Game of Thrones – 1×01 “Winter is Coming”

Quando ci si trova di fronte all’adattamento di un romanzo, qui in modo particolare per la televisione, bisogna fare i conti: da un lato con le aspettative, in questo caso enormi, di coloro che hanno letto l’opera originale e che desiderano una trasposizione quanto più fedele e raffinata possibile; dall’altra anche suscitare la curiosità e rendere il più possibile chiari tutti i dettagli a quelli che si avvicinano per la prima volta alla storia. Vi dico subito che, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per scelta di non voler essere condizionato troppo nella visione dal confronto con l’opera originale, faccio parte di quella fetta di spettatori che non ha letto il libro ed è quindi ignaro di tutto, fatta eccezione per una leggera infarinatura che ho avuto modo di farmi leggendo alcuni articoli introduttivi alla saga in giro per la rete e che hanno accresciuto a poco a poco la mia curiosità. Ed è proprio che con sguardo curioso che mi sono immerso nella visione di questa premiere. Dopo averla guardata due volte (in HD aggiungo) non posso far altro che esclamare, citando il buon John Locke: “what I saw was beautiful”.

Avvertenza: La recensione è praticamente priva di spoiler per permettere a coloro che sono ancora indecisi se seguire o no questa serie di farsi un’idea.

“The Winter is coming” rasenta la perfezione in tutti campi, sia a livello strettamente tecnico (regia, fotografia, scenografia, costumi) che a livello di scrittura e di recitazione.
La prima cosa che colpisce è, ovviamente, il meraviglioso spettacolo visivo che caratterizza questa premiere, evidente già dai primi minuti, quando ci viene mostrata, in tutta la sua maestosità, la Barriera (the Wall). Tutto l’episodio è caratterizzato da una fotografia sontuosa: si va dalle tonalità grigie e fredde della nebbiosa Winterfell con le sue foreste, alla luminosa e soleggiata Pentos passando, per pochi istanti, per la capitale del regno King’s Landing.
La ricostruzione scenografica, dettagliata fin nei minimi particolari, insieme agli accuratissimi costumi e alla perfetta riproduzione dei rituali (dal funerale del Hand of the King, Jon Arryn, al brutale matrimonio Dothraki) catapultano lo spettatore nelle atmosfere medievaleggianti tipiche della saga. L’aspetto tecnico, come ho detto sopra, non è il solo punto forte che ritroviamo in questa premiere.

A Game of Thrones, il libro da cui è tratta questa seria, costituisce il primo dei sette romanzi (di cui sono usciti per il momento i primi quattro) che compongono la saga fantasy di George R. R. Martin “A Song of Ice and Fire” (Le cronache del ghiaccio e del fuoco). A differenza de “Il Signore degli Anelli”, questo ciclo di romanzi presenta una mitologia meno accentuata, con pochi elementi prettamente Fantasy. I personaggi, che sono tantissimi, sfuggono da una netta divisione archetipica fra bene e male, ma sono piuttosto ambigui e multisfaccettati, con una psicologia più profonda e matura di quelli di stampo Tolkeniano. Sono loro la parte più importante dell’opera e sono loro ad essere messi al centro di questo pilot. David Benioff e Dan Weiss non usano dialoghi troppo didascalici o spiegoni plateali, ma riescono a far emergere attraverso accorgimenti, gesti o anche poche battute i vari personaggi, i rapporti e la storia che c’è dietro di loro. Cito solo alcuni esempi: il rapporto di fiducia che il re Robert Baratheon (interpretato da Mark Addy) nutre per Eddard Stark (Sean Bean) evidenziato dai loro dialoghi, oppure la battuta pronunciata dal re “In my dream, I kill him every night” che in un colpo solo pone l’accento sul dolore per la perdita dell’amata sorella di Eddard (morta anni addietro) ma anche, e soprattutto, sull’odio che il re nutre verso la casa dei Targaryen, che ha scacciato dal trono anni prima; per non parlare, poi, dell’enorme ambizione e frustrazione di Viserys Targaryen (Harry Lloyd) disposto a tutto per riconquistare il suo trono.
Tutto questo, ovviamente, è merito soprattutto di un grande cast dove ogni attore si dimostra, almeno per il momento, perfetto nel proprio ruolo. In particolar modo mi hanno sorpreso molto in positivo i bambini, complimenti a chi li ha scelti.

In “The Winter is coming” non succede molto a livello di trama orizzontale. Gli sceneggiatori, come detto, si concentrano sull’introduzione dei vari personaggi e le dinamiche di potere, tipicamente medioevale (ad esempio donne e matrimoni usati per siglare alleanze), che caratterizzano i Sette regni all’inizio della storia. Il quadro che ne emerge riesce ad attirare non solo lo spettatore già iniziato alla saga dai romanzi, ma anche i non-lettori (rappresentati dal sottoscritto) che rimangono accattivati dai personaggi ed impazienti di assistere alla prima mossa di questo Gioco dei Troni.
Non vedo l’ora che arrivi l’inverno.

Voto 9

Note

– Di grande aiuto ai non-lettori è sicuramente la bellissima sigla che, partendo dall’alto, ci illustra il continente di Westeros e i luoghi chiave dove si svolgono gli avvenimenti della saga:

Il tutto è accompagnato dalla stupenda musica di Ramin Djawadi (che da due giorni non riesco a togliermi dalla testa).

– Sempre per chi si avvicina alla saga per la prima volta è stata preparata un pratica guida (a questo indirizzo) dove sono presenti gli alberi genealogici delle varie case e la cartina di Westeros.

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Informazioni su Joy Black

Recensore Seriale e Hand of The King del blog di Seriangolo. Ha amato ed ama tuttora alla follia Lost, millantando di aver visto ogni episodio almeno 17 volte (in realtà sono molte di più). Proprio seguendo la creatura di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Carlton Cuse, nasce in lui la passione per il mondo della serialità americana. Le sue serie preferite sono, oltre ovviamente a Lost, Battlestar Galactica, Breaking Bad e Game of Thrones. Altri suoi interessi sono i fumetti, il cinema e il wrestling. P.s. Di solito non parla in terza persona, ma in questa occasione fa figo.

Pubblicato il 22 aprile 2011, in Game of Thrones, Recensione episodi con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Mi permetto di aggiungere Peter Dinklage nella parte di Tyrion, il folletto… in assoluto uno dei miei personaggi preferiti, a cui l’attore rende pienamente giustizia…

  2. Concordo in pieno. Per il momento è uno dei miei personaggi preferiti insieme ad Arya e Eddard Stark.

  3. Ciao Joy, avevo già letto questa tua presentazione, ma avendo visto solo ora la serie completa, mi leggo tutti gli articoli per colmare la crisi d’astinenza! ^_^
    Confermo pure io P.Dinklage come mio attore preferito in tutta la serie, mentre Daenerys Targaryen come personaggio femminile.
    🙂

  4. Grazie al tuo suggerimento Joy, ho appena terminato la visione del pilot e devo ammettere che mi ha entusiasmato molto.
    La tua puntuale presentazione ed il tuo link agli alberi genealogici mi hanno aiutato la comprensione della storia e reso meno traumatico l’impatto con un mondo per me tutto da scoprire… (anche io ammetto di non aver letto l’opera originale).

  5. Si, la cosa più difficile è ricordarsi i nomi ma il link della guida HBo aiuta tantissimo.

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