Game of Thrones 1×02 – “The Kingsroad”

Siamo appena al secondo episodio della stagione e mi sono già innamorato di questa serie. Non solo per l’atmosfera che si respira (in certe scene mi sembra davvero di percepire l’umido odore della nebbia di Winterfell) e per le ricostruzioni interne a dir poco perfette, ma soprattutto per i personaggi che a poco a poco emergono da questo mondo a me ignoto. Così mentre i pezzi si dispongono sulla scacchiera, e il gioco dei troni sta per iniziare, aumenta la voglia di scoprire i legami e la storia fra loro.

“The Kingsroad”, così come il precedente episodio, continua ad incentrarsi, fondamentalmente, sull’illustrazione dei rapporti dei vari personaggi, sebbene si percepisca un aumento, molto leggero, nel ritmo della storia. L’attenzione è concentrata in particolar modo sugli Stark e sui Lannister in partenza da Winterfell, mentre al di là del mare stretto ci sono presentate le vicende di Daenerys Targaryen dopo il suo matrimonio con il Khal dei Dothraki, Drogo.

Daenerys Targaryen

Nel Pilot avevamo visto Daenerys usata come merce di scambio dal fratello Viserys per stabile un’alleanza con Drogo. In quest’episodio, invece, l’ultima donna della casa Targaryen decide di prendere in mano le redini del proprio destino. Non si ribella, però, al ruolo che è stato scelto per lei, ma anzi fa l’opposto: cerca di appropriarsene completamente. “Can you teach me how to make the Khal happy?” Partendo dalla sfera erotica e prendendone il controllo, Daenerys riesce a liberarsi dalla sua sottomissione, trasformando il rapporto sessuale con Drogo violento e brutale in vero e proprio fare l’amore. Così facendo Daenerys smette di essere una schiava (almeno in camera da letto) e diventa la moglie del Khal, cambiando in meglio il suo rapporto con lui. La ragazza parallelamente compie il primo passo verso un’altra trasformazione: da adolescente, che si meraviglia di fronte alle storie sui draghi quasi fosse una bambina, a donna adulta.

Casata dei Lannister

Sicuramente questa casata, dopo quanto avvenuto alla fine dello scorso episodio, si è guadagnata l’odio profondo della quasi totalità dei fans. Ad alimentare l’antipatia verso di loro, dopo i due incestuosi amanti, la regina Cersei e Jamie, ci pensa l’arrogante primogenito Joffrey. L’unico membro della famiglia che si salva dall’odio collettivo è Tyrion. Che dire su questo personaggio? Già nella prima puntata mi aveva colpito positivamente (“Never forget what you are, the rest of the world will not. Wear it like armor and it can never be used to hurt you.”), ora non posso far altro che adorarlo, specie dopo aver preso a schiaffi il nipote all’inizio dell’episodio.
Tyrion, che compensa il suo aspetto fisico non certo dei migliori coltivando l’intelletto (“My brother has his sword and i have my mind”), si presenta subito come un personaggio privo d’ipocrisia, diretto, razionale ma anche ambiguo (“My dear brother, there are times you make me wonder whose side you’re on”); fino ad ora, almeno per me, è il personaggio più intrigante. Ottima l’interpretazione di Peter Dinklange.

Casata degli Stark

E’ passato più di mese dalla caduta di Bran dalla torre e, mentre Catelyn veglia sul suo piccolo figlio miracolosamente sopravvissuto, molti membri della famiglia lasciano l’accogliente e sicura Winterfell verso diverse direzioni. A Nord, verso la Barriera, va Jon Snow, accompagnato da suo Zio Benjen Stark e Tyrion “the dwarf” Lannister, mentre si dirigono a sud, verso la capitale King’s Landing, Eddard e le sue due figlie Sansa e Arya.
Jon Snow. La prima parte dell’episodio si concentra parecchio su Jon Snow ed in particolar modo sui suoi rapporti con gli altri membri della famiglia Stark e i dubbi crescenti, mai esplicitati ma deducibili in primis dalle sue espressioni, sulla decisione di unirsi ai Night’s Watch.
Quanta tristezza e tenerezza mettono i suoi addii, prima con Arya, poi con Bran, con Robb ed infine quello toccante con Eddard (“The next time we see each other, we’ll talk about your mother. I promise”)!
“You might not have my name, but you have my blood”. Agli occhi di Eddard e di gran parte della sua famiglia Jon Snow è considerato uno Stark a tutti gli effetti, ma agli occhi degli altri e soprattutto di Catelyn egli è e rimarrà sempre il diverso (il direwolf bianco della cucciola), “The bastard”. Posso ipotizzare che sia questo il vero motivo che lo spinge a “prendere il nero” (“The Starks have manned the wall for thousands of years. And you are a Stark”). A poco a poco, però, le sue certezze iniziano a vacillare: i “compagni d’arme” stupratori, i dialoghi prima con Jamie (“It’s only for life”) e poi, soprattutto, con Tyrion progressivamente il dubbio sulla scelta presa. La sua espressione di fronte alla Barriera vale più di mille parole.
Arya Stark. Al momento adoro tutti i personaggi di Game of Thrones, dal disertore giustiziato all’inizio agli antipaticissimi Lannister al Mastino sfigurato. Ovviamente, però, ci sono dei personaggi che hanno attirato maggiormente le mie simpatie: uno è Tyrion (di cui ho parlato in precendenza), l’altro, o meglio l’altra, è Arya. Impossibile non essere colpiti dai suoi grandi occhi pieni di vita e di coraggio. La ragazza non teme nessuno: principi, re e regine. Non si può non affezionarsi a questa ragazzina. “Sansa can keep her sewing needles. I’ve got a Needle of my own”.
Direwolf. Un ruolo importantissimo in quest’episodio lo giocano i Direwolf, simbolo della Casa degli Stark. I sei cuccioli, trovati all’inizio del Pilot, cresciuti ad una velocità impressionante, sono diventati ormai dei veri e propri angeli custodi dei figli di Eddard. Dolcissimi ma allo stesso tempo letali. Rimangono nascosti sullo sfondo, quasi invisibili, per intervenire al momento opportuno (ne sanno qualcosa Joffrey Lannister e il sicario mandato ad uccidere Bran). Il legame fra questi animali e gli Stark viene ancora più evidenziato nel finale dove all’uccisione dell’amorevole Lady (il direwolf di Sansa) coincide con il risveglio di Bran.

L’uccisione del direwolf non è l’unico episodio che ha provocato tensione tra i Lannister e gli Stark. Dopo i dubbi risvegliati nel Pilot dalla lettera della sorella, Catelyn Tully, in seguito allo scontro con il sicario nella camera del figlio, inizia a nutrire seri sospetti su un coinvolgimento dei Lannister dietro a quanto è accaduto al figlio Bran. Così dopo essersi confrontata con il figlio e alcuni fidati consiglieri, decide di partire anche lei e di raggiungere il marito Eddard a King’s Landing. Ora che Bran si è svegliato la situazione è destinata a diventare sempre più burrascosa.

“The Winter is coming.”

Voto 9

Note

– La sigla è diversa da quella del primo episodio. Molto probabile che cambierà ogni puntata in funzioni ai luoghi in cui saranno ambientate le vicende.

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Informazioni su Joy Black

Recensore Seriale e Hand of The King del blog di Seriangolo. Ha amato ed ama tuttora alla follia Lost, millantando di aver visto ogni episodio almeno 17 volte (in realtà sono molte di più). Proprio seguendo la creatura di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Carlton Cuse, nasce in lui la passione per il mondo della serialità americana. Le sue serie preferite sono, oltre ovviamente a Lost, Battlestar Galactica, Breaking Bad e Game of Thrones. Altri suoi interessi sono i fumetti, il cinema e il wrestling. P.s. Di solito non parla in terza persona, ma in questa occasione fa figo.

Pubblicato il 29 aprile 2011, in Game of Thrones, Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Articolo di valido aiuto per un neofita come me!
    Condivido in pieno le simpatie e le antipatie verso gli stessi personaggi ed adoro i meta-lupi!

    Una bella serie davvero, coinvolgente ed appassionante, ma sono solo agli inizi…

    Come sempre un’ottima recensione.

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