Fringe: 3×21 – The Last Sam Weiss

Fringe is back? Finalmente lo posso urlare ai quattro venti: sì! Anche se forse è un po’ troppo tardi, bisogna ammettere che questa 3×21 è tornata ai fasti di inizio stagione. E non poteva essere altrimenti, visto che manca solo una puntata al termine della terza stagione: The Last Sam Weiss si è rimessa sui binari più consoni a un ottimo prodotto come Fringe, quei binari che ci avevano fatto brillare gli occhi nei mesi e negli anni scorsi. Finalmente si è rivista una puntata piena di adrenalina, di tensione, fino al fantasmagorico finale che ci terrà sulle spine ancora per qualche giorno, prima che l’arcano ci venga (in parte) svelato con l’ultima puntata, che si preannuncia foriera di incredibili colpi di scena. Ma non facciamo il passo più lungo della gamba: cominciamo a parlare di questa 3×21 che ci ha tenuti col fiato sospeso fino all’ultimo secondo.

Mentre Peter è ancora in coma, Olivia e Walter cercano un modo per disattivare la macchina: il Dottor Bishop unito ad Astrid, mentre Olivia viene aiutata da Sam Weiss, ultimo della sua discendenza che custodisce segreti sui Primi Nati. Walter capisce che le catastrofi che si stanno verificando sono frutto delle due macchine poste nei due universi, quindi vuole spostare la “nostra” macchina a Liberty Island, esattamente dove si trova “l’altra” macchina. Olivia scopre, attraverso un disegno, che la chiave per sbloccare la macchina è proprio lei. Allenata la sua capacità di telecinesi, Olivia riuscirà a sbloccare  il meccanismo di blocco e a permettere a Peter, che nel frattempo si è ripreso, di entrare nella macchina. Dopo un attimo il piccolo Bishop si sveglierà in un futuro incerto e apparentemente catastrofico.

Non c’è che dire, stavolta gli autori hanno pienamente colto nel segno. Diciamo che non era poi così difficile far meglio delle ultime uscite stagionali (forse solo la 3×20 si era risollevata un po’, ma non certo ai livelli cui eravamo abituati), ma diciamo che mi sarei aspettato una puntata così intensa con il finale di stagione, non con la penultima. Che negli ultimi minuti ci sarebbe stato un cliffhanger da urlo, così da creare un climax idoneo in attesa del finale, c’era da aspettarselo, ma non sicuramente quel flashforward pazzesco che ci hanno fatto vedere.
La puntata si focalizza principalmente, già dal titolo, sul misterioso Sam Weiss, il proprietario del bowling: sì, proprio quello che l’aveva sparata grossa sulla decisone sentimentale di Peter riguardo alle due Olivia. Diciamo che al momento non ci sono state delle grosse rivelazioni su di lui. Insomma, si poteva intuire, viste le precedenti spiegazioni sui libri dei Primi Nati, che Weiss sapesse molte cose su di loro e su dove trovare oggetti che avrebbero potuto aiutare la Fringe Division nelle loro eroiche imprese. La parte più interessante, quindi, si concentra su questa benedetta (o maledetta?) macchina che ha in sé forze di distruzione e di rinascita. Una sorta di Dio meccanico che può decidere, in base al cervello (in questo caso Peter) che gli viene innestato, cosa distruggere o  cosa creare. Ecco, qui si profila forse l’unico “buco” della sceneggiatura, anche se proprio di errore non si tratta: come diavolo hanno fatto a spostare quell’accidenti di macchinario a New York, quando Peter appena l’ha sfiorata è stato catapultato a metri di distanza? Non ci è dato saperlo e non lo sapremo mai. Allora chiudiamo un occhio e mezzo e andiamo avanti, non essendo comunque un particolare troppo rilevante, che si può mettere a tacere con la risposta: ci sono riusciti e tanto mi basta.
Passiamo quindi al nostro caro Piterbisciop, com’è ormai chiamato affettuosamente all’interno del nostro staff. Non ho ben capito la scelta di farlo svegliare in apparente stato di smemoratezza, per poi spiegarla con una semplice, temporanea, perdita di memoria. Ok per l’effetto sorpresa che si prova quando capiamo che lui non ci sta capendo un cavolo, ma alla fine qual è stata l’utilità di questa trovata? Voglio dire, poi si riprende abbastanza facilmente, e a questa cosa non si fa più cenno alcuno. A proposito di cose che sono state buttate lì con gran rumore di vetri infranti e poi lasciati a marcire in un angolo: ma l’X Man del subconscio di Liv che fine ha fatto? Capisco che la nostra bionda sia impegnata in cose molto complicate al momento, ma ti sei resa conto di sapere inconsapevolmente l’identità dell’uomo che ti ucciderà e per ben due puntate non ne parli manco per mezzo secondo? Comunque, abbiamo ancora una puntata per sperare che qualcosa di più ci venga rivelato, anche se scommetto che questo particolare troverà il suo sbocco nella trama per la prossima stagione.

Ma torniamo al momento clou della puntata, il “flash before Peter’s eyes” di lostiana memoria del finale. Carino il momento in cui Peter sta per entrare nella macchina e per darsi forza ricorda tutti i momenti passati con Olivia. Non è stato troppo sdolcinato e in un momento del genere ci poteva stare, come a sottolineare l’importanza da “costante desmondiana” di Olivia per Peter. E davvero, gli ultimi due minuti sono riusciti perfettamente, in un misto di meraviglia e smarrimento che mi hanno preso del tutto alla sprovvista. Da quello che ci fanno vedere, siamo a New York in piena guerriglia urbana, nel 2021. Gli autori sono stati furbi nel farci vedere due particolari che ci potrebbero mandare in pappa il cervello: le Torri Gemelle sono state effettivamente distrutte nel 2001 (nostro universo) e la divisione Fringe ha un braccio armato con tanto di super divise indosso (alt-universo). Quindi, la coscienza del nostro Peter è stata catapultata nel futuro over here o over there? E qui entra in gioco il mio animo da pronosticatore: mi sarebbe piaciuto un colpo di scena terrificante, e cioè che l’universo che veniva distrutto sarebbe stato il nostro. Ma con le ultime immagini mi è balenata nella mente quest’idea: e se quello che vediamo fosse un “other universe”, e cioè un misto tra il nostro e quello di là dallo specchio?
Chi vivrà, vedrà, diceva il saggio. E visto che la prossima puntata si intitola The Day We Died, speriamo proprio che a vedere come andrà a finire saremo noi.

VOTO: 9

Note:

    • la parola che formano i glifi durante la puntata è:  MULTI.
    • l’Observer è QUI
    • Ci sono un paio di riferimenti ad Alias, che non sveliamo per non spoilerare chi non ha (ancora) visto questa splendida serie (sempre di JJ)
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Informazioni su dezzie86

Avendo sempre avuto delusioni nei rapporti col gentil sesso, si è tuffato nel mondo della finzione filmica (tv e non), partendo da Lost, passando per Fringe e Breaking Bad, arrivando a Dexter. Guarda tutto quello che c'è di guardabile (ebbene sì, ha visto anche tutto Flash Forward), cercando il senso della vita in una pellicola cinematografica. Si diletta a scrivere recensioni di serie tv, sperando un giorno di precipitare con un aereo su un'isola misteriosa, piena di botole nascoste. E' stato fidanzato per qualche anno con Evangeline Lilly, ma lei non l'ha mai saputo. Sapete, la distanza. Raccoglie citazioni improbabili di chiunque, ha letto il 95% di quello che ha scritto Stephen King e non ha ancora trovato il senso della vita... ma Dexter Morgan gli sta dando qualche bella dritta.

Pubblicato il 2 maggio 2011, in Fringe, Recensione episodi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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