Fringe – 3×22 The Day We Died

Eccoci arrivati al season finale di Fringe che, fino a poco tempo fa, si riteneva dovesse essere addirittura un series finale; fortunatamente non sarà così, anche perché se fosse davvero finito in questo modo probabilmente ora saremmo tutti in piazza a protestare. Vediamo quindi che cos’è successo nella puntata con il titolo più apocalittico di sempre: The day we died.

Future-over-here


Peter
, grazie all’attivazione della macchina, viene sbalzato nel 2026 nel bel mezzo di un attacco terroristico al World Trade Center – il posto più sfortunato della terra, evidentemente.
A parte un breve momento in cui sembra ricordarsi da dove viene davvero – come si deduce dalle parole di Astrid, ormai agente della Fringe Division insieme ad Ella, nipote di Olivia – la sua coscienza si fonde completamente con quella di future-Peter e questo ci permette di toccare con mano le conseguenze devastanti di ciò che è accaduto nel momento in cui la macchina è stata attivata: “the day we died”, come Walter mirabilmente spiega.

Dirò subito che il trattamento riservato a Walter mi è sembrato davvero esagerato, soprattutto se comparato al fatto che Peter ne sia uscito indenne e che addirittura lavori per la Fringe Division (presumibilmente nata a seguito del decadimento del mondo over here) e comunque paragonato al ruolo che tutti gli altri hanno avuto nella ricostruzione della macchina, Massive Dynamics in primis.
Segregarlo in un carcere di sicurezza in cui non può vedere nessuno – come le sue frasi a Peter e soprattutto il bellissimo incontro con Olivia palesano – ritenerlo l’unico colpevole quando nessuno di coloro che erano presenti allora lo considera tale (nemmeno il senatore Broyles, in fondo, ma non sappiamo bene cosa sia successo a Detroit) e trattarlo così anche dopo un evidente ictus… l’ho trovato di una perfidia terribile.

Questo, tuttavia, porta ad un’interpretazione da Oscar (non solo Emmy: give this man an Academy Award!) di John Noble, l’unico uomo al mondo in grado di farmi piangere allo stesso modo sulla stessa scena vista mille volte di fila: il suo senso di colpa per ciò che è accaduto è così forte da fargli provare addirittura comprensione e compassione per Walternate (“Imagine coming over here to try to save the world… Only to be stuck here when your world was destroyed. Not to mention having the same face as the most reviled man in the universe”).
Il ritorno nel suo laboratorio, l’ammirazione per le abilità di Olivia e il suo sincero affetto per una donna che considera come una figlia, le liquirizie rosse e soprattutto quella frase di Peter (“No matter who’s at fault, you are my dad”) fanno di questo momento uno dei migliori dell’intera stagione.

Proprio questa frase di Peter, se paragonata al “father” rivolto a Walternate durante il loro incontro, fa capire quanta ironia possa esserci, a volte, nella vita: proprio quando Little Bishop capisce quale sia il suo vero mondo, pur senza rinnegare il fatto che lui venga dall’altro, si ritrova con un vero padre incarcerato e un padre biologico che è più che mai deciso a rovinargli la vita.
L’uccisione di Olivia da parte di Walternate è un altro dei tanti picchi emotivi di questo episodio: la rapidità degli eventi che si susseguono da quando lui dichiara a Peter di essere solo una proiezione a quando uccide Olivia è di una crudeltà disarmante e risalta ancora di più se accostata alla sequenza successiva, quel funerale che mai avremmo voluto vedere.
Una scelta delicatissima, quella di mostrarci solo le immagini e di non farci sentire nulla se non le prime frasi di Peter: è, a tutti gli effetti, un momento molto intimo e noi, che stiamo solo spiando dalla serratura di una porta che dà sul futuro, non possiamo parteciparvi del tutto, perché non sappiamo chi siano queste persone; non le conosciamo per quello che sono state negli ultimi 15 anni e sicuramente non potremmo capire tutto ciò che il marito Peter ha da dire sulla vita trascorsa con sua moglie.

Come fare per cancellare un dolore così grande? Come fare per impedire a Walternate di uccidere Olivia e tutto il resto dell’umanità? Bisogna evitare di distruggere l’altro universo: tuttavia, come Lost insegna, “whatever happened, happened” e il passato non si può modificare.
Ma le scelte che si compiono all’interno di quel percorso possono essere cambiate?
Secondo Walter .
Dopo anni passati in carcere a riflettere sulla provenienza della macchina e sui Primi Nati, Walter trova la soluzione nel wormhole di Central Park, quello in cui, come dice Peter, “the carbon levels were consistent with the late Paleozoic Era”. Solo dopo la morte di Olivia, Walter capisce che è quello il collegamento che mancava: la macchina, uno strumento incredibilmente avanzato, è partita dal passato per il semplice fatto che è stato lui a portarcela e proprio per questo è costretto dagli eventi a rifarlo, perché l’ha già fatto ed è stata proprio quell’azione a scatenare tutto il susseguirsi di vicende che ha portato fino a lì.

Ok, molto bene. Questo spiega la questione dei pezzi disseminati e il calcolo della deriva dei continenti di cui tanto mi lamentavo qui.
I problemi sono altri: innanzitutto, la macchina ha un suo doppione anche over there, quindi chi l’ha portata lì?
Poi: come può Walter pensare che la modifica della scelta di Peter non stia in qualche modo cambiando il passato stesso? Il suo senso di colpa è così forte che farebbe di tutto per cancellare ciò che ha fatto e, a mio avviso, in qualche modo lui prevede la conseguenza di ciò che può comportare una diversa scelta di Peter, ma non glielo dice apertamente: si limita infatti ad un “This time, you… You simply need to make a different choice, and should something go wrong, then Olivia will be our fail-safe”.
Tenete a mente il fail-safe di Olivia, perché in effetti, nel present-over-here, qualcosa va storto.

Present-over-here


Dopo aver assistito a tutto quello che potrebbe accadere, Peter compie dunque una scelta diversa: invece di aprire un wormhole, di distruggere l’altro universo e di conseguenza di condannare anche quello over here alla stessa sorte, crea, grazie alla macchina, un ponte che colleghi l’over here all’over there. Così i due universi potranno collaborare ed entrambi i Walter potranno sistem…
Zot.
Peter sparisce. Nessuno pare accorgersene. Gli Osservatori confermano:
They don’t remember Peter.” “He never existed”.

Whaaaaaaaaaaaaaaaaaat?

Ok, fermiamoci tutti. Raduniamoci intorno ad un fuoco, prendiamo in prestito da Walter qualche sostanza stupefacente e riflettiamo.
La macchina, secondo i Primi Nati a.k.a. Walter e probabilmente Astrid ed Ella (che forse ha perso la madre in un incidente, ma non divaghiamo) ha in sé un potere di distruzione e creazione.
Distrugge, nella prima linea di eventi, l’other universe grazie ad un wormhole e al contempo condanna anche quello over here.
Crea, nella seconda linea di eventi, un terzo sistema: uno che prevede sicuramente un legame tra i due universi blu e rosso, ma in cui Peter “non è mai esistito” e dove, dunque, i motivi che hanno portato in guerra i due Walter devono essere sicuramente altri rispetto al rapimento del figlio.
Ma allora perché, anche dopo la scomparsa di Peter, si vede lo stesso la struttura della macchina, se il vacuum è stato costruito da future-Walter apposta per Peter?
Se vi gira la testa, non vi preoccupate, è normale.

Molte domande non avranno risposta fino alla prossima stagione, ma possiamo azzardare qualche ipotesi. Innanzitutto credo che avrà un ruolo fondamentale Olivia, che, come riportato poco sopra, è il loro “fail-safe” nel caso in cui qualcosa vada storto – ed è successo, Peter è scomparso: quindi forse, e dico forse, la macchina del sistema-senza-Peter è stata costruita apposta per lei (che tra l’altro è nei disegni dei Primi Nati, con, sullo sfondo, una sequenza di basi azotate di DNA – notoriamente collegato al funzionamento della macchina).

Quindi, ricapitoliamo. Abbiamo un primo sistema (per comodità lo chiamo viola) che comprende la storia per come l’abbiamo vista ora: due universi, blu e rosso, che si “uniscono” attraverso un legame inscindibile quando si mettono in collegamento (per il rapimento di Peter, o anche prima se ci sono stati tentativi di passare over there precedenti al 1985) e che, dichiarandosi guerra, determinano la distruzione di quello rosso e la condanna a morte certa di quello blu.
Abbiamo poi un secondo sistema (giallo) creato da Peter e che prevede un universo blu e uno rosso sì in guerra, ma per motivi diversi. Bisogna ricostruire la storia del conflitto, perché il sistema deve essere simile al precedente, ma alleggerendola ed evitando la distruzione: un figlio rapito è un trauma troppo grosso e, per questo, va tolto dal quadro.
Invece un tentativo di invadere l’alt-universe per puro motivo di scienza (“un incidente”, come dice Walter a Walternate) può essere sistemato e risolto, come Olivia fa puntualmente notare (“we’re here now. So maybe it’s time we start to fix it”).
Peter, in questo sistema, non può esserci: ha raggiunto lo scopo, come dice l’Osservatore, ma il suo ruolo finisce qui.

Ovviamente questa è solo una delle mille ipotesi a cui sono giunta (in compagnia di 300 alt-xfaith84, subentrate una dopo l’altra ogniqualvolta scoppiava il cervello della precedente).
Si potrebbe pensare che sia sparito perché il salvataggio da parte dell’Osservatore durante l’incidente al lago è stata una forzatura, come tutti gli altri colleghi di September si sono ostinati a dirgli. Del resto, non era stato proprio lui a dire a Walter che era necessario che Peter vivesse? Non sono gli altri Osservatori a dirgli nel finale “avevi ragione”? Magari si è semplicemente concluso il percorso di Peter (almeno in questo universo).

Oppure si è creato un paradosso nella scelta di Peter: modificando il presente, non ci sarà più un futuro di distruzione da cui capire che bisogna cambiare la propria scelta.
Oppure… beh, direi basta così.
Abbiamo di che parlarne per tutta l’estate: Fringe ci ha regalato un finale davvero all’altezza delle sue più alte possibilità.

Voto: 10
Voto stagione: prossimamente su questi schermi (sempre che nel frattempo io non sparisca dalla mia linea temporale).

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 8 maggio 2011, in Fringe, Recensione episodi, Recensione finale di stagione con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Sono d’accordo in tutto, puntata magnifica, ne è valsa la pena aspettare e sorbirci anche puntate meno belle.
    Un paio di cose, non ho capito:
    Walter dice che non si può cambiare il passato, quel che è fatto è fatto, ma poi fa un giro di parole e dice che Peter può cambiare la scelta fatta. Non ho capito il nesso (se c’è), perché a me è sembrato proprio che stesse cambiando il passato 😀
    Secondo: avrebbero davvero rivoluzionato tutto se avessero lasciato tutto nel futuro, fino a metà puntata dicevo “ecco questo è veramente un colpo di scena, non me l’aspettavo proprio”, ma quando ho visto Olivia con un proiettile in fronte ho capito subito che sarebbero tornati indietro nel tempo.
    Concordo sull’Oscar per John Noble.
    Lo stereotipo trito e ritrito del marito che si ubriaca a casa dopo il funerale della moglie se lo potevano risparmià, ma vabbè…
    per il resto, aspettiamo!

  2. ciao!
    in effetti quello che dice walter non è chiaro: o il passato si può cambiare, oppure no. è per questo che ipotizzo (e ripeto a scanso di equivoci, è un’ipotesi) che walter sapesse che qualcosa poteva andare storto. per questo parla di un eventuale fail-safe, cioè di Olivia. Avrebbe insomma fatto questo giro di parole per convincere peter a cambiare il passato, forse per il suo grandissimo senso di colpa.
    per quanto riguarda il “ritorno al passato”…bah, alla fine non mi è dispiaciuto, era abbastanza prevedibile che non ci avrebbero lasciato con un buco di quasi 15 anni. tutto sta nel vedere come la gestiranno in quarta stagione, ecco.

  3. Puntata davvero interessante ed assurda, come Fringe dev’essere. Una stagione nel complesso notevole con un calo di interesse personale dopo la metà, quando c’era Olivia che si tirava troppe storie sulla sua vita non vissuta e su Peter che pareva dover scegliere o una donna o l’altra e determinare le sorti del mondo. Meno male che la rotta è stata cambiata e infatti nel finale si è ripresa alla grande. Ora non resta che attendere Settembre o cercare un wormhole.

    • concordo sul calo di metà stagione (a breve darò un giudizio anche sulla stagione in generale)
      in realtà la questione di olivia e della sua vita non mi ha infastidita più di tanto, sicuramente lo hanno fatto il calo qualitativo delle puntate, la vicenda “profezia di sam weiss” e tutta la questione bellivia che ho trovato a dir poco pointless.
      le ultime 3 puntate hanno ricordato tutto quello che fringe può essere e può fare e forse proprio per questo ho dato un voto così alto…ma questo finale se lo merita.

  4. Sono assolutamente d’accordo con te. Oltretutto anche io ipotizzo che Olivia this side potrebbe essere la prescelta per la macchina in questo continuum. Grazie per avermi fatto capire che non sono la sola.
    L’attesa fino a settembre sarà molto luunga…

  5. grazie a te, così neanch’io mi sento più la sola a pensarlo! =) l’attesa sarà lunghissima… hai ragione

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