How I met your mother 6×14 “Last words”

Himym 6x14“I’m not ready for this” queste sono state le “ultime parole” con cui How i met your mother ci aveva lasciato due settimane fa. La 6×13 “Bad News” ci ha consegnato un finale sorprendente ma soprattutto coraggioso, portando alla luce un elemento “drama”, anche molto forte, che raramente si vede in una sit-com. Ora non restava da vedere come questo elemento sarebbe stato gestito ed integrato in questa 6×14. C’erano parecchi rischi, ma alla fine il risultato di questa integrazione è stato, a mio modo di vedere, egregio.

Quello che gli autori si son trovati di fronte non era sicuramente un episodio facile da scrivere. Da una parte c’è un tema come la morte di un padre ed il lutto di un figlio, dall’altra c’è il concetto di sit-com con le sue risate pre-registrate che per sua stessa natura deve far ridere il pubblico. Coniugare le due cose non era semplice, il rischio di sembrare inopportuni o al contrario troppo seri era dietro l’angolo, ma gli autori hanno saputo trovare un equilibrio quasi perfetto.
Ma andiamo con ordine.

L’episodio parte, diversamente dal solito, direttamente con la sigla.
Siamo a casa Eriksen, in Minnesota, dove ha luogo la veglia funebre di Marvin Eriksen Senior, il padre di Marshall.
Ted, Robin, Barney e Lily si trovano a dover fare i conti con la sensazione di inutilità che si prova nel vedere un amico che ha appena perso una persona cara. Così ognuno cerca di ritagliarsi un ruolo per supportare Marshall:
Robin ricopre quello della “Vice Girl”: ogni cosa di cui Marshall avrà bisogno per superare questo triste giorno, lo troverà nella sua borsetta. Dentro ci si può trovare davvero di tutto: sigarette, super alcolici più svariati, carte da gioco osé, pillole, cavi usb o outlet. Una vera e propria borsa di Mary Poppins che però risulta piena di “droghe” (ma forse, come fa notare Robin, anche quella originale lo era). Presto la mora riesce a crearsi una reputazione tra gli invitati grazie a varie richieste che vengono subitamente soddisfatte, strappando qualche risata allo spettatore in diverse occasioni.
Lily sceglie di occuparsi della madre di Marshall, Judy. Tra di loro, però, come spesso accade tra suocera e nuora, non c’è mai stato buon sangue e presto la vedova Eriksen inizia ad utilizzare la ragazza come valvola di sfogo per il suo dolore; in questo modo Lily passa in poco tempo da essere “Judy duty” ad essere “Judy’s Bitch”.
Ted e Barney invece si pongono come obbiettivo quello di riuscire a far ridere Marshall. Per riuscirci fanno vedere all’amico dei video presi da internet che vedono protagonisti dei poveretti che prendono colpi nelle parti basse nei modi più svariati e improbabili. Ovviamente falliscono nel loro intento miseramente, con Marshall che si limita sistematicamente ad ignorarli. Devo dire che questa faccenda dei video l’ho trovata inizialmente una gag stupida, che stona leggermente con il resto dell’episodio, anche se ad una seconda visione questa impressione si è attenuata.

Ma al centro dell’episodio c’è, ovviamente, Marshall alle prese, come da titolo, con le ultime parole che il padre gli ha detto prima di morire. Il nostro Marshall ripercorre più volte gli ultimi momenti con il padre, ma le ultime parole che ricorda non sono né toccanti né commuoventi, anzi. Mentre al resto della famiglia Eriksen il fato ha voluto regalare degli ultimi istanti perfetti ed emozionanti, con relative frasi d’amore che non posso che commuovere, quelle che a mano a mano ricorda Marshall, invece, hanno un che di amaro e di beffardo: frasi che vanno dal “Hai un po’ di braciola di maiale… il cibo sugli aerei fa schifo”, passando per stereotipi sui Coreani (“Positive Racism” per Lily) fino ad arrivare a “noleggia Mr. Crocodile Dundee III. L’ho beccato sulla tv via cavo la scorsa notte. Spacca ancora di brutto”.

Il nostro Marshall va ancora di più nello sconforto, ma la pressione su di lui aumenta ancora di più quando si accorge che nella segreteria del suo cellulare è presente un messaggio del padre, mandato poco prima della sua morte. Si tratta delle sue vere ultime parole.
Marshall, per paura che queste “Last words” siano peggio delle altre, dopo molti dubbi decide di non ascoltarle, ma alla cerimonia, quando è prossimo il suo turno, cambia idea. Uscito fuori dalla chiesa ascolta il messaggio: si tratta di un amarissimo “pocket dial”, un messaggio mandato per sbaglio mentre il cellulare è in tasca. Quelle che segue è una delle scene più forti e toccanti della serie: Marshall dà sfogo a tutto il suo dolore per la morte del padre, il suo eroe, il suo maestro di vita, il suo migliore amico, che gli è stato portato via troppo presto, prima ancora di vedere i suoi nipotini. Da sfondo a questo straziante monologo c’è il surreale fruscio della segreteria.
Ma proprio nel momento in cui Marshall smette di parlare, irrompe dal telefono la voce di Marvin Eriksen con le sue ultime parole: uno scontato, ma quanto mai eloquente e amorevole “Ti voglio bene”.

La scena, per quanto prevedibile possa essere, è sicuramente di un grande impatto emotivo. Jason Segel, come per il finale di “Bad News”, si dimostra all’altezza del ruolo drammatico che si trova a ricoprire risultando più che credibile. Devo dire che questa è davvero la sua stagione, ma anche il resto del cast si comporta molto bene. Segnalo, a questo proposito, la posizione che Barney ha in questa scena: mentre tutti sono intorno a Marshall, lui accenna solo a voler posare la mano sulla spalla dell’amico, non riuscendoci si allontana, mettendosi qualche passo lontano dagli altri a guardare. Dentro di sé il biondino sta maturando la decisione, rivelata poi a conclusione dell’episodio, di voler finalmente conoscere suo padre.

Dopo una quarta e quinta stagione in netto calo, in questa sesta stagione, inizialmente anch’essa partita un po’ in sordina, How i met your mother sembra aver trovato una nuova energia creativa unita anche ad un po’ di voglia di osare, facendo leva sui suoi personaggi ai quali il pubblico in questi anni si è molto affezionato e che considera ormai di “famiglia”, merito soprattutto del cast come sempre all’altezza.
Ma un plauso va agli autori, non solo per il coraggio di osare dimostrato in questi due ultimi episodi (coraggio premiato anche dagli alti ascolti di questa puntata, più alti anche di quelli di House M.D.), ma anche per aver portato avanti ottimamente e con costanza i vari filoni narrativi di questa sesta stagione (cosa che ad esempio non era avvenuta nelle stagioni 4 e 5 che erano abbastanza sconclusionate e con poche idee).

Note

– Il volume delle risate pre-registrate è visibilmente più basso, vista la natura più drama dell’episodio. Prima di questa puntata avevo addirittura pensato che arrivassero a sospenderle almeno momentaneamente, ma è andata bene anche così.
– Questo episodio ha il merito anche di fare il punto dei rapporti che hanno con i rispettivi padri i vari personaggi. La scena dove loro ripercorrono le loro potenziali “last words” a me è piaciuta davvero moltissimo. Non solo i vari flash back esilaranti, ma anche l’utilizzo che viene fatto del “Lawyered” di Marshall che ha una connotazione più amara, adatta al tono dell’episodio.
– Sempre riguardante questa scena, il padre di Robin è stato interpretato da Ray Wise, invece che da Eric Braeden (visto nella 4×06 “Happily Ever After). In proposito c’è stato una polemica qualche tempo fa fra Braeden e Neil Patrick Harris, che non ha preso bene il “forfait” dell’attore e son volate parole abbastanza forti fra i due (qui e qui per i dettagli).
– Le donne in Minnesota crescono davvero in fretta (guardate che quindicenne), fortuna che Barney sembra essere più prudente del nostro Premier.

Voto Episodio 8+

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Informazioni su Joy Black

Recensore Seriale e Hand of The King del blog di Seriangolo. Ha amato ed ama tuttora alla follia Lost, millantando di aver visto ogni episodio almeno 17 volte (in realtà sono molte di più). Proprio seguendo la creatura di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Carlton Cuse, nasce in lui la passione per il mondo della serialità americana. Le sue serie preferite sono, oltre ovviamente a Lost, Battlestar Galactica, Breaking Bad e Game of Thrones. Altri suoi interessi sono i fumetti, il cinema e il wrestling. P.s. Di solito non parla in terza persona, ma in questa occasione fa figo.

Pubblicato il 19 gennaio 2011, in How I met your mother, Recensione episodi con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. 15enne la bionda eh? la Rubacuori italiana ne ha solo 2 di più, ma moooooolte più cose alla spalle!!!

    dal “thanks a lot god” di Marshall parte il momento più straziante dell episodio..inutile negare la lacrimuccia durante la sua disperazione, e inutile altrettanto negare il sorriso che mi ha lasciato il finale “oh ehm, let me know if you find my foot cream” e Marshall che ripete “i love you, my father’s last words to me are i love you”…

    complimenti ai produttori, e al cast, robin e la sua borsa indispensabili, barney così distante e triste, e un marshall da tanto di cappello che fà commuovere, e che poi va a fare quella grossa…

  2. Oltre a Marshall, in questa puntata Barney è stato veramente PERFETTO. Grandissimo NPH !

  3. Si infatti. Ora son stato già lunghissimo nella recensione e quindi non ho approfondito oltre, ma per quanto riguarda BArney son stati perfetti. Più volte nell’episodio hanno indugiato su di lui, proprio per ricordare la situazione con il padre e per farci vedere che dentro di lui stava avvenendo una riflessione profonda. Lavoro continuato con la scena su descritta della recensione, con lui che si tiene lontano dagli altri, e trova la sua conclusione nella telefonata finale. Ottimo Neil Patrick Harris nella recitazione.

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