The Office 7×22 “Goodbye, Michael”

It’s just that sometimes, goodbyes are a bitch”.

Le parole pronunciate da Jim sono la perfetta sintesi di “Goodbye, Michael”, puntata che, come lascia intendere il titolo, racconta gli ultimi momenti a Scranton dello storico regional manager della Dunder Mifflin. Vediamo in breve cosa è accaduto nell’ultimo episodio, ma prima di farlo un piccolo consiglio per tutti quelli che non l’hanno ancora visto: preparate i fazzoletti.

E’ il penultimo giorno di lavoro per Michael. Il party planning comittee (il dream team Phillys, Angela, Pam più Meredith) sta cercando di organizzare una festa di addio per il regional manager, e sappiamo tutti che quando si tratta di feste Michael è parecchio rigido su quello che deve o non deve esserci, ma questa volta si dimostra aperto a qualche cambiamento, dando perfino l’opportunità alle quattro di scegliere quello che piace a loro.

Intanto Michael approfitta del tempo rimasto per salutare come si deve ognuno dei dipendenti. Ad alcuni regala persino qualcosa, come ad Oscar, che viene onorato con un piccolo spaventapasseri, preludio a uno dei momenti più esilaranti dell’episodio. Il più fortunato di tutti è Andy, che riceve i dieci clienti più importanti della Dunder Mifflin/Sabre. The Nard Dog è forse il peggior dello staff dei salesmam ma, nonostante le proteste di Stanley e Phillys, Michael è convinto della propria scelta.

Andy verrà poi aiutato da Deangelo a provare a non perdere i clienti e scoprirà che alla fine non è poi così male come salesman, mentre il suo compagno di avventura entrerà in una spirale di autodistruzione che preannuncia il suo vicinissimo addio.

All’ora di pranzo, Michael ha un momentaneo crollo e non è più sicuro di voler partire. Decide di chiamare Holly per dirle che non può venire, ma gli basta sentire la voce della sua costante per riprendersi. Scopriamo durante la telefonata che Michael partirà il giorno stesso, a differenza di quello che ci aveva fatto credere.

Nel suo tour di saluti, si ferma anche da Toby, che gli comunica la terribile notizia che nella cittadina in Colorado dove sta per trasferirsi abitasuo fratello. È da ammirare lo sforzo di Michael che cerca di nascondere dietro un sorriso fasullo tutto l’odio coltivato nei confronti dell’HR.

Salutati i ragazzi del magazzino, che a stento lo notano, Michael scambia due parole con Erin, che rivela il suo amore per Andy, e dà una lettera di raccomandazione a Dwight, notevolmente sorpreso dopo essersi sentito dimenticato nelle ultime puntate dall’ammiratissimo capo. Inoltre Michael decide di offrirgli l’opportunità di fare una piccola partita di paintball nel parcheggio, ed è qui che le prime lacrime iniziano a scendere, perché si sente che sono gli sgoccioli del rapporto fatto di odi et amo tra i due.

Non può ovviamente mancare un ultimo incontro nella conference room, dove Michael permette anche al suo personaggio Ping di salutare tutti, con sommo piacere di Kevin. Jim però capisce che c’è qualcosa che non va, e chiede al capo di parlargli nel suo ufficio. “You’re not leaving tomorrow…”. Jim comprende che Michael sta per andarsene, e in quell’ufficio dove spesso lo ha criticato o fermato dal fare qualcosa di stupido, i due si dicono addio.

Alle quattro in punto Michael se ne va, salutando tutti come se fosse un giorno qualsiasi. Solo Jim sa che sarà l’ultima volta (per ora) che vedremo Michael lì dentro. All’aereoporto, prima di togliersi il microfono, dice al cameraman di fargli sapere se andrà mai in onda quello che ha filmato, e poi ci regala un ultimo “that’s what she said”, che per molti sarà un colpo di grazia. Prima della fine però arriva Pam (rimasta in città a vedersi The King’s Speech) che per tutto il giorno Michael ha sperato di salutare. Niente musica, solo il rumore dell’aeroporto. Un abbraccio con Pam e poi Michael si allontana, verso la sua nuova vita con Holly.

Credo che non avrebbero potuto trovare un modo migliore per salutare Michael. In questi trentacinque minuti si rivivono praticamente sette stagioni di The Office, grazie a piccole chicche come la citazione della sigla in cui Michael mette a posto il suo Dundie sulla scrivania, e si capisce che il vuoto lasciato dal signor Scott sarà difficilmente colmato.

Onestamente lo ritengo un series finale, perché The Office, è inutile negarlo, non sarà più lo stesso. Chiunque occuperà il posto di Michael non sarà mai all’altezza. Steve Carell ci regala una delle sue migliori interpretazioni, ed è in odore di un Emmy che quest’anno nessuno merita più di lui. “Goodbye Michael” è uno degli episodi migliori della serie, e difficilmente vedrete qualcosa di così completo nel panorama delle comedy che in questa stagione televisiva hanno un po’ deluso. Si ride e si piange allo stesso tempo e si vivono grandissime emozioni. E chi se ne frega se la storyline di Deangelo ed Andy non è il massimo, o se non si capisce come Pam sia passata al check-in dell’aeroporto (avrà comprato un biglietto solo per salutare Michael?). The Office si merita un posto nell’Olimpo delle comedy, come del resto il grande Steve Carell, che per sette stagioni ha dato il volto a uno dei personaggi televisivi più straordinari di sempre.

Grazie Micheal, sei entrato in ognuno di noi. That’s what she said.

Voto: 10

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Pubblicato il 3 maggio 2011, in Recensione episodi, The Office con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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