Fringe: stagione 3 episodio 19 “Lysergic Acid Diethylamide”

Dopo un inizio di stagione favoloso, in molti non hanno digerito la direzione che ha preso Fringe nelle ultime puntate, criticando soprattutto l’amore di Peter per Olivia o Bolivia come chiave per la salvezza di uno dei due universi e l’ingresso di Belly nel corpo dell’agente Dunham, con tanto di “sc” da parte di Anna Torv. Personalmente non mi hanno affatto dato fastidio queste scelte narrative, ma si sa, de gustibus… . Nell’ultima puntata avevamo visto Bolivia alle prese con una rapida gestazione e ora, finita (per fortuna) l’ultima pausa, si torna nell’universo blu con, credetemi, una delle migliori puntate di Fringe.

Le quarantotto ore sono scadute, e Belly deve lasciare il corpo di Olivia. Si prova quindi a trasferirlo in un cadavere, ma durante l’esperimento qualcosa va storto e per un breve istante Olivia “ritorna in sé”, prima di svenire e essere portata in ospedale. Lì William prende nuovamente il sopravvento, e scopriamo che è l’unica cosa a tenere in vita il corpo dell’agente Dunham. C’è bisogno di agire di in fretta, e nel laboratorio Walter e Peter decidono di entrare nella mente di Olivia per riportarla a galla, mentre la coscienza di Belly verrà trasferita in un computer. Non può mancare una buona dose di LSD (come nel pilot) e bum..! Con un ingresso alla Inception entriamo nella mente di Olivia.

Peter e Walter partono alla ricerca di Olivia, e dalla cima di una delle Twin Towers un bagliore attira la loro attenzione. Con una serie di interruzioni, la luce si rivela essere un messaggio Morse mandato, a quanto pare, da Olivia. I due Bishop si avviano verso le torri, ma prima se la devono vedere con le proiezioni del subconscio di Olivia (guidate dal suo patrigno) che, come in Inception, vogliono proteggerla dagli intrusi. Peter e Walter si salvano e, dopo aver scampato anche la minaccia di Nina Sharp che tenta di farli fuori, arrivano nella stanza da cui è partito il messaggio e vi trovano, rullo di tamburi, William Bell. Le cose però, come potete vedere, sono alquanto strane…

Con un buon bicchiere di quello che sembra whisky MacCutcheon, Belly discute con i Bishop su cosa fare. Optano per un viaggio a Jacksonville, l’ultimo posto in cui Olivia vorrebbe andare. Sconfitta la minaccia di una serie di zombie, i tre salgono su un dirigibile, ma i problemi non sono finiti: c’è qualcun altro insieme a loro, e non perde l’occasione di mettere in pericolo la loro missione. Un uomo con un t-shirt bianca sulla quale c’è una x nera taglia il tubo del carburante e, dopo essersi confrontato con Peter, apre una voragine nel dirigibile, e Walter viene risucchiato. Il dottor Bishop esce così di scena, lasciando nelle mani di Peter e Belly il destino di Olivia. Arrivati a Jacksonville, i due si dirigono verso la base militare, l’ultimo posto in cui Olivia si è sentita al sicuro, prima che gli esperimenti con il Cortexiphan cambiassero la sua vita. Di fronte a loro c’è una distesa di case a schiera tutte uguali, ma Peter sa cosa cercare: una porta rossa. In sella a una moto trovano l’abitazione, e Peter entra.

Davanti a lui c’è Olivia, mentre in lontananza, seduti ad un tavolo ci sono due persone e una bambina. La conclusione del viaggio nel subconscio di Olivia sembra arrivato alla fine, ma Peter nota qualcosa di strano, e si rende conto che quella non è Olivia. Lo capisce guardandola negli occhi, ed è forse un rimando a tutte quelle volte che l’agente Dunham non riusciva a capire come il figlio del dottor Bishop non fosse riuscito a capire che Bolivia non fosse lei. La bambina al tavolo si avvicina a Peter e rivela la sua identità: è Olivia. Gli prende la mano e insieme escono dall’abitazione, ma la minaccia delle proiezioni del subconscio si sta avvicinando. Peter, nel tentativo di proteggere la piccola Olivia, viene investito da un Hummer e alla fine rimangono solo lei e Belly. Le proiezioni si fanno vicine e minacciose… poi però, dopo un ordine di Olivia, si fermano. E’ il punto di svolta. Dopo aver passato tutto questo tempo a nascondersi dalle sue paure, l’agente Dunham trova il coraggio di affrontarle e soprattutto superarle.

Olivia si risveglia, e torna tra le braccia di Peter, ma qualcosa va storto: la coscienza di Belly non viene trasferita sul computer, e William sparisce per sempre. Walter è sconvolto, ma del resto lo aveva detto lui stesso, “Belly hates goodbyes”.

Peter va a trovare Olivia (totalmente cambiata), e non può fare a meno di notare su un taccuino il disegno dell’uomo con la x sulla maglietta. Ovviamente le chiede chi sia, ma lei non ne ha la più pallida idea. Con una tranquillità che ci lascia di stucco, aggiunge:

“Credo sia l’uomo che mi ucciderà”.

Fringe is back! Puntata eccezionale, un perfetto cocktail di tutti gli ingredienti che hanno portato la creatura di J.J. Abrams ad essere uno dei prodotti televisivi più validi degli ultimi anni. Sicuramente qualcuno dirà che si tratta di un plagio di Inception, ma Fringe non è nuovo ai viaggi nel subconscio (Pilot). E poi Inception è entrato da subito nell’immaginario collettivo, quindi è impossibile che non ci sia qualche impronta del capolavoro di Nolan. La parte animata, forse scelta per motivi di budget, poiché ricreare il mondo immaginato da Olivia nei tempi concessi dagli elevati ritmi della televisione sarebbe quasi stato impossibile, è eccezionale (chi possiede il dvd o il blu-ray di Inception troverà nella tecnica dell’animazione un altro collegamento). C’è veramente poco da aggiungere e, neanche sforzandomi, riesco a trovare qualcosa da criticare a questo episodio. Se questa è la qualità che vedremo nelle ultime puntate di questa stagione, allora siate sicuri che ci aspetta qualcosa di grandioso. Magari anche qualche altra scena con Broyles sotto l’effetto dell’LSD.

Voto: 8 ½

A destra l’Osservatore.

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Pubblicato il 17 aprile 2011, in Fringe, Recensione episodi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Ottima recensione Ivan! Sono pienamente d’accordo con te su tutto!

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