Glee – 2×20 “The Prom Queen”

È tempo di ballo di fine anno per il liceo McKinley: dopo averlo atteso per settimane e settimane, con campagne elettorali da fare invidia ai principali partiti politici del nostro paese, anche nel piccolo micro-cosmo dei nostri cantanti in erba arriva il momento della resa dei conti, almeno per quanto riguarda l’elezione di re e reginetta del ballo.

La questione non è assolutamente da prendere alla leggera, visto che, come ci ricordano le protagoniste al momento della scelta del vestito, l’evento è più unico che raro (“You can get married as many times you want, you only have one shot at the junior prom“, ricorda Quinn alla formosa Zizes, ingenuamente ‘beccata’ a pensare che un matrimonio potesse essere più importante di questo ballo studentesco).

I preparativi per il ballo si fanno febbrili e riguardano tutti: se le ragazze si impegnano anima e corpo nella scelta di un outfit che possa farle risaltare (con una Santana diabolica in rosso e una Zizes in giallo canarino stile due o tre regine Elisabetta messe assieme), Kurt non è da meno. Il suo look “liberamente ispirato ad Alexander McQueen” si spinge un po’ troppo in là, e il padre, che comunque dimostra ormai la stessa libertà mentale del primo tesserato Arcigay, esprime qualche legittimo dubbio sul fatto che quel vestito, così poco “tradizionale”, possa attirare sul ragazzo attenzioni sgradite da parte dei consueti bulletti della scuola. Kurt, tuttavia, cerca di non farsi intimidire, convincendosi, anzi, che l’aria a scuola sia cambiata (anche grazie all’intervento del nuovo corpo speciale capitanato da Santana e Karofski) e che a nessuno interessi più prendere in giro lui o gli altri ragazzi gay.

Non sono solo i vestiti, però, a preoccupare i nostri protagonisti: Rachel vive ancora il tumulto della fine mai del tutto accettata della sua storia con Finn, soffrendo l’ingombrante presenza di Quinn. La stessa ex capo cheerleader si sente minacciata dalla presenza della naive Rachel. Mercedes, dal canto suo, si apre parlando per la prima volta della mancanza di un ragazzo nella sua vita. Le due trovano una soluzione scegliendo Sam (che in questa puntata sfoggia un nuovo taglio di capelli a metà tra Fantaghirò e uno dei più improbabili look di Barbara D’Urso) come accompagnatore per entrambe. Non un appuntamento normale, quello dei tre ragazzi, ma un appuntamento ‘al risparmio’, votato al taglio dei costi, al riciclo di vecchi vestiti e all’evitamento degli sprechi, soprattutto in seguito alla situazione economica, scoperta nella scorsa puntata, in cui versa la famiglia dell’atleta biondo. Ancora una volta, quindi, Glee non manca un parallelismo delicato ed azzeccato sulla società attuale, confermandosi, oltre che uno svago, una finestra quantomeno realistica del contesto in cui questi personaggi fittizi sono inseriti.

Un aspetto ricorrente della puntata, però, è il cosiddetto “out of nowhere“, gli aspetti di trama un po’ più tirati, quasi incongruenti, che spesso fanno infastidire i fan più accaniti della serie. Capita così per Mercedes, che dopo puntate e puntate passate a rivendicare la sua autonomia e la sua forza caratteriale ‘capitola’ dal nulla chiedendo un SOS maschile, capita così per Artie, che tenta di riconquistare Brittany capitandole in classe durante una lezione di economia domestica con un seguito di chitarra, percussioni e compagni. Il dubbio sorge spontaneo: ma in quella scuola resiste un barlume di serietà o sono tutti liberi di andare a cantare e suonare in giro per le aule? Il problema della trama improbabile per introdurre canzoni, dopotutto, c’è e c’è sempre stato. Tuttavia, il premio “coniglio dal cilindro” di questa puntata va al ritorno di Jessie St. James, la fascinosa ex fiamma di Rachel, punta di diamante dei Vocal Adrenaline che, senza nessun preavviso, compare nell’auditorium inserendosi perfettamente, naturalmente, in un duetto sulle note di “Rolling in the deep” di Adele. Il ragazzo (che ci ricordavamo bello, mentre in questa puntata sembrava uscito da un raduno tutto al femminile di camion, Harley Davidson e articoli per il barbecue in giardino), improvvisamente, si ravvede e fa pubblica ammenda nei confronti di Rachel e degli altri ragazzi. Nessuno dubita delle sue buone intenzioni, tranne Finn, che viene anche fatto sentire in colpa per il suo esitare prima di accogliere a braccia aperte uno che qualche mese prima aveva ricoperto Rachel di uova sulla testa.

Dopo tanto penare il ballo arriva, ed è subito stereotipo. Scordatevi la vostra palestra della scuola, dove al massimo si sarebbe potuto organizzare un torneo di briscola: la palestra del McKinley fa invidia alle più avanzate discoteche di Ibiza, tra luci stereoscopiche e una diffusione audio da Teatro degli Arcimboldi. I New Direction si occupano della musica, esibendosi in alcune belle canzoni (Jar of Hearts di Christina Perri) e in altre, meno riuscite (Friday di Rebecca Black? Seriously?). Sfugge, anche in questo caso, dove finisca la realtà e dove cominci la parte romanzata del telefilm: avete presente quando una esibizione in pigiama col dentifricio usato come microfono si conclude con occhi di bue sul palco e vestiti e gioielli da migliaia di dollari? Ecco, ho faticato a capire quanto del delirio del pubblico in pista fosse reale (o frutto di abuso di sostanze) e quanto fosse la consueta scenografia alle esibizioni dei ragazzi.

La puntata ci consegna anche un Karofski a un passo dal coming out: l’attimo di commozione di fronte a Kurt, che non mostra nessun rancore ed è anzi ansioso di perdonare l’ex bullo, fa breccia nel cuore del gigante iroso, che però mantiene anche durante il ballo la sua nuova relazione di copertura con Santana, anch’ella alle prese con una complicata accettazione della sua omosessualità. La festa viene però guastata dall’immancabile rissa tutta al maschile tra Finn e Jessie, reo, secondo il primo, di aver allungato troppo le mani su Rachel. Difficile non pensare a dove potrebbe andare a finire questa storia… Quando tutto sembra essere tornato a girare per il verso giusto, però, il rigurgito omofobo dei ragazzi della scuola si fa sentire forte e chiaro all’annuncio della vincitrice del titolo di reginetta. Mentre sul titolo di “re” la maggioranza vota David Karofski, la corona più ambita non va né a Quinn, né a Santana, né tantomeno all’outsider Zizes. Il silenzio cade pesante sulla sala quando il preside, in evidente imbarazzo, si trova costretto a leggere il nome di Kurt come più votato nella categoria femminile. I pregiudizi da abbattere sono ancora tanti, il lavoro degli ultimi mesi sembra crollare come un castello di carte per il ragazzo, che, umiliato, lascia la sala. Non è l’unico destabilizzato dall’annuncio: anche Quinn e Santana sono parecchio scosse. Quinn, da sola in bagno con Rachel, sfoga la sua rabbia su di lei con uno schiaffo ben assestato. Rachel coglie quindi l’occasione per partorire la battuta più bella della serata: “So che dovrei essere arrabbiata per aver preso uno schiaffo in faccia, ma in un certo senso apprezzo la drammaticità del gesto“.

L’apporto fondamentale di Blaine, vero e proprio deus ex machina della vita travagliata di Kurt, aiuta il ragazzo a rientrare in palestra e a ritirare titolo e corona, con la classe del vincente che non ha niente da temere, tantomeno un gruppetto di compaesani omofobi. Certo, rimane il dubbio su cosa sia successo in palestra dal momento dell’annuncio dei vincitori al rientro di Kurt e degli altri ragazzi fuggiti in lacrime, ma immagino non si possa spiegare tutto, in questo telefilm.

VOTO: 8

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Pubblicato il 12 maggio 2011, in Glee, Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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