How I Met Your Mother – 6×15 Oh, Honey

In ogni comedy che si rispetti – ma anche drama, a dirla tutta – c’è sempre quella puntata in cui un evento accade e viene raccontato da punti di vista differenti: spesso non combaciano, portando quindi a fraintendimenti e ambiguità, o addirittura contribuiscono nel loro insieme al risultato finale, cogliendo lo spettatore di sorpresa. Si può inoltre decidere se mettere subito il pubblico al corrente dell’accadimento e far sì che si goda semplicemente il gioco degli equivoci che ne consegue, oppure far entrare anche lui nella storia e farlo arrivare, senza alcun tipo di precedente onniscienza, alla scoperta finale.

Questa puntata di How I Met Your Mother, pur non avvalendosi quindi di una struttura originale, riesce comunque nell’intento di divertirci e di creare delle situazioni a suo modo nuove introducendo collegamenti vecchi e simbolismi nuovi.

La scusa per imbastire questo schema ha come protagonista ancora una volta Marshall e il suo recente lutto, che lo porta a decidere di passare del tempo a casa della madre e, di conseguenza, lontano dai suoi amici e da sua moglie. Una decisione, questa, che ritengo interessante, perché ci porta per la terza volta, seppur per motivi diversi, a vedere le cose dal punto di vista di Marshall: infatti è lui l’unico a non sapere cosa stia veramente succedendo a New York ed è sempre lui – insieme a noi – a capire per primo cosa stia accadendo, proprio perché ha quella visione di insieme tipica di chi è lontano dagli avvenimenti.

La questione legata al rapporto fra Ted e Zoey non è tra le storie più appassionanti proposte in Himym, ma devo dire che in questo episodio, forse complici una serie di battute che mi hanno fatta ribaltare dal divano, persino Zoey ne è uscita positivamente e soprattutto (cosa non scontata) si è avuta la certezza di quanto tutto il resto del gruppo si sia affezionato alla ragazza – diversamente da tutte le altre conquiste di Ted, ad esclusione di Robin.
L’introduzione della guest-star di questa puntata è stata come tutte dovrebbero essere: non forzata e non parte integrante della storia, ma un mezzo per raggiungere uno scopo, nonostante la cara Honey abbia addirittura il pregio di essere nel titolo. Katy Perry è stata all’altezza del ruolo – recitare la parte di una stordita è una strada lastricata di fallimenti, Britney Spears l’ha spiegato in quarta stagione che meglio non si poteva – e il personaggio che è stato scritto per lei rappresenta quel tipo di persone incontrate almeno una volta nella vita e contro le quali non si riesce a dire nulla, perché sarebbe come sparare sulla croce rossa.
Insomma, tra una mail di Obama, telecamere “di sicurezza” nella doccia e comparsate in Lost, la cugina di Zoey – che dovrebbe come promesso uscire con Ted – finisce nella tana del lupo-Barney, regalandoci una scena che non si può descrivere a parole.

Lo so, lo so, Barney che non riesce a parlare con il suo vero padre dovrebbe essere una cosa triste, ma davanti a questo scambio di battute non ho potuto far altro che onorarne la genialità ammazzandomi dalle risate. C’è da pensare, tra l’altro, che forse Barney non riesce a farsi chiamare da suo padre proprio perché continua a cambiare numero di cellulare! Certo, un collegamento così sottile in Himym non si è avuto così spesso, ma questa sesta stagione sta andando così bene che ormai possiamo aspettarci qualunque cosa. Anche un Barney con 4 Nobel ridotto ad essere lui stesso un esemplare di “Oh, Honey” avvolto in una coperta e con una tazza di the…

Ma torniamo al centro della nostra storia!
Circondato dai poster della sua adolescenza, Marshall scopre, attraverso molteplici telefonate a cui semplicemente non può non rispondere (Minnesota manners!), che Ted si è innamorato di Zoey, che ha provato ad uscire con la cugina Honey, ma che ha abbandonato l’impresa lasciandola a Barney, che ha chiesto a Zoey di non vedersi più usando come scusa Lily, la quale ha scaricato il barile nelle mani di Robin, che ha a sua volta lanciato la patata bollente a Marshall. Il tutto con le intromissioni – geniali! – di mamma e fratello Eriksen, che evidentemente non riescono proprio a farsi i fatti loro e commentano ogni singola telefonata con frasi improbabili (“He’s gay!”) ma anche con acute intuizioni (“Zoey’s in love with Ted!”) che permettono loro di partecipare alla risoluzione del caso.
Un caso, proprio come quelli che si trovano in Cluedo, a cui Marshall sta giocando e che utilizza per spiegare al resto della famiglia cosa stia succedendo tra i suoi amici. Qui gli autori hanno deciso di divertirsi un po’ e, esattamente come nel celebre gioco da tavola, i nostri protagonisti vestono i colori dei personaggi in questione: Ted è in viola – Professor Plum; Zoey è in bianco – Mrs. White; Honey è in rosso – Miss Scarlett; Robin è in blu – Mrs. Peacock; Barney è in verde – Reverend Green. Rimane esclusa dai giochi Lily (il ruolo del Colonnello Mustard deve per forza di cose essere ricoperto da The – quanto mi manca! – Captain) ma è carino notare come, almeno quando è al telefono, indossi gli stessi colori presenti sulla camicia di Marshall.

La questione viene risolta proprio grazie alla spiccata intelligenza di Honey, che ovviamente non ha il minimo problema a credere che quello al telefono sia davvero il terapeuta della cugina e racconta l’unica parte del puzzle che ci mancava per capire cosa stia succedendo: Zoey e The Captain stanno divorziando. Non sono così convinta che questa svolta mi piaccia, più che altro perché temo non vedremo più Kyle MacLachlan né così né così, ma a parte questo Ted e Zoey cominciano a piacermi abbastanza. Sarà che lei gli ha riempito il frigo di ketchup, sarà che lui quando prova ad insultarla è semplicemente irresistibile (“And what kind of name is Zoey, huh? What is that, short for Zoseph?”) ma quando Marshall chiama entrambi per avvisarli dell’unico dettaglio che li sta allontanando l’uno dall’altra, abbiamo il dialogo più ispirato della storia:

Zoey: “Oh, hey, Marshall.
Yes, I am.
Yes, I am.
He is?
Bye
[…]
Ted: “Uh, hey, Marshall, can I call you back? I’m out in the hallway with…
She is?
She is?
Marshall, I got to go

E mentre noi siamo lì a cercare di ricostruire tutto il discorso, ci rendiamo conto che non è poi così necessario; che tutto sommato sappiamo anche noi che l’amore è un sentimento ineffabile e che anche pochissime parole possono bastare per dirsi tutto quello che non ci si è mai detto.
Sì, mi è spuntata una lacrimuccia. Sì, sono una piagnona. Se non vi va bene, organizzatemi una Intervention e ne riparliamo.

Insomma, questa puntata l’ho trovata ben strutturata e corale al punto giusto: ogni dettaglio inserito – dalla storia alla guest star – è stato dosato correttamente e, esattamente come ai vecchi tempi, stilare una lista delle battute più divertenti sarebbe molto complicato – anche se credo che il “Who’s your daddy” di Barney e il “I’d say ‘hump her brains out’, but someone obviously already has” di Ted si giochino i primi due posti. Poi mi piace questa abitudine di seminare in giro dettagli per gli spettatori, che siano i numeri o i colori dei vestiti; l’importante è che non esagerino e che sappiano sempre fare qualcosa di diverso.

Voto: 8

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 10 febbraio 2011, in How I met your mother, Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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