The Killing: 1×01 “Pilot” – 1×02 “The Cage”

Ed eccoci qui, a discutere e ad appassionarci assieme di un’altra serie tv targata AMC (The Walking Dead, Breaking Bad, Mad Men). Questa settimana è iniziato infatti The Killing, remake di una serie tv danese dal titolo Forbrydelsen, andata in onda nel 2007. Quando ho saputo che queste rete televisiva americana, che già ci aveva regalato delle perle come le tre serie sopra citate, mandava in onda un nuovo progetto, non ho potuto resistere alla tentazione di dargli un occhio. E devo dire che questi 90 minuti iniziali non sono per niente male, anche se forse The Killing è stata affiancata un po’ troppo forzatamente a una pietra miliare della storia del cinema in tv, ovvero Twin Peaks. Ma andiamo con ordine: diamo insieme un’occhiata a cosa è successo a Seattle nelle prime due puntate di The Killing.

Proprio nel giorno in cui si deve trasferire in California con il figlio e il fidanzato, la detecive Sarah Linden è chiamata ad indagare sulla scomparsa della diciassettenne Rosie Larsen, che non si fa viva da tre giorni, in quanto la storia per cui doveva essere dalla sua amica Sterling si è rivelata una bugia. Proprio la ragazza, messa sotto torchio, confessa che Rosie potrebbe essere dall’ex fidanzato Jasper, figlio di un riccone, e che abbia passato il week-end nella casa di quest’ultimo. Il padre di Rosie, Stanley, si precipita allora a casa di Jasper, non trovandovi la figlia. Di ritorno dalla sua infruttuosa ricerca, Stanley si imbatte nella polizia vicino al luogo dove avevano ritrovato un maglione che poteva essere di Rosie. Proprio lì, la detective Linden con il suo aiutante Holder (che la deve sostituire una volta trasferita) trovano una macchina in fondo al lago: dentro, morta affogata, si trova Rosie Larsen. La macchina in cui viene ritrovato il corpo appartiene allo staff del consigliere comunale Richmond, in quei giorni impegnato nella campagna elettorale per diventare Sindaco di Seattle.
La seconda parte (o se volete la 1×02 “The Cage”) inizia con uno straziante riconoscimento del corpo di Rosie da parte dei genitori. A quel punto, i detective cominciano a interrogare i suddetti, senza che però venga fornito loro nessun indizio particolare. Le domande allora si concentrano su Sterling e Jasper, anche se a quest’ultimo viene in soccorso il facoltoso padre che non permette l’interrogatorio senza un avvocato. Si scopre nel frattempo che la macchina in cui è stata ritrovata Rosie è stata effettivamente rubata, visto che qualcuno dello staff del Consigliere ne aveva denunciato il furto alle autorità. Richmond però è ancora sulle spine, in quanto pensa che una persona vicina a lui, in particolar modo il suo capo-staff Jamie e la consigliera-amante Gwen, faccia la spia con la stampa, rivelando cose strettamente confidenziali. Nel finale, con una mossa furba, Holder scopre l’esistenza della “gabbia”, uno scantinato nella scuola di Rosie dove avvengono feste ben più pesanti di quelle ufficialmente riconosciute.

E’ sempre pericoloso accostare una serie tv (prima che vada in onda) ad un’altra che ha fatto la storia, perché la maggior parte delle volte le aspettative vengono disattese e si rischia un clamoroso buco nell’acqua. Naturalmente anche per The Killing questa mossa avventata è stata fatta, paragonando la nuova serie AMC ad un mostro sacro come Twin Peaks. Io ho visto la serie di Lynch, e per il momento non ho notato questa somiglianza che tanti vanno paventando. Certo, hanno mandato in onda solo due puntate, ma l’unico punto in comune fino ad ora è la ragazzina trovata uccisa che dà l’avvio alla serie di eventi che si andranno a scoprire. Vent’anni fa il tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?” riecheggiava ovunque, addirittura stampato su migliaia di gadget, quindi è sicuramente troppo presto per fare un paragone. Ecco, a proposito di Laura Palmer, mi sono accorto di una cosa: il nome della ragazzina di Twin Peaks ha lo stesso numero di lettere di Rosie Larsen. E’ sicuramente una coincidenza, ma mi mette lo stesso i brividi.
Ciò detto, The Killing è sicuramente partita col piede giusto. Già dai primi secondi si capisce come sarà l’ambientazione che ci aspetta, con quel cielo grigio e la pioggia che fa da padrona incontrastata in praticamente tutte le riprese esterne. Interessante anche il metodo narrativo che la serie seguirà: la storia infatti verrà vista da tre punti differenti, ossia dalla parte dei detective, dalla parte del dolore della famiglia e dalla parte dei politici che si contendono il posto di Sindaco di Seattle.
Gli autori sono stati bravi a rendere perfettamente il senso di dolore che i genitori provano quando scoprono che la figlia è morta (magistrale la reazione della madre che capisce tutto al telefono, senza che nessuno glielo dica esplicitamente), ed ottima anche la prova dei due fratellini di Rosie, come riescano solo con le espressioni facciali a far capire tutta l’angoscia che provano e che non sono ancora bravi ad esprimere a parole. Azzeccata anche la scelta dell’attrice che interpreta la detective Linden, ovvero Mireille Enos: non la solita bellona di turno, ma una donna normale che porta sul viso tutta la fatica che le provoca il lavoro e il fatto di dover crescere suo figlio senza suo marito. Trovo che i suoi occhi dicano molto su quello che prova e al contempo lascino trasparire tutto il dolore che ha dovuto vedere facendo per anni quel lavoro.
Come già accennato in precedenza, The Killing è il remake di una fortunata serie danese, Forbrydelsen, che si articolava in un’unica stagione composta da venti episodi di un’ora ciascuno. A detta di chi ha visto l’originale, c’è un dubbio che riguarda prettamente la narrazione: il finale della prima stagione del remake americano corrisponderà al finale o al cliffhanger di metà stagione della serie danese? Non possiamo saperlo, anche se gli autori hanno affermato che qualcosa rispetto alla trama originale cambierà, in modo da evitare che qualcuno metta in rete spoiler pesanti.
Per concludere, posso dire che la prima ora e mezza di The Killing mi ha piacevolmente intrattenuto, e questo è sicuramente un punto a suo favore. Se vi è piaciuto Harper’s Island e il senso di “umido” che l’ambientazione vi dava (e se vi sono piaciuti gli attori, qui ce ne sono due che riconoscerete di sicuro), questa è una serie che fa decisamente al caso vostro.

VOTO: 7/8

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Informazioni su dezzie86

Avendo sempre avuto delusioni nei rapporti col gentil sesso, si è tuffato nel mondo della finzione filmica (tv e non), partendo da Lost, passando per Fringe e Breaking Bad, arrivando a Dexter. Guarda tutto quello che c'è di guardabile (ebbene sì, ha visto anche tutto Flash Forward), cercando il senso della vita in una pellicola cinematografica. Si diletta a scrivere recensioni di serie tv, sperando un giorno di precipitare con un aereo su un'isola misteriosa, piena di botole nascoste. E' stato fidanzato per qualche anno con Evangeline Lilly, ma lei non l'ha mai saputo. Sapete, la distanza. Raccoglie citazioni improbabili di chiunque, ha letto il 95% di quello che ha scritto Stephen King e non ha ancora trovato il senso della vita... ma Dexter Morgan gli sta dando qualche bella dritta.

Pubblicato il 7 aprile 2011, in Recensione episodi, The Killing con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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