The Killing: stagione 1 episodio 6 “What You Have Left”

A parte lo sfortunato The Prisoner, l’AMC finora non ha sbagliato un colpo, e The Killing è l’ulteriore prova che per la rete via cavo statunitense “story matters”. Ammetto di non aver visto l’originale danese, ma quello che si è visto in queste sei puntate ha fatto di The Killing la mia serie preferita di questo prima metà di 2011. Vediamo cosa è successo in “What You Have Left”.

Il giorno del funerale di Rosie è arrivato, e Stan è sempre più convinto di prendere in mano la situazione e vendicare a modo suo la morte della figlia, dopo che Belko lo ha informato che il sospettato numero della polizia è il professor Benneth. La Linden e convinta che l’assassinio di Rosie sia solo il primo di una lunga serie, ma non ha ancora gli elementi necessari per ottenere un mandato di perquisizione per la casa di Ahmed ed è costretta ad interrogare i vicini del professore insieme a Holder nella speranza che qualcuno abbia visto qualcosa. Per fortuna c’è l’L.B. Jeffries di turno, che grazie al suo hobby un po’ particolare ha notato qualcosa che potrebbe dare una svolta alle indagini. Intanto Stan offre un passaggio a casa a Benneth, ma è evidente che non lo stia portando alla sua abitazione. L’episodio si chiude con loro due sul veicolo, mentre la Linden parte al loro inseguimento. Ovviamente c’è spazio per la campagna elettorale di Richmond: dopo un dibattito con il sindaco in cui è venuto fuori che il sospettato numero uno per l’uccisione di Rosie è uno dei collaboratori della sua campagna di riabilitazione dei criminali della città, la sua elezione sembra più distante, ma per adesso sembra lontano il momento in cui questa linea narrativa si unirà a quella più importante.

Ahmed rimane l’unico vero imputato, ma la possibile partecipazione della moglie nell’omicidio è uno dei tanti colpi di scena a cui The Killing ci ha abituato. Holder interroga la cognata di Benneth e scopriamo che il matrimonio non sta andando a gonfie vele, soprattutto per gli attacchi di gelosia di Amber. Credo però che ad aver ucciso Rosie sia stato Jamie, perché i due filoni devono avere qualcosa in comune oltre alla macchina in cui è stata trovata Rosie. La serie è però solita avere un nuovo indiziato per ogni puntata, a parte le ultime due che si sono incentrare sul professore. Dubito quindi che Ahmed sia l’effettivo omicida.

Supposizioni a parte, più va avanti The Killing e più mi piace. L’atmosfera cupa e sempre uggiosa del nord America, insieme a una colonna sonora da brividi e ad un cast che sembra quasi nato per questa serie (Michelle Forbes è strepitosa), hanno fatto di The Killing un appuntamento imperdibile per tutti che quelli che cercano la qualità sul piccolo schermo. Alcuni hanno criticato la lentezza della narrazione, ma non sono dello stesso avviso. A mio parere gli sceneggiatori sono stati bravissimi finora a portare avanti le tre linee narrative, senza dimenticarsi di lasciare qua e là qualche piccolo indizio sul passato dei “buoni” per rendere il tutto ancora più intrigante e complesso, perché allo spettatore piacciono i background tumultuosi dark. Non è detto che poi, nel vedere l’originale, cambi totalmente opinione su questo remake, ma The Office ci ha insegnato che il rifacimento può superare l’originale, quindi per adesso continuo a godermi questo capolavoro.

Voto: 8

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Pubblicato il 9 maggio 2011, in Recensione episodi, The Killing con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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