The Office – Episodi 7×19 “Garage Sales” e 7×20 “Training Day”

Se non guardate The Office, rimediate: già dopo pochi episodi, la brillante sceneggiatura, il cast perfetto, i personaggi geniali e le situazioni comiche al limite dell’inverosimile vi cattureranno in questa fantastica Comedy. E quello che vi sorprenderà sarà la qualità, già alta, che non farà altro che aumentare durante le sette stagioni (con pochissime eccezioni)  e che vi farà innamorare dei personaggi e delle loro vicende.
Io stesso vengo da una (non troppo) lunga maratona che ha visto il sottoscritto spararsi sette stagioni di The Office (quasi 150 episodi) in poco più di un mese.  Capirete bene come, abituato alla mia dose giornaliera di puntate di The Office (da 2 a 10 al giorno, a seconda di quanto il mio “hobby università” influisse con il mio “lavoro serie tv”), abbia affrontato una grossa crisi d’astinenza nelle tre settimane di pausa tra la 7×19 e la 7×20.

Dopo questa dovuta dichiarazione d’amore, vediamo cosa è successo negli ultimi due episodi.

7×19 – Garage Sales

In breve, i dipendenti della Dunder Mifflin hanno allestito un mercatino dell’usato, mentre Michael  cerca di trovare il modo giusto di chiedere la mano ad Holly.

Vediamo il classico Michael Scott, tra idee stupide (grazie Pam per averlo fermato dall’incendiare le auto nel parcheggio), gelosia (sminuendo la dichiarazione di Jim a Pam, quella che è per lui la “coppia perfetta”), manie di protagonismo (“deve essere un momento ricordato nei secoli”)…ma anche sincerità e genuinità che hanno sempre caratterizzato questo personaggio.

L’episodio è mediocre (neanche il lungo prank di Jim ai danni di Dwight lo fa risalire) ma contiene quel plot twist che tutti stavamo, tristemente, aspettando: Holly si deve trasferire in Colorado perché suo padre sta male e Michael andrà con lei.
Questo ci porta al finale della puntata – grazie al quale l’episodio risulta comunque sufficiente – con la romantica dichiarazione di Michael a Holly aiutata dalla complicità di tutto l’ufficio (fantastici i commenti di Michael alle finte-dichiarazioni dei dipendenti ad Holly) e con l’annuncio atteso: “Ci trasferiamo. Vado in Colorado”.
Non so voi, ma questa scena mi ha devastato emotivamente. La reazione spontanea e sincera di Jim e gli altri “What??” nei confronti del loro capo tanto non-stimato quanto, in fondo, amato, è probabilmente la stessa che avranno avuto quei (pochi) telespettatori che non sapevano dell’addio di Steve Carell.
L’attore lascerà un vuoto incolmabile. Spero che l’ottava stagione sia l’ultima, perché per quanto mi riguarda The Office finisce qui. Certo continuerò a guardarlo, grazie a personaggioni come Jim, Dwight, Andy, Kevin, Creed. Ma Michael è Michael, non scherziamo.

Episodio dunque che si accende solo nel finale.

Voto : 6

7×20 – Training day

Episodio che inizia con Michael che incontra la super guest star della settimana: Will Ferrell. Il suo peronaggio, D’Angelo, dovrà sostituire Michael nel ruolo di Manager della filiale di Scranton. La gag con i due manager protagonisti è banale e prevedibile, ma risulta comunque un simpatico modo per far conoscere i due.

La simpatia reciproca però, è ben presto minacciata quando Michael è geloso del trattamento di favore che i suoi (ex) dipendenti hanno verso il loro nuovo boss:
–  Kevin si mette il parrucchino (splendida questa scena) arrivando persino a dichiarare “I hate bold people”).
–  Jim e Pam sfruttano (senza successo) la loro bambina per fare colpo sul boss
–  Angela usa il suo fidanzato-senatore
–  Kelly usa la tecnica del “meet cute”
– Andy diventa involontariamente “the funny guy”, umiliandosi per cercare di non tradire le aspettative
– Darryl enfatizza il suo amore per il sud
– Tutti gli altri non fanno che congratularsi e ridere ad ogni sua battuta.

Michael finisce per odiarlo, finché i due non si chiariscono durante un poco eterosessuale abbraccio.
Episodio, dunque, che non fornisce nuovi spunti o le situazioni comiche a cui The Office ci ha abituati. Anche i personaggi, sempre ben costruiti e sviluppati, non hanno fatto altro che rendersi ridicoli per tutta la puntata. Fanno eccezione Oscar, che mantiene la sua integrità morale (l’unico che propone qualcosa di costruttivo per il nuovo corso), Erin, che era molto affezionata a Michael e che quando riceve due ordini diversi dai due boss non sa decidere, e Dwight, il Michael’s semper fidelis, che scopre di non aver mai ricevuto una raccomandazione dal suo vecchio boss. Quest’ultima faccenda è probabilmente la più interessante dell’episodio: Dwight finalmente apre gli occhi e capisce come la sua devozione per Michael non era corrisposta, capisce che quel ruolo di manager spetterebbe a lui. Ed è distrutto per il non averlo ottenuto, e ancora di più per non essere stato preso in considerazione da Michael per quel posto. Quindi anche Dwight abbandona la scialuppa che sta affondando, lasciando Michael da solo.
A parte il giustificato Dwight e i “neutri” Oscar ed Erin, è inspiegabile il mefreghismo degli altri verso l’addio di Michael (nonostante la scena finale dello scorso episodio sembrasse indicare il contrario): dovevano gestire la cosa diversamente a mio avviso.

Episodio di transizione (in tutti i sensi). L’addio di Steve è sempre più vicino. E si sente.

Voto: 6

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Pubblicato il 15 aprile 2011, in Recensione episodi, The Office con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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