Californication – Episodi 4×11 e 4×12 (Season Finale)

E si chiude qui questa quarta stagione di Californication. Tra alti e bassi, con quest’ultimi sicuramente prevalenti rispetto ai primi. I fasti delle prime due stagioni sono lontani, così come l’introspezione della terza. Cosa ci ricorderemo di questa quarta stagione? I guai giudiziari di Hank, le cazzate fatte a destra e sinistra e Karen impazzita.

Andiamo nel dettaglio degli ultimi due episodi.


4×11 – “The last supper”

Puntata decente, che non aggiunge niente di particolarmente nuovo e sicuramente al di sotto degli standard pre-finale di Californication.

Vediamo Hank giudicato colpevole di stupro di minore, ma la vera protagonista dell’episodio è Becca: nel primo discorsetto suo primo discorsetto esprime il desiderio di avere un padre normale, noioso, “di quelli che si alzano la mattina, si mettono giacca e cravatta, vanno a lavorare in ufficio e tornano a casa alle 5.30 in punto”. Questo offre uno spunto di riflessione ad Hank che, dopo l’inutile scena con la prostituta Trixie, sogna di essere quel padre: la scena onirica, ambientata negli anni ’50 e realizzata in bianco e nero, è sicuramente la più bella dell’episodio e vede Hank svolgere il ruolo di padre-normale/noioso con la sua bella famigliola (e proprio mentre scrivo, 17 in punto, sta suonando mio padre al citofono che torna da lavoro. Eh già, lui non fa lo scrittore ninfomane). Nota di merito per i costumi ben fatti, e per l’atmosfera resa in maniera sufficiente (ma non è certo Mad Men, ovviamente).

La parentesi introspettiva di Hank giunge all’apice quando decide di fuggire via, lasciarsi tutto alle spalle – famiglia, amici, processo – pensando, e non è la prima volta, che il miglior modo di affrontare i problemi sia aggirarli, scappando da questi. Fortunatamente arriva la chiamata di Marcy, per una finta emergenza, che fa tornare Hank a casa per quello che doveva essere un “innocent party” a sorpresa.
Qui sale nuovamente in cattedra Becca, che stavolta ne ha per tutti: “Mi ricorda i bei tempi, quando vi amavate ed eravate tutti felici, ed io mi sentivo sicura. Poi è tutto cambiato”. Anche qui, il suo discorso non passa certo inosservato e i quattro “adulti” si trovano poi a discuterne in una “seduta riflessiva” a base d’erba. Scena che non offre niente di che, e finisce con high-Karen che vuole fare sesso, per l’ultima volta, con Hank.
L’incoerenza di Karen (anche se qui parzialmente giustificata dalla marijuana) in questa stagione è diventata così “di norma”, che potrei quasi dire che sia paradossalmente coerente.

Episodio mediocre, che arriva alla sufficienza grazie al nostalgico riferimento al Pilot della serie (scena onirica con la suora e il blowjob), alla simpatica scena vintage, e ad una Becca in gran lustro.

Voto Episodio: 6

4×12 – “…and justice for all”

“L’unica cosa di cui sono davvero pentito è aver messo in imbarazzo mia figlia e sua madre. Tutto il resto è solo rumore. Puro e semplice”.
Hank ammette la sua colpa. Quella vera, però. Quella per cui non ci sono multe o tre anni di servizi sociali.

Buona parte dell’episodio si svolge a casa di Stu, per festeggiare l’inizio della produzione del film.  La cena, ovviamente, non può che essere spassosa e surreale. Sono infatti presenti i due “quadrangoli” Charlie – Peggy – Marcy – Stu da un lato, ed Hank – Abby – Karen – Ben dall’altro, con il grande Eddie Nero a fare da “arbitro”. Il primo scontro, aizzato dall’attore che vuole capire bene gli aspetti della vita di Hank, è tra Karen ed Abby, ma finisce in un pareggio. Le cose, però, iniziano a precipitare quando lo scontro passa sul versante Peggy-Marcy: Charlie ammette di amare la sua ex moglie e quest’ultima dichiara di portare in grembo suo figlio: la situazione crolla definitivamente e assistiamo a Peggy che accoltella Charlie, Marcy che le salta addosso per spaccarle la faccia, Eddie nero che si eccita vedendo tutto ciò e finendo col pomiciare proprio con Peggy (“la tengo a bada. È il tipo di pazza che mi piace”).
Scena che risulta molto ilare nel suo surrealismo e che dà l’ultimo spunto comico di questa stagione proprio con i suoi due pupilli e veri protagonisti: Charlie e Eddie. Personaggi fantastici, in particolare quest’ultimo, sempre in bilico tra completa pazzia, sprazzi di saggezza e psuedo-devozione all’arte.

Ma Karen, Ben e Becca stanno per partire per un viaggio across the states e così, dopo aver salutato la figlia, Hank si reca sul set del film “Fucking and Punching” (potevano anche fare lo sforzo di cambiare qualcosina a casa di Hank, senza fingere di aver realizzato un set identico a casa sua). Qui, sotto le note della bellissima “You can’t always get what you want” dei Rolling Stones che spesso ha accompagnato Californication in queste quattro stagioni, si guarda intorno: vede decine di persone che stanno ricostruendo la sua casa, la sua vita. Potranno riuscire a ricostruire tutto questo, potranno anche farlo impersonare da un attore: solo Hank, però, può capire davvero cosa significhi essere il vero protagonista di quella storia. Con tutti i suoi lati positivi e negativi, con l’amore, l’odio, la gioia, il dolore.
Scena riuscita a metà, visto che Hank che finisce a letto con l’attrice che interpreta Karen solo per la somiglianza e per il ruolo era del tutto evitabile, così come Karen e Becca che si fermano a guardare un tipo che scende da una Porche pensando di vedere Hank.

Episodio migliore dei precedenti, con buoni spunti sia comici che introspettivi, ma che tuttavia non è all’altezza di un finale di stagione. Memori dello splendido finale della quarta, soprattutto.
I fattori negativi di questa stagione non sono pochi, molte cose sono state buttate lì così: una sceneggiatura spesso di basso livello, personaggi non approfonditi o con forti involuzioni, una ricerca troppo forzata della situazione caotica o comica, la situazione giudiziaria di Hank trattata come un walzer, quadrangoli a destra e sinistra portati troppo per le lunghe, il cervello di Karen in sciopero, Hank che scopazza qua e là come se niente fosse e comportandosi da totale immaturo. Insomma, un po’ di cosucce  “alla cazzo di cane”, come direbbe il buon Renè Ferretti.
Tuttavia Becca, Charlie super-star e la rivelazione Eddie Nero (e qualche momento introspettivo di Hank che ci ha fatto nuovamente assaggiare la vera natura di Californication) hanno portato la stagione su livelli guardabili. E pensare che il finale della 4×02 mi aveva fatto così ben sperare.

Voto Episodio: 6,5

Voto Stagione: 6

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Pubblicato il 2 aprile 2011, in Californication, Recensione episodi, Recensione finale di stagione con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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