Californication: Episodi 4×03 e 4×04


Dopo lo sconvolgente e toccante finale dello scorso episodio, che ha raggiunto un picco drammatico che raramente abbiamo occasione di vedere in Californication (ma che ricorda molto episodi come “Mea Culpa” o “In Utero”), vediamo cosa è successo nel terzo e quarto episodio.


4×03 – Home Sweet Home

Ognuno di noi nella settimana trascorsa tra il secondo e il terzo episodio avrà pensato ad una possibile apertura di quest’ultimo. In che condizioni avremmo trovato Hank? Come avrebbero preso la notizia Karen e Becca?
Ritroviamo Hank non ridotto poi così male, ma la cosa che può sorprendere un po’ è la reazione di Karen. Da odiarlo a morte, passa in un nanosecondo a saltargli addosso. Ci può stare, tutto sommato. In fondo il suo ex compagno ha tentato di suicidarsi e buona parte (se non tutta) delle ragioni che lo hanno spinto a farlo era costituita dall’odio e la delusione nei suoi confronti che sia Karen che Becca provavano. Un momento però: ha tentato davvero di suicidarsi?
Hank dice di no. Prima sta per ammetterlo a Karen (“but I gotta be honest. – pausa lunga – I love you”) quando lei si sente in colpa per non essersi resa conto di quanto lui stesse male. Ma l’affetto di Karen, con una confessione del genere, sarebbe a rischio: Hank non confessa. Lo ammetterà, tuttavia, a Charlie, il quale, come noi, risulta sorpreso da una tale dichiarazione.
Caro Hank, vuoi farci credere che ti sei preso tutto quelle pillole (accompagnate da una buona dose di alcol) solo così? Per rilassarti un po’?  I vecchi rimedi della nonna di ubriacarsi o farsi una canna dove sono finiti?
Guarda caso hai anche scritto una lettera a cuore aperto a tua figlia? Io non so voi, ma non la bevo.
Hank secondo me è troppo orgoglioso per ammettere una tale debolezza. E’ probabile che menta persino a se stesso a riguardo: cerca di autoconvincersi che non sia stato un tentativo di suicidio. E per chi non ha assistito alla scena può anche essere credibile, ma noi “eravamo lì”. That was a suicide solution.
Tornando alla puntata, Hank “ammetterà” poi alla figlia che non voleva suicidarsi (“Avevo solo bisogno di una dormita decente, non ti avrei mai abbandonata in questo modo”). Qui è comprensibile (anche nel caso in cui avesse davvero tentato il suicidio) questa mossa difensiva nei confronti della figlia: il suicidio è un atto egoistico, e giustamente Becca si è sentita quasi offesa per questo suo gesto. Come se a lui non fosse importato delle conseguenze che la sua morte avrebbe comportato a lei. E forse questa è una buona argomentazione anche per il conflitto interiore di Hank: Suicide-Hank Vs Just-needed-a-sleep-Hank, a favore di quest’ultimo.
Karen, tuttavia, non prende bene il mancato tentativo di suicidio di Hank. Il cambiamento da “Amore come stai, mi dispiace” a “just get the fuck out of here” è praticamente istantaneo.
Dear Karen (“Cara Karen” suonava male), finché il tuo Hank aveva tentato il suicidio andava tutto bene? (“era più romantico quando pensavi che volessi suicidarmi?”, come le fa notare Hank).  Ora che non stava per ammazzarsi, ma si era solo imbottito di farmaci e alcol, è un idiota? O forse, anche ponendo l’ipotesi che davvero non volesse suicidarsi, è possibile che fosse comunque straziato ed estremamente fragile? Che forse, magari inconsciamente, l’idea del suicidio gli è davvero passata per la mente?
No. Just get the fuck out of here.
La puntata si conclude nuovamente con Hank davanti una macchina da scrivere. Stavolta nessuna lettera a Becca strafatto ma, in un barlume di lucidità e ispirazione, inizia a scrivere la sceneggiatura del film.

Voto alla puntata: 7+
Voto a Karen: 2

4×04 – Monkey business

Chiuso il capitolo sentimentale, si passa al lavoro.
La sceneggiatura di Hank sembra ottima, e veniamo dunque alla conoscenza di colui che sta finanziando il film: tale Zig Samitaur. I fan di Lost avranno sicuramente fatto un sorriso alla sua apparizione: si tratta del buon vecchio Fisher Stevens, interprete di George Minkowski, l’addetto alle comunicazioni nella “Not Penny’s Boat”.
Il miliardario ospita l’entourage nella sua lussuosissima villa ad Arcore. Dopo una brevissima lettura delle sceneggiatura, il buon Zip ci viene presentato per quello che è: un vecchio arrapato incline a qualsiasi tipo di perversione sessuale nella propria lussuosa abitazione (sembra essere un tratto comune dei vecchi miliardari). Ma va bè, sono cose che accadono nella sua dimora [cit.] e non ce ne curiamo (per di più, non rappresenta neanche una nazione).
La puntata pone l’attenzione anche sulla situazione di Marcy: negli episodi precedenti aveva mostrato tutti i sintomi di una gravidanza. In questa puntata, spinta da Karen, fa il test e risulta positivo. Dopo un’iniziale titubanza (“please, punch me in the stomach”) con il supporto di Karen si convince a tenerlo e a crescerlo (“that little mutant would be lucky to have me”). Rimane il problema della paternità: Charlie? No, è vasectomizzato. Rick Springfield? No, è stata solo una “questione di culo”. Incontri casuali? No, usavano precauzioni. Dunque? Immacolata concezione suggerisce Marcy! Vedremo nelle prossime puntate come evolverà la cosa. La possibilità che sia di Charlie non è certo da escludere. Karen, dal canto suo, fa la conoscenza del padre di un’amica di Becca. Sembrano capirsi al volo i due.
Tornando a casa del Pre..cedentemente citato Zip, assistiamo ad una fantastica sequenza comica (grazie Charlie, again). Charlie, vittima di un “attacco di merda” (non un attacco brutto, ma proprio un attacco fatto tirando le proprie feci) da parte della scimmia di Zip mentre era “indaffarato” con una delle mogli-sorelle, compie uno “scimmicidio” per difendersi. Come sistemare la cosa? Non ci sono soluzioni: nella casa ci sono telecamere dappertutto. Charlie is fucked.
Tuttavia, il ritrovamento di Zip semi nudo esamine appeso con un elastico alla porta (leggasi, “è morto durante una pratica autoerotica piuttosto perversa”)  “fa sembrare la cosa della scimmia molto meno grave” (parole di Hank). Ora…ok che è Hank è piuttosto fatto, ma parliamo sempre della morte di un uomo (in un modo piuttosto triste) e per giunta davanti ai propri occhi. Gli altri due (Charlie e Stu) sono spaventatissimi, Hank invece ironizza. Forse perché pensa che fino a pochi giorni prima poteva esserci lui al suo posto (togliendo l’autoerotismo, magari). Fatto sta che la reazione di Hank non l’ho trovata appropriata, nonché una controllatina per accertarsi che fosse davvero morto poteva anche essere fatta (potenzialmente era successo da poco, ed era ancora salvabile). Ma sarà la mancata simpatia nutrita per quell’uomo, saranno i suoi modi perversi, nessuno se ne accerta. Ma possiamo dargli quasi ragione, suvvia…alla fine vorrei vedere voi se vi capitasse la stessa cosa con qualche miliardario pervertito che vi sta sulle palle cosa avreste fatto. (ogni riferimento a cose o persone è casuale).
Per fortuna la lady-lawer arriva a risolvere la situazione ed Hank può accompagnare Charlie a casa. C’è la macchina di Karen fuori: entrare o non entrare? Entra. Pessima idea.
La puntata si chiude con un nuovamente (nuovamente? Ha davvero smesso di esserlo per un attimo? No, direi di no. La marijuana te lo fa solo mettere momentaneamente in secondo piano) malinconico Hank, che dopo aver perso la sua ennesima chance con Karen, non può che assistere inerme a lei che flirta con la sua nuova conoscenza. Il tuo turno è passato Hank.

Voto all’episodio: 8-

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Pubblicato il 1 febbraio 2011, in Californication, Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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