Fringe – Episodio 3×15 “Subject 13”

Dopo che negli ultimi episodi la storyline ha avuto una svolta decisamente sentimentale, focalizzandosi sui problemi di cuore di Pacey Peter che, oltre a fregarcene poco in uno show di fantascienza, sono stati posti anche in una situazione di grande rilevanza per le sorti degli universi (ma io spero ancora che gli sceneggiatori se ne usciranno con qualcosa di diverso), questa settimana Fringe fa un salto nel passato e ci regala una splendida puntata vintage.
Vediamo nel dettaglio.

Peter, tra bugie e (mancati) ricordi.

I fatti raccontati in questo episodio sono ambientati sei mesi dopo ciò che avevamo visto l’anno scorso nella 2×16 “Peter”, quando Walter aveva rapito l’other-side Peter per poterlo curare, ma poi, quando vide in che modo sua moglie lo guardava, capì che non sarebbero stati più in grado di restituirlo.
In questo episodio capiamo sin dall’inizio che ciò non è vero: i due coniugi, infatti, si sono impegnati come potevano (in particolare Walter con i suoi esperimenti sui bambini) per poterlo restituire,  non mostrando quel – seppur giustificabile – egoismo che Walter ha fatto trapelare nel suo racconto ad Olivia nella 2×16. Semplice mancanza di dettagli del racconto di Walter? O incongruenza degli sceneggiatori?

Fatto sta che il piccolo Peter è semi-consapevole di ciò che è successo: crede fermamente che loro non siano i veri genitori, e che sia stato rapito “dall’altro mondo, quello in fondo al lago”. Tuttavia, la bugia del “sei stato molto malato, ti avrà confuso” è ripetuta così tante volte al povero Peter che finisce per crederci.
Ma questo basta a un bambino di otto anni a dimenticare, 25 anni dopo, che era convinto di venire da un’altra parte, che dei finti-genitori l’avevano rapito e che per questa sua convinzione aveva persino tentato di raggiungere il fondo del lago ghiacciato dal quale credeva – comprensibilmente – di provenire?
Potremmo quasi dire di si. In 25 anni puoi certo dimenticare una convinzione, se pur forte, che si aveva avuto da bambino. Ma noi sappiamo bene che Peter, da adulto, scoprirà l’intera storia del suo rapimento e della sua provenienza: ora, come puoi non tornarti in mente che da piccolo avevi la stessa convinzione?
Peter non può averlo definitivamente rimosso, ma può solo averlo “dimenticato” e quindi conservarne un “ricordo latente” che, se non stimolato, non torna in superficie. Ma se ti vengono spiegate le cose per filo e per segno credo lo “stimolo” l’abbia ricevuto e come.
Quindi, di nuovo: interventino di Walter per fare dimenticare qualcosa a Peter, oppure incongruenza degli sceneggiatori?

Gli esperimenti

In questo episodio vediamo Walter alle prese con i sempre-citati esperimenti sui bambini col Cortexiphan.
Tra il gruppo di bambini, ovviamente, c’è la nostra little-Olivia che attira immediatamente le attenzioni dello scienziato in quanto sembra rispondere prima degli altri ai medicinali.
Questo fa sì che Walter inizi a condurre esperimenti individuali su di lei, sottoponendola a stati d’animo diversi per capire cos’è che le permette di passare attraverso gli universi. Tuttavia, lo scienziato si fa pochi scrupoli  e la rende vittima di uno scherzo (di dubbio gusto) che però ha i suoi risultati: Olivia, terrorizzandosi,  scatena un incendio, per poi sparire.

Le riprese, in questo frangente, sono quelle delle telecamere messe da Walter per riprendere gli esperimenti, e quindi caratterizzate da inquadrature fisse, qualità bassa, e formato 4:3. Scelta direi assolutamente azzeccata, visto che dà un tocco di “fredda scientificità” che fa ben comprendere come i bambini fossero solo degli strumenti in mano a Walter e Bell per i loro scopi. Inoltre, ci dà una pausa dalla fastidiosa luce effetto-vintage\flashback che caratterizza l’intero episodio (o hanno semplicemente assunto Duccio a capo della fotografia che smarmella tutto?).

Peter e Olivia. E walternativo.

La “ruffianata” che Olivia e Peter già si fossero incontrati e che ci fosse già qualche speciale connessione tra i due dovevano farcela e ce l’hanno fatta. Fortunatamente in modo passabile. Anche se, nuovamente,  si ripropone il problema: entrambi hanno rimosso l’essersi conosciuti? Stavolta ci può stare. In fin dei conti si sono visti solo un paio di volte da piccoli, ed è una cosa rimuovibile in 25 anni.
La loro connessione, comunque, risulta essere di fondamentale importanza già nel 1985: è proprio grazie al disegno fatto da Olivia raffigurante lei e Peter e alle parole dette, mentre era inconsapevolmente nell’altro universo, a Walternativo, che quest’ultimo capisce finalmente dove sia finito suo figlio.
Nella sequenza ambientata over-there, infatti, vediamo i due alternate-coniugi che sono devastati dal dolore della scomparsa del proprio figlio, sbeffeggiati per il fatto che Walter sia a capo della sicurezza nazionale e non sia stato in grado di proteggere il figlio, e incapaci di darsi risposte. Alieni? Chirurgia plastica? Chi è stato quell’uomo così simile a Walter da poter ingannare la stessa moglie, che ha rapito il loro figlio? La risposta, come già detto, è servita su un piatto d’argento da Olivia: è quindi questo il momento in cui Walternativo viene a conoscenza dell’esistenza di altri universi, e tutto ciò che ne consegue.
Questo mi fa chiedere: il nostro Walter, invece, come è venuto a conoscenza della presenza di altri universi? Forse l’amicizia con William Bell è stata così fondamentale a tal riguardo? E’ successo altro che ancora non sappiamo? Vedremo.

Puntata dunque molto interessante, che ricostruisce una parte della storia davvero fondamentale. Peccato, però, per le varie – possibili – incongruenze apparse qui e là. Un’occasione mancata per fare un capolavoro di episodio.
Quantomeno, però, è una boccata d’aria dalla storyline del presente che, dopo la settimana di pausa, tornerà sicuramente riproponendoci Peter e Olivia finalmente insieme, l’alt-olivia incinta, Peter indeciso e Ridge e Brooke che si lasciano.

Voto: 8-

Riferimenti

  • Riferimento a Battlestar Galactica (la serie originale degli anni 80) nel negozio di giocattoli.
  • Riferimento ad Alias e al Project Christmas quando Walter costringe Olivia a comporre un puzzle tridimensionale (ma l’intero background di Olivia è estremamente simile a quello di Sydney Bristow).
  • Il titolo dell’episodio si riferisce a Olivia, il soggetto numero 13 degli esperimenti di Walter (lo scrive nella cassetta in cui registra i test su Olivia da spedire a William).
  • Nella puntata si parla di Tulipani Bianchi, riferimento alla 2×18 “White Tulipan”

Differenze tra gli universi

  • I Dodgers, che qui giocano a Los Angeles, overthere giocano a Brooklyn
  • Al posto della “Massive Dynamics” di William Bell, di là abbiamo la Bishop Dynamics di Walternative
  • Il personaggio dei fumetti Lanterna Verde, nella alt-reality si chiama Lanterna Rossa (ma lo sapevamo già dalla season finale seconda stagione)
  • Alt-Peter non ha mai avuto un guantone da baseball
  • Nell’altro universo, grazie a Walternativo, il programma del Presidente Reagan che prevedeva la costruzione di uno “scudo spaziale” (denominato “star wars”) è stato realizzato

Differenze con l’episodio “Peter” della scorsa stagione

  • Al contrario dell’episodio  della scorsa stagione, questo è interamente ambientato nel 1985.
  • In questo episodio, contrariamente a quello che si ci poteva aspettare, gli osservatori non hanno alcuna parte attiva (tuttavia, un osservatore si vede QUI).
  • La fotografia alla “Occhi del cuore” per dare un effetto vintage\flashback, piuttosto fastidiosa, non era stata utilizzata nell’episodio “Peter”.
  • Non considerando l’episodio 2×11 “Unearthed” (in quanto in realtà appartenente alla prima stagione), anche l’anno scorso l’episodio-flashback fu il quindicesimo.
  • I titoli dei due episodi sono riferiti uno – direttamente – a Peter e l’altro – indirettamente – a Olivia
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Pubblicato il 1 marzo 2011, in Fringe, Recensione episodi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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