiene Wilson – e cioè che lo faccia per rendere concreto un disagio interiore e sistemare così il secondo con il primo – forse possiamo anche azzardare l’ipotesi che lo faccia con l’intento di essere un uomo migliore per la Cuddy, di cui è ancora palesemente innamorato.

Ma “the fix” non rimanda solo all’idea di bucarsi e infatti un’altra parte fondamentale della puntata sta nella volontà di Greg di “sistemare” e “mettere a posto” il giovane pugile che ha perso un incontro e che, di conseguenza, gli ha fatto perdere la sfida contro Wilson.
É un House diverso dal solito: certamente guidato dalla voglia di risparmiare 50 dollari e dalla curiosità di capire “il perché delle cose”, questa volta non riesce a stare dietro a tutto; è così che il suo interesse per il pugile e l’impegno per sistemare (anche nel suo caso) la sua stessa gamba gli impediscono di seguire il paziente in ospedale e, soprattutto, il suo team.

Già, perché senza di lui la squadra questa settimana non riesce a mantenere la concentrazione ed è preda di un nervosismo che si traduce in occhiatine e battutacce feroci. Il caso, una donna in preda alle convulsioni, non fa che alimentare questa atmosfera bellica dato che si tratta di una “fabbricatrice di bombe”, appassionata di esplosioni e senza alcun rimorso per il suo lavoro; inoltre la chiara assenza di fiducia tra colleghi viene amplificata proprio dalla paziente e dalla risoluzione del caso: ripetuto avvelenamento da parte del suo compagno.

L’assenza di House è quasi più forte della sua presenza e influenza l’atteggiamento di tutti: Taub continua a chiamarlo sul cercapersone; Wilson prova a convincersi che il ritorno a fare “cose stupide in stile House” sia la cosa migliore per il suo amico; Foreman cerca di parlare prima con Wilson, poi con Greg e perfino con la Cuddy e quest’ultima si costringe in tutti i modi a non intervenire convincendosi che House stia bene “perché lui sta sempre bene”.

É proprio questa convinzione, unita al miglioramento effettivo della gamba di House, a rendere per contrasto ancora più drammatico il finale: cosa ci aspetta alla fine di questa stagione? Credo nulla di buono.

Voto: 8 (soprattutto per l’evoluzione all’interno della storyline di House e perché il team è stato così bravo da innervosire anche me.)

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 15 maggio 2011, in House M.D., Recensione episodi con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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