House M.D. – 7×18 The Dig – 7×19 Last Temptation

Eccoci con due nuove puntate di House M.D.!
Episodi dedicati a due donne, molto diverse e comunque legate a doppio filo, e alle loro scelte, di vita e non solo.
Vediamo nel dettaglio cos’è successo in questi episodi:
The Dig e Last Temptation.

 

7×18 The Dig

…And the bitch is back!

Queste le parole di House che sottolineano con entusiasmo il ritorno di Thirteen nella serie.
La puntata è dedicata quasi interamente a questo e, per il resto, al caso del giorno al Princeton Plainsboro, alla cui soluzione contribuirà la stessa Thirteen con un’intuizione che, ad essere onesti, avrebbe avuto più o meno chiunque: a questo proposito, l’entusiasmante frase di House, sopra riportata, è stata forse un po’ eccessiva per la situazione, ma la nostra desaparecida merita questo incoraggiamento e anche molti altri, quindi chiuderò un occhio.

Ecco in due parole ciò che è accaduto: la puntata inizia con House che, arrivato davanti ad un carcere, accoglie una stupita Thirteen con un cocktail. Il nostro Greg ha infatti scoperto che la sua ex dipendente era stata arrestata, ma ne ignora il motivo: sarà questo il tema portante di tutta la puntata, ovvero il tentativo di House di capire “cosa ci sia dietro”.
L’intimità emotiva che qui lega questi due “outsider” della vita è all’inizio solo accennata, ma senza alcun dubbio profondissima: le rivelazioni di Greg sulla Cuddy, la sua sofferenza a riguardo, la follia del suo matrimonio e quella della gara con lo sparapatate, si intrecciano con rara eleganza a quelle di Thirteen, che non vuole dire nulla ma al contempo ha bisogno di qualcuno che ascolti e porti con lei il terribile peso che le grava sulle spalle.

La prima reazione di House davanti al vero motivo che ha portato Thirteen in carcere non è quella che lei si aspetta: ma noi sappiamo quanto il rapporto di Greg con la sua emotività sia tremendamente difficile e possiamo capire perché non risponda in quel momento, perché non riesca a farsi sopraffare dal dolore – e il motivo è sempre quello: non ne è capace.
Sbaglia la Hadley quando pensa che lui non stia avendo alcuna reazione (“It’s no wonder Cuddy broke up with you”), sbaglia perché nessuno, nemmeno House, ha mai capito come funziona il suo cuore. Il massimo che lui possa concedere sul momento è un occhio un po’ lucido, perché tutto questo va a toccare una parte di lui troppo vulnerabile ed indifesa.

Per dire a Thirteen della decisione che noi avevamo già capito, lui ha bisogno dei suoi tempi: per metabolizzare la notizia e la sua vulnerabilità, per accettare ciò che sta succedendo e per indurirsi nuovamente, nascondendo l’importanza di ciò che dice dietro al sarcasmo e la sua fragilità dietro al tempo che lui ha stabilito e che lascia l’altra senza parole:

I’ll kill you. When the time comes, if you want me to.
I’ll do it now if you like. I think I’ve got a baseball bat in the back.

Il caso della settimana, gestito da House e poi da Thirteen a distanza, inizia con un uomo che tossisce sangue, passa attraverso una moglie con disturbo ossessivo e termina con una diagnosi che, nelle sue conseguenze, molto ci dice anche sui nostri protagonisti: come la donna, affetta da sindrome di Ehlers-Danlos e vittima dei conseguenti aborti spontanei, cerca di riempire il suo vuoto tramite l’accumulo di tutto ciò che la circonda, così House e Thirteen hanno bisogno di riempire quel buco nero che li sta divorando. Abbiamo visto come reagisce Greg, come provi costantemente a cercare di “sentire” qualcosa in qualunque modo; vedremo da qui in poi come si comporterà la Hadley.

Voto: 8 ½

Note sparse:

    • “OMG, certo che mi manca proprio Lost se quello che vedo mi ricorda assolutissimamente Damon Lindelof”, disse xfaith84 dandosi della drogata da serie tv.
      Ovviamente quello ERA Damon Lindelof.

  • il ritorno di Taub con la moglie mi fa pensare che ci sia qualcosa di seriamente malato in quei due. Non capisco se Rachel ora voglia giocare a “quella che ha il potere e che ti rigira come un calzino” vs. il marito fedifrago, oppure se stia messa ancora peggio e cerchi di attirare l’attenzione di Taub vestendo i panni dell’amante nascosta.
    In ogni caso, i due hanno problemi seri.

7×19 Last temptation

 Con il ritorno di Remy Hadley al Princeton Plainsboro, era inevitabile dedicare una puntata alla studentessa che abbiamo imparato a conoscere, ad apprezzare come contraltare di House, ad osservare per il suo discutibile abbigliamento e anche un po’ a detestare per le sue uscite da bambina di tre anni, fino ad arrivare addirittura a sperare in un ritorno del celebre cannibale (questo articolo e il suo sondaggio sono diventati i miei due nuovi idoli della giornata).

Sì, sto parlando della petulante Masters, che in questo episodio subisce la sua “ultima tentazione” da parte di quel diavolo di House, che la vuole far passare al lato oscuro sottoponendola ad una prova finale.

Dirò subito che l’atteggiamento di House mi è sembrato parecchio contraddittorio: il fatto che avesse aperto proprio per lei una posizione di tirocinio all’interno del reparto di diagnostica mi aveva fatto pensare al suo discorso nella puntata “Family Practice”, quella necessità di avere accanto qualcuno con un’integrità così forte da impedire un danno irreparabile.
Ora, è vero che in quel momento ne aveva bisogno perché la Cuddy era la sua compagna e non riusciva più a frenarlo come un tempo, però non credevo che le motivazioni qui fossero diverse.

E invece che fa? La sottopone ad un rito di passaggio: se vuoi lavorare con me devi trasgredire una regola; se ti scopro a cercare di recuperare – come effettivamente la Masters fa, coadiuvata da Thirteen – ti escludo dal tirocinio.
Quindi, la vuoi nel team perché è onesta (oltre che brava) e poi non la prendi perché è onesta?
Credo che House sia un po’ confuso.
O forse la gara con Wilson a “chi si fa sgamare prima con la gallina” (BEST MOMENT EVER!) lo ha distratto da cose più importanti. Forse ha distratto anche me, quindi dedichiamo tutti un momento di attenzione alla scena più esilarante della storia.

Lavorare con House non è facile: “Working with House is great. And it sucks. Often simultaneously. Most people can’t work in that environment” dice saggiamente la Cuddy, e non possiamo non concordare anche con Chase, che ammette quanto questa esperienza lavorativa lo abbia influenzato e anche allontanato dai suoi cari – e non è velato il riferimento alla vicenda iniziata con la 6×04 The Tyrant, ovvero l’uccisione del dittatore Dibala e le conseguenze sul suo matrimonio con Cameron.

Le bugie della Masters per far operare Kendall Pearson, la 16enne “aspiring pirate” come la definisce House, sono sicuramente un tentativo da parte della giovane “aspiring doctor” di entrare in questo mondo dalla morale così distorta e spesso difficilmente comprensibile: ci ha provato ora, non solo perché in sintonia con la ragazza per le loro “lost childhoods”, ma soprattutto perché, messa alle strette, vuole capire davvero chi si nasconde dentro se stessa.

Dunque Martha M. Masters agisce, scoprendo poi che quello che ha fatto, benché con tutti i suoi buoni propositi, non la fa sentire meglio. La vediamo nel suo letto, mentre come tutte le mattine la sveglia suona, ma non c’è nessun sonno da cui distoglierla: lo sguardo è quello del senso di colpa, del “non posso farcela” e, soprattutto, del “io non sono così”.

La vediamo andarsene, piangendo, sulle note di “You can’t always get what you want”: ma era davvero quello che voleva, lavorare in un posto in cui la sua morale veniva messa in discussione costantemente? L’universo di House è un mondo di genii, come lei, ma di folli, di quelli che fanno gare con le galline e che le lasciano in giro per i corridoi: e lei non è così.
Lei è quella che cammina in corridoio piangendo e pensando alle sue scelte, forse anche con i Rolling Stones che cantano nella sua testa, ma sicuramente troppo impegnata per vedere la gallina prima di inciampare.
Non la vede perché non se l’aspetta: bisogna essere estremamente folli o estremamente distaccati per vivere con House, e lei non è né l’uno né l’altro.

Voto: 8, mezzo punto in meno perché comunque la mossa di House non mi è piaciuta, ma mezzo punto in più per l’Australorp.

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 22 aprile 2011, in House M.D., Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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