Glee – 2×14 Blame It On The Alcohol

Partiamo con una confessione: quando guardo una serie per teenager e si arriva alla classica puntata “no sex no drugs no alcohol” un brivido mi corre lungo la schiena. La paura è sempre quella che si scada nel ridicolo cercando di mandare messaggi che nessun adolescente ascolterebbe mai proprio perché velati di un’ipocrisia di cui si sente l’odore a distanza di un chilometro; insomma, cercare di fare della tv uno strumento educativo non è cosa facile, perché bisogna muoversi su quella linea sottile che, se da una parte non può e non deve incoraggiare certi comportamenti, dall’altra non può neanche essere così sciocca da pensare che due o tre avvertimenti, falsi e distanti, possano salvare orde di giovani dai mali del mondo.
La puntata di Glee di questa settimana, Blame it on the Alcohol, ha affrontato l’argomento dello “sballo dei ggggiovani” in un modo tutto sommato convincente: vediamo come.

Alla McKinley il preside ha deciso di inaugurare la Alcohol Awareness Week a causa dell’ingente numero di studenti che, di punto in bianco e senza alcun passaggio logico, è passato dal lanciarsi addosso granite a scolarsi litri e litri di alcol: ora, la giustificazione per introdurre il tema della settimana è abbastanza debole, ma siamo abituati a questo no-sense in Glee, la serie in cui se uno inizia a fare qualcosa di sconveniente di conseguenza lo fa tutta la scuola e il problema diventa epidemico – un po’ come la Bieber-ite, piaga sociale della puntata precedente.
Ovviamente il Glee Club viene incaricato di cantare una canzone sul tema e questo apre ai soliti mille eventi che avvengono in soli 40 minuti di puntata.

Rachel, che nella puntata scorsa aveva dichiarato di voler scrivere lei stessa una canzone per le Nazionali, si ritrova faccia a faccia con la dura realtà: per diventare una cantautrice bisogna avere un po’ di esperienza di vita e per ora la sua non va più in là di elastici per capelli e cerchietti (seriamente, “My Headband”?!) Così, spinta da Puck, organizza una festa a casa sua che, da noiosa quale si profila all’inizio, diventa un’autentica “festa per cattivi ragazzi” in cui si beve, si partecipa al gioco della bottiglia, Brittany si spoglia, Sam e Santana passano il tempo a baciarsi noncuranti della presenza di Quinn e altre splendide trovate.
Cosa si salva di questa festa?
a) Rachel ubriaca, ma vestita come se fosse sua nonna.
b) Kurt che “non beve perché vuole restare sobrio e fare colpo su Blaine” e dietro di lui Blaine fattissimo che balla come se non ci fosse un domani
c) Rachel e Blaine che si baciano durante il gioco della bottiglia. Kurt che cerca di fermarli con un imbarazzatissimo “Okay, I thing we’ve had enough of that!” e Rachel che conclude con un ubriachissimo “Your face tastes awesome”
d) Finn (sobrio, del resto è il designated driver) e la sua disamina sugli effetti dell’alcol e stereotipi vari:

“Exhibit A… Santana, the weepy, hysterical drunk


“Lauren Zizes and Quinn… The angry girl drunks
(best quote: “I can’t believe what you did to my body, I used to have abs!
Ogni tanto gli autori si ricordano che Quinn ha avuto un figlio.)


“Brittany, also known as the girl who turns into a stripper drunk.


“Mercedes and Tina…Happy girl drunks.”


“And then we come around full circle right back to you, Rachel. And right now, you’re being the needy girl drunk. Hanging all over me, being overly lovey.”


Two thumbs up per Finn, e non mi capita di dirlo così spesso.

– Il Glee Club deve trovare le canzoni adatte a non invogliare i ragazzi a bere. Peccato che si presentino a scuola con un post sbronza epico, curato da Artie a botte di Bloody Mary e costruito apposta per mettere un po’ di pepe nella trama – perché non c’è nessuna ragione al mondo per cui dei pischelli debbano avere un hangover del genere alla loro età! Ma che metabolismo avete?
Comunque, la canzone con cui cercano di convincere Mister Schue è proprio “Blame it (on the Alcohol)” di Jamie Foxx, performance discreta che però, come giustamente fa notare Will, non è esattamente adatta allo scopo, perché “it kinda…glorifies drinking”.
Bravo Schuester, 7+.
Peccato che poi tu permetta loro di cantare davanti a tutta la scuola “Tik Tok” di Ke$ha (o, per dirla col preside, Ke-dollar sign-ha), non esattamente scritta da un’educanda per un esercito di astemi… Cosa c’è dunque nel cervello di Mister Schue?

Mister Schue, giusto per stare in tema, è ricaduto in depressione: tra Sue che ha deciso di gestire la squadra avversaria Aural Intensity, il divorzio che ormai è alle note finali ed Emma felice e contenta nella sua nuova vita coniugale, Will capisce che non ha passato un momento di svago da secoli. Così, trascinato dalla coach Beastie, finisce in un locale “honky-tonk” dove si canta, si indossano cappelli da cowboy, si va sul toro meccanico, ma soprattutto si beve: si beve così tanto che, dopo un’appassionata interpretazione di “One scotch, one bourbon and one beer” (best scene ever!), Will torna a casa e chiama Emma per dirle tutto quello che pensa.
Ora, la prima regola che un amico deve adottare quando un altro è ubriaco è sequestrargli il telefono, lo sanno anche i bambini: quindi se Will, invece di chiamare Emma ha chiamato Sue Sylvester, che lo ha poi pubblicamente umiliato facendo ascoltare a tutta la scuola il messaggio registrato (quella donna è il male, e io la adoro), ecco, io do la colpa alla Beastie. Sì, cara coach, perché visto che Will ti ha dato un bacio, il tuo primo vero bacio – in una scena ciccissima, fra l’altro – tu hai deciso di approfittartene, dimenticandoti così di prendere il suo cellulare e lanciarlo fuori dalla finestra. SHAME ON YOU!!!

Arriviamo quindi alla conclusione di tutte queste storie.
Blaine e Rachel
decidono di uscire insieme, a dispetto di Kurt che soffre come un cane, litiga con il primo e porta sfiga alla seconda. Alla fine, però, tutto è bene quel che finisce bene: lei lo bacia, lui capisce che non è per niente confuso e che, anzi, ormai è certo di essere gay, mentre Rachel, lungi dall’essere disperata, approfitta dell’esperienza di vita – I just had a relationship with a guy who turned out to be gay! – per trarne materiale su cui scrivere una canzone. Contenta lei…
L’esibizione scolastica si rivela inizialmente un disastro, perché i ragazzi arrivano sul palco dopo aver bevuto un miscuglio orrendo e vomitano tipo idranti una roba grigia altrettanto orrenda – ma che è? Cemento a presa rapida? – ma alla fine, in modo molto prevedibile, si salvano: infatti tutti, compreso il preside, hanno pensato che la scena finale fosse stata organizzata apposta (e lo credo bene! Chi avrebbe mai potuto ritenere che il vero messaggio fosse quello contenuto nella canzone di Ke$ha, a parte quel cretino di Will?)
Schuester
, alla fine, decide di parlare con i ragazzi e di accordarsi con loro raggiungendo un compromesso: fino alle Nazionali ci impegniamo tutti a non bere, io compreso, ma se vi dovesse capitare di stare male, chiamatemi a qualunque ora e vengo a prendervi.
Va bene, ok, non è così cretino. Diciamo che va a giornate.

Chiuderei con il pensiero della coach Beastie, che ok, si è un po’ distratta con la storia del cellulare, ma ha recuperato con la riflessione più corretta dell’intera puntata e di cui certi “so-called-adults” dovrebbero fare tesoro.

The way I see it, you can’t just lecture kids.
I mean, we can’t stop them from drinking if that’s what they’re gonna do.
I mean, the best we can do is make them aware of the dangers and just… hope they’re smart enough to make a good decision on their own.

Voto: 7

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 26 febbraio 2011, in Glee, Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Mmmh, forse il motivo per cui Finn ti è piaciuto in questa puntata è perchè se non fosse stato per la “SpiegUbriacatura” avrebbe tranquillamente potuto scaldare la sedia del Glee club! XD
    D’accordissimo su tutto però aggiungerei una menzione d’onore alle performance di Artie in “Blame on the alcohol” e a Brittany per “Tik tok”… Il primo vocalmente non ha rivali e la seconda ha fatto una performance perfetta nel complesso!
    Un’altra cosa… In quanto amante del genere “anticaglia e petrella” ho amato il duetto Blaine/Rachel… In pratica stanno facendo TUTTA la mia playlist nell’MP3! XD

  2. eheh vero, finn non ha grandi ruoli…per questo l’ho apprezzato, finalmente ha detto qualcosa di divertente!
    per quanto riguarda le performance, da un punto di vista vocale è quasi inutile commentarle, son sempre così perfette che si rischierebbe di elogiarli e basta! Quindi mi limito ad osservarne il ruolo all’interno dell’episodio… per questo non ho commentato blaine e rachel perché che siano bravi è fuori discussione, ma il pezzo non l’ho trovato poi così utile (pur essendo bellissimo e cantato, come sempre, da dio)
    E poi va beh, brittany è brittany…quando le danno certe canzoni, tira fuori davvero una personalità incredibile!

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