The Event: serie “evento” o flop?

Nuovo anno, nuova stagione telefilmica, nuovo erede.
Erede di chi? Di Lost ovviamente.

Anche quest’anno si è ripetuta quella che ormai è diventata una tradizione: designare, in modo arbitrario, un “erede di Lost”.
L’anno scorso toccò a Flashforward, che dopo un pilot pieno di ambizione (con tanto di citazione a Lost), presentò una stagione molto deludente che finì con la cancellazione prematura dello show.
Quest’anno lo scettro di erede di Lost è stato preso da The Event sin dai primi trailer dell’estate scorsa. Un compito scomodo, difficile, ma sempre molto ambito.

Nel pilot sono già presenti tutti gli ingredienti della serie: segreti governativi, cospirazioni, fantascienza e mistero. E naturalmente anche una strizzatina d’occhio a Lost, con la scena finale (un aereo che precipita, un lampo di luce, un teletrasporto. Sono cose che suonano familiari no?).
Un pilot che, consapevoli di ciò che accadde l’anno scorso a Flashforward, non ci ha fatto certo gridare al capolavoro. Tutt’altro, è stato accolto con cauto ottimismo; l’ottimismo di chi dice “Si ok bollono buone cose in pentola, ma non scordiamoci come è finito Flashforward. Aspettiamo di vedere come prosegue”.
Il pilot porta dunque a nutrire una cauta fiducia verso la serie, fiducia che, dopo metà stagione, devo dire che è stata solo parzialmente soddisfatta.
Parzialmente perché questi dieci episodi non hanno di certo scombussolato il mondo delle serie tv (come ha fatto Lost), ma quantomeno sono riusciti a tenere un livello di decenza che Flashforward aveva già perso al secondo episodio.

In questi episodi abbiamo visto due storyline convivere: una riguardante il Presidente degli Usa alle prese con degli alieni umanoidi che il Governo tiene nascosti da 60 anni, e una riguardo due innamorati, Sean e Leila, che si trovano coinvolti in un massivo insabbiamento da parte di un’organizzazione ancora poco definita. La linea comune delle due trame è il teletrasporto di un aereo di linea pronto a schiantarsi sul presidente (proprio mentre quest’ultimo stava per rendere pubblica la loro esistenza) il quale era pilotato dal padre di Leila e dove era passeggero Sean.

Il presidente e gli alieni.

Sicuramente la storyline più interessante tra le due, vede protagonisti un Presidente nero padre di famiglia (interpretato da Blair Underwood) e un gruppo di Alieni umanoidi.

Per quanto riguarda il primo, è dipinto forse troppo bonariamente. Molto coscienzioso, prudente e poco incline ai “giochi” di potere. Proprio per questo, però,  la scelta di un consigliere cinico e machiavellico come Blake (interpretato dal bravo Zeljko Ivanek, già visto in Heroes) non risulta “strana”, ma è funzionale in quanto le due anime contrastanti dell’esecutivo si bilanciano a vicenda.
Tuttavia, la sceneggiatura è sembrata tutt’altro che coerente quando viene scoperto il lancio di un presunto missile in Amalah. Una volta appurato che il governo dell’Amalah non aveva nulla a che vedere con tale lancio, l’opzione “alieni” doveva essere ovvia e scontata. Invece, Presidente e consigliere ci hanno messo un po’ a realizzarlo, passando tempo inutile a minacciare di guerra altri stati.

Per quanto riguarda gli Alieni, la scelta di non rappresentarli verdi o vermiformi è sicuramente positiva. Un passo che Visitors non ha avuto il coraggio di compiere pienamente (raffigurandoli sì umanoidi, ma solo come copertura del loro corpo vermiforme) e che qui invece costituisce un aspetto positivo della serie. Gli alieni, infatti, si differiscono solo per l’1% del Dna e per il fatto che invecchiano molto lentamente. Quest’ultimo costituisce un discriminante importante, in quanto li costringe a cambiare identità e vita ogni tot di tempo per non destare sospetti tra gli umani circa la loro mancata senilità. A tal proposito, ho trovato interessanti i flashback riguardo Simon, l’alieno infiltrato nell’equipe del governo, che ci ha mostrato le sue difficoltà nel passare da un’identità all’altra.
Anche i rapporti inter-alieni sono interessanti: è in corso, infatti, un gioco di potere tra la leader riconosciuta, Sofia, ed una fazione dei suoi compagni, guidata da suo figlio Thomas, che sembra non accettare più le sue decisioni, agendo in maniera opposta al suo volere.  Si tratta di un gioco sottile che porta Sofia a doversi confrontare col figlio, coadiuvato dalla sua amante Isabel. Proprio quest’ultima è protagonista di un episodio particolare, a mio parere azzeccato in quanto mette in luce la diversità di usanze tra popolazione terrestre ed aliena, nel quale si vede costretta ad auto-lesionarsi gravemente per dimostrare la propria fedeltà.

Sean e Leila

Conosciuti anche come “noia e scontatezza” o “scemo + scema”.

Trama che inizia bene, facendoci credere, nel pilot, che Sean era sull’aereo per un attacco terroristico, quando invece il suo scopo era quello di impedirlo. E da qui inizia l’escalation di Sean come “eroe non compreso”: ogni sua interazione con altri individui (dall’ospedale, alla crociera, alla polizia) è caratterizzata dal fatto che lui è nel giusto ed è solo vittima di un complotto, ma nessuno gli crede.
Ciò ricorda (pericolosamente) Prison Break. Probabilmente anche per questo ho odiato questa parte, caratterizzata da ripetitività e temi prisonbreakiani che già odiai al tempo. (tra l’altro, Vicky non vi ricorda Gretchen?). Finalmente qualcuno gli crede, lo aiuta, ma sparisce misteriosamente (eh vabbè..).

Il rapporto Sean-Leila vive di tre fasi: ciò rappresentato nei flashback, la ricerca di Leila da parte di Sean, la ricongiunzione dei due (fasi che di certo non fanno urlare per l’originalità)
I flashback risultano spesso noiosi e ridondanti (quello sull’incontro in piscina, per fare un esempio chiaro; se non ve lo ricordate significa che vi eravate addormentati: vi capisco), nonché troppi di numero (vedi pilot).
La fase di ricerca reciproca ha avuto il vantaggio di non diventare irreale nella disperazione amorosa, rimanendo coerente con la voglia di rivedersi dei due amati e lo svantaggio di avere un buon tasso di prisonbreakkaggio che sembrava quasi di vedere Michael e Sara alle prese con vicissitudini di ogni tipo per potersi rincontrare.
La fase di ricongiunzione dei due ha visto momenti di bassa sceneggiatura: ogni situazione è caratterizzata da uno dei che dice “No non ha senso” e l’altro che risponde “Ti sbagli, io sento che è cosi”, quando un semplice buon senso suggerirebbe chiaramente quale sia la cosa giusta, senza ricorrere agli opposti della negazione assoluta e dell’illuminazione divina in ogni occasione. Eclatanti esempi sono quando scoprono che il padre di Leila era immischiato in faccende riguardanti gli alieni (Leila sembra ritardata), o quando, al manicomio, il tipo ripete la frase “sento le ragazzine” (e qui è il turno di Sean).
Gli eventi, tuttavia, si susseguono piuttosto velocemente e riescono a tenere viva anche questa trama, caratterizzata spesso da sequenze di azione soddisfacenti.

La società segreta.


Riguardo la Compagnia la società segreta che dà la caccia a Micheal e Lincoln Sean e Leila, sappiamo ancora ben poco. Abbiamo conosciuto il capo, abbiamo conosciuto i mezzi, sappiamo che hanno rapporti sia con gli alieni (sembra siano loro i responsabili dell’attentato), sia col governo (il vicepresidente era una loro – forse inconsapevole – pedina) e che compiono esperimenti sull’invecchiamento.
Il legame con la comunità aliena è dunque innegabile, ma la mancanza di chiarezza a riguardo in questa porzione di stagione rappresenta sicuramente un aspetto negativo. La seconda parte della stagione dovrà avere il compito di svelare di che natura sia questa connessione: sono collaboratori?  Sono alieni ? Vedremo, ma sicuramente costituirà l’anello di congiunzione tra le due trame.

Altro anello di congiunzione è sicuramente il cliffhanger del mid-season finale: il padre di Leila è un alieno.
Cliffhanger che certo non fa strappare i capelli, in quanto non chiarisce diversi elementi, ma sicuramente offre spunti di riflessione e fa sperare per una seconda parte di stagione più attenta ai dettagli, più avvincente e con una trama a senso unico. Elementi che saranno imprescindibili se si vuole ottenere un difficile rinnovo (gli ascolti sono partiti da 14 milioni del pilot e sono scesi già sotto i 6).

Valutazione mezza stagione

Storyline Presidente-Alieni: 7
Storyline Sean-Leila: 5

Totale: 6

PS: Vi ricodo che The Event riprenderà il 7 Marzo con gli episodi 1×11 e 1×12.

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Pubblicato il 24 febbraio 2011, in Recensioni stagione, The Event con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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