Fringe – 3×14 – 6B

Torna anche questa settimana Fringe con un episodio di poco superiore ai due che l’hanno preceduto, ma ancora lontano dalle vette che aveva raggiunto fino a tre settimane fa. Vediamo più nel dettaglio cosa è successo in questa puntata numero 14, intitolata 6B.

L’episodio si apre con un caso interessantissimo: una coppia di fidanzati si reca in un palazzo di New York per una festa organizzata da una loro amica. Appena mettono piede nell’atrio, una signora che scende le scale con delle borse da viaggio augura loro buona fortuna solo perché vogliono prendere l’ascensore. La signora in questione, parlando con l’usciere, ci fa capire che in quel posto succedono cose strane e che per questo se ne sta andando a vivere in albergo.
I due fidanzatini arrivano alla festa e subito la ragazza della coppia sta male per una reazione allergica: il padrone di casa si precipita a chiamare il fidanzato che è sul balcone con un altro gruppo di persone. Appena questi rientra di corsa in casa, gli astanti sul balcone scompaiono manco fossero parenti del mago Silvan. Pochi secondi dopo, i loro corpi si sfracelleranno a terra dando il via alle indagini della Fringe Division.
Il caso di questa puntata “over here” si caratterizza per il fatto che interagisce direttamente con la trama orizzontale della serie: infatti le stranezze che succedono nel palazzo sono dovute al fatto che proprio in quel luogo si sta assottigliando la “parete” che divide il nostro universo da quello di Walternative. Se questa “parete” dovesse cedere, si creerebbe un vortice in cui metà New York verrebbe risucchiata in una sorta di buco nero. Ma tutto questo a cosa è dovuto? All’inquilina dell’appartamento 6B, la signora Marchant, che crede di vedere il fantasma di suo marito (deceduto pochi mesi prima), mentre in realtà vede solo il suo “doppio”, quello che vive nell’universo “rosso”. Ma come si può porre fine a questo assottigliamento della “parete”, evitando così un disastro immane? La signora deve “lasciar andare” il ricordo del marito, così da interrompere quel fortissimo legame affettivo che le permetteva di vedere cose che noi umani non possiamo neanche immaginare. In caso contrario, Walter e Broyles erano pronti ad usare un’arma che avevamo già conosciuto grazie a Walternative: l’ambra che chiude ogni possibile squarcio della realtà.
La puntata finisce con uno sguardo “over there”, dove Bolivia è chiamata a controllare se si stia aprendo un passaggio verso il nostro universo, fino ad archiviare il caso come un falso allarme.

Come detto sopra, la puntata non è affatto male, anzi si riprende un po’ dalle due precedenti, sempre buone puntate ma al di sotto dello standard di questa interessantissima terza stagione. Infatti 6B non può essere considerata una puntata “filler” in quanto il caso strizza l’occhiolino alle tematiche che ci stanno tanto a cuore.
Prima però vorrei soffermarmi sulla storia d’amore tra Peter e Olivia (via il dente, via il dolore): a me non dispiace affatto un risvolto sentimentale, ma per favore non sconfiniamo in Beautiful perché Fringe è decisamente un’altra cosa. In questo episodio i due prima cercano di chiarirsi, ma Olivia non ne vuole sapere e se ne va da casa di Peter più incazzata di prima. Poi, la sera stessa, è libera e spensierata al bar, lo bacia come niente fosse; appena dopo però se ne pente perché vede intorno a lui l’aura delle persone che vengono “dall’altra parte”, accorgendosi di avere paura. Va bene che le donne sono dolcemente complicate, ma così mi sembra troppo anche per un ottimo personaggio come quello di Olivia Dunham. Come se non bastasse, a caso risolto, i due si ritrovano a casa e finalmente Olivia non ha più paura, prende Peter per mano e se lo porta in camera da letto. Visto che la cosa sembra (e dico sembra) abbastanza risolta, spero che nei prossimi episodi lascino questa parte della trama un po’ in ombra, concentrandosi molto di più sulla parte fantascientifica della storia.
Per quanto riguarda il caso in sé, l’ho trovato ben fatto e interessante, anche se gli autori hanno preso chiaramente spunto da altre due opere: Lost e Ghostbusters (e in parte anche da Futurama). Intanto la storia di presunti fantasmi ambientata a New York mi aveva fatto venire qualche sospetto fin da subito; lo stile del palazzo, la storia della maledizione, e la luce che esce da dietro gli stipiti della porta dell’appartamento sono chiare citazioni del film di Ivan Reitman del 1984. Come se non bastassero questi indizi, lo strumento che usa Walter per vedere se ci sono attività paranormali è la stessa che usano gli Acchiappafantasmi per catturare le entità ectoplasmatiche.
Per quanto riguarda Lost è evidente il riferimento alle “costanti” e all’amore come risoluzione al problema del “vivere insieme, morire da soli”. Qui addirittura l’amore della signora Merchant le permette di vedere nell’altro universo senza l’aiuto del farmaco che circola nel sangue di Olivia. Anche qui ritorna prepotentemente, quindi, quel filone che sta prendendo piede in Fringe e che a molti ha fatto storcere il naso: ma allora il destino dei due universi è davvero nelle mani (anzi, nel cuore) di Peter? Tutto si riduce ad un fatto chimicamente inspiegabile come l’amore verso una donna piuttosto che verso un’altra? Io ho ancora fiducia che non sia così semplice e scontato. Lo spero davvero.
Per quanto riguarda le affinità con Futurama, c’è il particolare di quella che si può definire “azione uguale e contraria”. Infatti, nel nostro universo è il marito della signora Marchant a essere morto per un corto circuito, dopo che avevano lanciato una monetina per decidere chi avrebbe controllato il contatore. “Over there” invece è successo esattamente il contrario, e cioè è stata la signora Marchant a perdere il lancio delle monetina. In una puntata di Futurama, infatti, a un’azione nel nostro universo ne conseguiva una diametralmente opposta in quell’altro.
Il finale (lo sguardo sull’altro universo) mi è sembrato attaccato col Vinavil, quasi inutile dal punto di vista delle narrazione.
Finisco quindi dicendo che la puntata mi è piaciuta, ma è ancora in linea di massima sotto il livello delle prime 10-11 puntate di questa strabiliante stagione. Si può fare di meglio? Visti i precedenti, assolutamente sì.

VOTO: 6,5

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Informazioni su Ste Porta

Avendo sempre avuto delusioni nei rapporti col gentil sesso, si è tuffato nel mondo della finzione filmica (tv e non), partendo da Lost, passando per Fringe e Breaking Bad, arrivando a Dexter. Guarda tutto quello che c'è di guardabile (ebbene sì, ha visto anche tutto Flash Forward), cercando il senso della vita in una pellicola cinematografica. Si diletta a scrivere recensioni di serie tv, sperando un giorno di precipitare con un aereo su un'isola misteriosa, piena di botole nascoste. E' stato fidanzato per qualche anno con Evangeline Lilly, ma lei non l'ha mai saputo. Sapete, la distanza. Raccoglie citazioni improbabili di chiunque, ha letto il 95% di quello che ha scritto Stephen King e non ha ancora trovato il senso della vita... ma Dexter Morgan gli sta dando qualche bella dritta.

Pubblicato il 21 febbraio 2011, in Fringe, Recensione episodi con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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