House M.D. – 7×09 Larger Than Life

Bertolt Brecht diceva “felice il paese che non ha bisogno di eroi” e, nei tempi in cui siamo costretti a vivere, sappiamo quanto questo sia terribilmente vero: è infatti solo un popolo in crisi ad aspettarsi qualcuno che venga a salvarlo, qualcuno che assomigli all’uomo comune e che ciononostante si renda partecipe di qualcosa di assolutamente straordinario, in grado di far riguadagnare a chiunque una buona fetta di fiducia nei confronti dell’umanità.
In questa puntata assistiamo alla decadenza di questa stessa figura, perché ormai la nostra necessità di “eroi” è diventata fame costante di persone famose, di individui che si possano distinguere ed avvicendare uno dopo l’altro con i loro 15 minuti di gloria, di eventi – per l’appunto – larger than life, esagerati e quasi eccessivi.

ANTEFATTO, o “la parte che c’è sempre prima della sigla”
La puntata inizia su una banchina della metropolitana, su cui troviamo la solita marea di gente, ma in particolare un papà con una bambina che stanno aspettando il treno. Ad un certo punto l’attenzione si sposta sui binari dove una donna, in preda alle convulsioni, è caduta ed è successivamente svenuta; ovviamente il treno sta arrivando, ovviamente tutti sono atterriti e pietrificati e quindi non fanno nulla, altrettanto ovviamente il nostro papà di cui sopra molla la bambina e si lancia a cercare di recuperare la giovane donna. Tuttavia il conducente non riesce a frenare e passa letteralmente sopra i due poveri disgraziati, che però si salvano perché sono rimasti perfettamente all’interno dei due binari. Tutto è bene quel che finisce bene? Chiaramente no: mentre Jack, l’eroe, si prende i suoi meritati applausi, all’improvviso crolla sulle rotaie e sviene.

LE STORIE PRINCIPALI, o “lascio fuori volutamente Foreman e Chase e la loro gara a chi è la ragazzina più bella del ballo”
Il caso viene recuperato dalla petulante Masters in pronto soccorso, affascinata dall’idea che una persona possa aver compiuto un atto simile; purtroppo quello che non sa è che per il suo capo i sintomi non si limitano ad essere quelli da lei descritti – ecocardiogramma anomalo, perdita di coscienza – ma anche e soprattutto l’eroismo, perché nessuno, secondo House, è davvero altruista: si salva qualcun altro solo se ci si guadagna qualcosa o se si è addestrati per farlo – come i pompieri – ma in tutti gli altri casi è solo segno di uno squilibrio neurologico.
Che meravigliosa visione del mondo… Unitela a quella della moglie del paziente, che chiede a Jack se era necessario traumatizzare la loro bambina per giocare a fare l’eroe – ! – e avrete il quadro della situazione.
Nel frattempo vediamo andare avanti di pari passo due storie meravigliose: House e Cuddy in relazione alla madre di lei e Taub alle prese con l’uso della sua immagine a fini pubblicitari per l’ospedale e la conseguente, improvvisa e sconvolgente voglia della moglie di farselo un po’ dappertutto.

HUDDY, o “l’amore è una cosa meravigliosa”
Il nostro misantropo preferito si ritrova suo malgrado in mezzo a due fuochi: se da una parte ha una cena obbligatoria con la madre della sua compagna, dall’altra ha il suo migliore amico in crisi per la rottura della sua storia. House cerca in tutti i modi di evitare entrambi i problemi, ma non si ricorda – mai – che la Cuddy e Wilson sono a volte molto più furbi di lui: così, tradito dai suoi stessi raggiri, deve abbandonare i suoi sogni di serate solitarie sul divano (a guardare The real housewives of New Jersey!) in favore di una cena che coinvolge tutti e 4 – lui, l’amico, la fidanzata, la madre di lei. In questi pochissimi minuti impariamo finalmente tutto ciò che c’è da sapere non solo sulla relazione “Huddy”, ma sui rapporti uomo-donna in generale e tutto questo grazie ad un discorso della Cuddy che, se si concludesse con un “l’amore è una prigione, deal with it”, non stonerebbe affatto:
I need you to come to that dinner for two hours, keep your mouth shut, and behave like an adult.
Yes, you will be in hell, but I will feel better having you there.
That is what a relationship is.
We average our misery.”
Standing Ovation.

TAUB & CONSORTE, o “dalla noia al kamasutra è un attimo!”
Taub, invece, è sempre in crisi con la moglie (yawn… sì lo so, noia, ma state svegli, questa è la puntata della svolta!), tuttavia lei decide di approfittare dell’improvvisa popolarità del marito – WTF?!? – e dell’eccitazione data dalla storiella online con un tizio a caso e così comincia a “occuparsi dei suoi doveri coniugali” in tutti i luoghi e in tutti i laghi, salvo poi uscirsene con frasi tipo: “Ah, guarda che poi ho fatto pace con mia sorella! Come? Non te l’ho detto? Ah scusa, mi son confusa, devo averne parlato via chat col bonazzo con cui intrattengo un rapporto assolutamente non fedifrago!
Quando lui le ha chiesto “Are you in love with him?” e lei ha risposto “I never met him”, come una novella Cal Lightman arrivata direttamente da Lie to Me ho urlato “DEFLECTION!!!”, ma mi sa che se n’è accorto pure Taub che quella non era una risposta alla sua domanda e, mi duole dirlo, quasi mi è spiaciuto per lui.

LA CENA (con delitto?)
Torniamo però per un momento ad House che si ritrova ad essere preso in giro da tutti, compresa la madre della Cuddy che si presenta in ambulatorio – senza ovviamente dire chi sia – e, davanti al modus operandi del nostro Doc, decide solo in ultimo di rivelargli chi lei sia: “è difficile che tu non sappia chi sia mia figlia, since you’re currently shtupping her” che suona come un “visto che intrattenete una relazione carnale”, ma detto da uno scaricatore di porto.
Adorabile, eh? Ecco, questo suo atteggiamento continua durante la cena, quando, in molto meno di un paio d’ore, riesce a dire a Lisa che è una pessima madre, che non sa nutrire sua figlia e che non è mai a casa per lei e soprattutto che è ora che si sposi, prima almeno che la piccola Rachel possa “pensare che sua madre è una zoccola” – tutto questo con un invidiabile sorrisetto sulle labbra. E House, che per precisi ordini della Cuddy mantiene il controllo tutta la sera, in quel momento non resiste: sta per esplodere e dire a quella brutta donna malefica tutto quello che pensa, ma… lei si addormenta.
E’ svenuta?
E’ morta?
No, è stata sedata poco prima dallo stesso House.
Seconda Standing Ovation.
Certo, nel processo viene drogato anche Wilson e credo che in tutto questo House avrebbe potuto mettere KO anche la Cuddy, ma non penso che occuparsi della piccola Rachel sia uno dei suoi passatempi preferiti.
Alla fine sarà la madre a scusarsi con House sostenendo di aver bevuto troppo e ovviamente lui non farà niente per smentirla; ma la parte migliore sta nel suo discorso a Greg, che suona più o meno così: penso ancora che tu sia “a pain in the ass with a God complex”, ma “once you knew I was Lisa’s mother, you held your tongue. That’s because you love her” e noi, che conosciamo bene Greg, non possiamo che essere d’accordo. Certo, per trattenersi dal risponderle ha dovuto sedarla, ma son comunque dei passi avanti, no?

IL CASO, o “la risoluzione di molteplici dubbi esistenziali”
In ospedale, intanto, il caso procede come sempre tramite ipotesi e smentite che portano solo ad altre ipotesi finché, dopo l’esclusione del problema neurologico, la nuova arrivata decide di procedere con un’analisi dell’espettorato: ma mentre è lì che tira eleganti colpetti alla schiena del paziente, questo comincia a urlare disperato lamentando un dolore terribile all’orecchio che porta subito a pensare ad un tumore. Questo condurrà alla risoluzione di un enigma che mi attanaglia da anni e anni, quindi fate ben attenzione: dato che il dolore alle orecchie del paziente passa con una banale puntura di lidocaina alla schiena, si cerca di capire come questo sia possibile.
Domanda di Foreman: “Perché il suo corpo pensa di avere l’orecchio sulla schiena?”
Risposta di House: “Le cellule all’inizio del loro sviluppo sono tutte vicine, poi si allontanano e si specializzano, ma a volte mantengono gli stessi centro del dolore”.
Considerazione finale: “Ecco cosa voleva dire Elio quando diceva di avere un gomito che faceva contatto col piede!”
Caso risolto. Il mio, non quello di House, perché alla fine è proprio la mamma della Cuddy a dare il “la” per la diagnosi finale: lei, che se ne va prima dalla città perché “tutte le volte che visita le figlie si ammala”, fa capire a Greg che il paziente ha preso la varicella (gravissima negli adulti) dalla figlia, portatrice sana, e fa parte di quel 5% della popolazione che non sviluppa vesciche.

LA CADUTA DELL’EROE, o “House ha sempre ragione”
Tutto è bene ciò che finisce bene? Di nuovo, no.
Perché mentre Jack stava male aveva dichiarato alla moglie di voler finalmente abbandonare le sue velleità artistiche col suo gruppetto tardo-adolescenziale (“Suicide Season”?! Seriously?) proprio perché si sentiva una persona diversa, cambiata da quell’atto di eroismo; invece, alla fine, decide di riprendere “per un ultimo tour”, confermando così il discorso di House, cinico e tuttavia aderente alla nostra realtà in modo disarmante:
pensi di essere un eroe, ma fra pochi giorni un panda avrà un parto trigemellare e tu non farai più notizia. Vuoi continuare a fare l’eroe? Ti conviene andare in giro con una calzamaglia e un mantello per tutta Gotham a tirare fuori bambini da edifici in fiamme, forse avrai ancora fortuna. La realtà è che sei la stessa persona di settimana scorsa”.

E così, in questo triste mondo di gente che non crede nell’altruismo, padri di famiglia che fingono di avere ancora 16 anni, madri disilluse e sedazioni di massa, l’unico che pare salvarsi è un insospettabile Taub che, nonostante in queste vesti non ispiri poi molta fiducia, perviene alla conclusione più ovvia: anche lui non cambierà mai, probabilmente continuerà a tradire la moglie per sempre e a soffrire se la cosa è anche solo vagamente riflessa nei suoi confronti, quindi tanto vale rompere l’abitudine che lo lega alla moglie e liberare entrambi.
Forse alla fine – chi l’avrebbe mai detto? – il vero eroe della puntata è lui.

Voto: 8

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Informazioni su xfaith84

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Pubblicato il 24 gennaio 2011, in House M.D., Recensione episodi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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